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I giovani protagonisti del 25 aprile nel VCO

Il ruolo delle giovani generazioni ricordato ieri nelle piazze dove è stato celebrato il 72° anniversario della Liberazione

verbania 25 aprile

Sono stati i giovani i protagonisti, ieri, delle celebrazioni in occasione del 72° anniversario della Liberazione nel Vco. In tutte le piazze è stato sottolineato il ruolo delle giovani generazioni che raccolgono il testimone, la memoria e i valori di chi ha vissuto le vicende che hanno portato al 25 aprile.

A Verbania si è tenuta la celebrazione provinciale con la partecipazione delle maggiori autorità locali civili e militari: alla funzione religiosa nella Basilica di San Vittore ha fatto seguito il corteo diretto al monumento ai caduti; l'orazione ufficiale che si è tenuta sotto i portici del vecchio imbarcadero per la pioggia incombente è stata affidata al verbanese Giacomo Molinari, vice presidente nazionale di Acmos, associazione di giovani nata nel 1999 per la promozione di percorsi di giustizia, solidarietà, partecipazione, responsabilità per il sostegno dell'inclusione democratica.

Nell'intervento di Molinari i riferimenti ad alcune lettere dei condannati a morte della Resistenza, al manifesto degli Stati Uniti d’Europa, all’estremista norvegese autore della strage in cui persero la vita un centinaio di persone. Un discorso che ha evidenziato gli ideali alla base della Resistenza che portarono a sacrificare la propria vita per un futuro di democrazia contro il nazifascismo da un lato, dall’altro le paure che ritornano ancora oggi manifestandosi in episodi e in teorie ispirate alla discriminazione e alla violenza.

Nel capoluogo cusiano dopo la santa messa in parrocchiale il corteo con la banda musicale ha raggiunto il lungolago per l'omaggio al monumento ai caduti, poi i discorsi sotto i portici del municipio che hanno visto protagonisti i componenti del consiglio comunale dei ragazzi.

Siamo a Domodossola dove il corteo, partito da Piazza Repubblica dell'Ossola, ha sfilato lungo corso Fratelli di Dio e Corso Ferraris giungendo in piazza Matteotti. In testa il Gonfalone della Città Medaglia d'oro al valor militare. Presso il Monumento alla Resistenza l'alzabandiera, la deposizione della corona, il saluto delle autorità e l'orazione ufficiale di Giovanni Cerutti, direttore dell'Istituto Storico della Resistenza di Novara. Il presidente del Vco Stefano Costa ha letto il discorso che gli era stato preparato dal figlio Edoardo, 25 anni, parole scritte da un giovane per i giovani: si parla di fragilità della memoria con riferimento all'attuale tema dell'accoglienza e sottolineando l'importanza dell'educazione: <A volte finiamo per confondere il significato di invasore straniero, arrivando addirittura ad attribuirlo ad un altro essere umano, per la sola colpa di essere straniero e di trovarsi nel nostro Paese. Lo chiamiamo invasore dimenticandoci dei principi che abbiamo noi stessi deciso di incidere indelebili nella nostra Costituzione> si legge nel discorso; si ricorda l'articolo 10 attraverso il quale i padri costituenti, molti dei quali freschi della condizione di esule, decisero di dare diritto d’asilo a chiunque non abbia la fortuna di godere nel proprio Paese delle libertà democratiche garantite dalla nostra carta costituzionale. Libertà democratiche che sono diventate le pietre angolari della nostra storia e della nostra identità.

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