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I Lumineri a Cannobio

Celebrato il 496° anniversario del Miracolo della Sacra Costa. La pioggia ha concesso una tregua, programma regolare

cannobio lumineri

 

Le vie e il lungolago di Cannobio illuminati da migliaia di luci, che galleggiano anche sull'acqua. Accade il 7 gennaio da 496 anni. E' il rito dei Lumineri, un momento di profonda e sentita religiosità popolare che oggi richiama anche turisti e fedeli da fuori regione e dalla vicina Svizzera.

L'anno nella cittadina al confine con il Canton Ticino si apre con la rievocazione del Miracolo della Sacra Costa; in avvio di celebrazione la Messa Solenne presieduta dal vescovo della diocesi di Novara Monsignor Franco Giulio Brambilla che ha visto la partecipazione di molte autorità civili e militari. La chiesa era gremita.

All’origine della festa i fatti miracolosi che si verificarono nei giorni dell’8, 9, 10 e 28 gennaio del 1522, nell’osteria di Tommaso Zaccheo. Una cameriera si accorse della perdita di sangue da un dipinto su pergamena della Pietà di Cristo. Il giorno seguente venne trovata sulla tovaglia sottostante il quadro una piccola costola sanguinante. La Sacra Costa venne raccolta in un calice e portata in processione nella Chiesa parrocchiale di San Vittore, dove ancora oggi è custodita, in un prezioso reliquiario che il cardinale Federico Borromeo ha donato nel 1605.

Spettacolare la discesa della Sacra Costa dalla cupola della parrocchiale, è uno dei momenti più emozionanti della celebrazione. Dopo il bacio della reliquia la processione all’interno del centro storico di Cannobio, lungo via Umberto I e sul lungolago, fino al lido. I fedeli, di tutte le età, con la fiaccola in mano hanno accompagnato la Sacra Costa nel buio della notte con i lumini posati su davanzali, tavolini, balconi, muretti, gradini, camminamenti, barche. Niente luce artificiale, è la fede ad accompagnare ed illuminare i passi di queste persone, fede simboleggiata da quei lumineri che danno corpo ad uno spettacolo unico. Così il freddo della sera si dissolve in quest'atmosfera ovattata, di pace e preghiera. Il vescovo Brambilla, riferendosi alla reliquia venerata e portata in processione, ha parlato nel corso dell'omelia di <Una cosa piccola custodita in questo splendore>, ribadendo il grande affetto popolare nei confronti della ricorrenza. La processione è giunta fino al santuario da dove oggi la Sacra Costa è ripartita per il ritorno alla collegiata di S. Vittore.

La domenica sera dopo la celebrazione religiosa la tradizionale cena a base di pasta, fagioli e luganighe, il menù offerto dall'osteria, quasi 500 anni fa, la sera del miracolo.

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