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Ristorni,Del Barba propone di usarli per creare una rampa di accesso per treni navetta

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"I ristorni dei frontalieri hanno tenuto banco sui media e in consiglio comunale a Domodossola, con soddisfazione per le considerevoli somme e per la possibilità di eseguire lavori pubblici altrimenti negati dalle magre casse delle amministrazioni pubbliche.

 

C’è però da distinguere tra quello che si dovrebbe fare e ciò che ci si costringe a fare: un conto è la corsa dei singoli comuni ad accaparrarsi le quote parte per sistemare strade colabrodo, come ha fatto Domodossola su lavori necessari e improcrastinabili di rifacimento della pavimentazione stradale; un conto sono gli indirizzi normativi in materia e un progetto politico di ampio respiro.

Gli accordi bilaterali italo elvetici prevedono che le tasse pagate dai lavoratori italiani in Svizzera siano in parte restituite all’Italia in forma di compensazione delle spese che i comuni di residenza dei frontalieri sostengono per i loro concittadini, che usufruiscono di servizi dove vivono pagando però le tasse dove lavorano.

Queste somme sono però vincolate alla "realizzazione, completamento e potenziamento di opere pubbliche di interesse generale volte ad agevolare i lavoratori frontalieri, con preferenza per i settori dell'edilizia abitativa e dei trasporti pubblici", oltre che per le istituzioni scolastiche e i servizi sociosanitari, frequentati dai frontalieri e dalle loro famiglie.

In materia di trasporti pubblici, e più in generale di viabilità e mobilità relative allo spostamento in uscita ed entrata dei lavoratori frontalieri, l’opera più importante e attesa è sicuramente quella del parcheggio in prossimità della stazione dei treni navetta.

Non è però possibile che se ne faccia carico un singolo Comune o anche una singola Unione di Comuni, perché la loro quota di ristorno non è sufficiente a realizzare un’opera in grado di accogliere le centinaia di lavoratori che provengono dagli altri Comuni.

Qualcuno ha paragonato i ristorni a “una pioggia di soldi” e il paragone calza, perché l’acqua irriga e disseta, ma se abbondante può perdersi in tanti rivoli e venire sprecata quando non è debitamente raccolta e incanalata; serve un unico e grande bacino di raccolta che serva tutto il territorio.   Damiano Del Barba

Lo snodo ferroviario di Domo Uno e l'area di via Piave è il sito ideale per realizzare la stazione dei treni navetta in entrata e uscita dalla Svizzera, creando un collegamento diretto tra le due principali città di confine - Domodossola e Briga - e completando il Movicentro insieme alla stazione ferroviaria locale e internazionale, alla fermata dei bus di linea e turistici, al parcheggio dei taxi, alla stazione della Ferrovia Vigezzina e agli altri parcheggi per auto già presenti sul versanti opposti di via Piave e di Piazza Matteotti.

Questo andrebbe a risolvere prima di tutto il problema della mobilità dei frontalieri, nella città dove risiede la maggior parte di loro e che è facilmente accessibile anche dai lavoratori residenti nei Comuni vicini, e inoltre sarebbe anche un'eccezionale base operativa a carattere turistico e commerciale e quindi occupazionale.

Se c’è la necessità e la possibilità di fare un’opera a beneficio di tutti, adoperiamoci in questa direzione, senza limitarci a sistemare di tanto in tanto qualche pioda del nostro campanile".

Damiano Delbarba

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