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Importante scoperta per i ricercatori di Auxologico

Con i colleghi di Cape Town hanno individuato un nuovo gene che causa la morte improvvisa nei giovani sportivi. Nel 2012 aveva fatto discutere il decesso del calciatore Morosini

 

auxologico

Scoperto un nuovo gene che causa la morte improvvisa nei giovani sportivi. Ricorderete il caso di Piermario Morosini, il centrocampista del Livorno stroncato da un arresto cardiaco in campo nel 2012, all'età di 25 anni.

Un team di ricercatori sudafricani e italiani – questi ultimi dell'Istituto Auxologico Italiano – ha identificato le cause della cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro. Lo studio è stato pubblicato e presentato oggi a Milano, in videoconferenza con Cape Town.

Una scoperta dalle importanti applicazioni pratiche immediate. Ogni anno in Italia muoiono improvvisamente circa 50 mila persone. Tra le cause di questi decessi, nei giovani al di sotto dei 35 anni le forme ereditarie di cardiomiopatia hanno un ruolo preminente.

<In questa malattia ci sono segni clinici che ci possono portare al riconoscimento della stessa ma purtroppo tante volte le manifestazioni aritmiche e quindi la morte cardiaca improvvisa avvengono così precocemente che ancora con i test effettuati sugli atleti non si riescono a riconoscere. La possibilità di screenare e identificare il difetto genetico ci consente di capire quali sono i soggetti affetti dalla malattia prima delle manifestazioni cliniche tipiche e quindi ci permette di agire in modo preventivo evitando queste morti improvvise nei giovani> ha spiegato la dott.ssa Lia Crotti, vice direttore del Centro studi aritmie cardiache genetiche dell'Auxologico. In termini di prevenzione inoltre l'aver individuato questo gene permette l'indagine anche sui membri della famiglia della persona affetta dalla patologia.

La dott.ssa Crotti è parte del team che dopo un lavoro lungo 15 anni ha raggiunto l'importante risultato insieme con il Prof. Peter Schwartz sempre di Auxologico e dell'Università di Pavia; con loro i colleghi sudafricani diretti dal Prof. Bongani Mayosi dell'Università di Cape Town e del Groote Schuur Hospital, lo stesso dove Barnard, esattamente 50 anni fa, eeseguì il primo trapianto cardiaco.

Relatori nel corso della presentazione odierna anche il direttore scientifico di Auxologico Prof. Alberto Zanchetti e il direttore di Cardiologia dell'Ospedale S. Luca di Auxologico Prof. Gianfranco Parati. 

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