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Formazza, Poste fa dietrofront sull'affitto dell'ufficio di Ponte

Formazza, vince la linea dura del sindaco Papa. Poste conferma il suo impegno e bolla la lettera inviata precedentemente come un errore

 

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Dietrofront. Poste Italiane rinuncia a chiedere uno sconto sull'affitto dell'ufficio postale a Formazza.

In una lettera inviata in queste ore al sindaco, il responsabile dell'Area immobilare Nord Ovest di Poste Italiane informa ''che la precedente richiesta è da ritenersi non efficace in quanto inviata erroneamente. Forniamo le più ampie rassicurazioni rispetto al mantenimento dell'attuale valore del canone di affitto''.

Insomma, Poste accetta l'affitto attualmente in atto. Canone che, per l'ufficio di Ponte ricavato all'interno del municipio, è di 1.200 euro l'anno, riscaldamento compreso.

La richiesta di un taglio sull'affitto aveva scatenato la reazione di Bruna Papa, sindaco di Formazza, che aveva scritto all'Uncem (Unione enti montani) e ribattuto a muso duro a Poste invitandola a ''cambiare atteggiamento''. Faceva riferimento a quanto sta succedendo nel suo paese, dove sono stati tagliati i servizi, ridotti gli orari degli sportelli, diminuita la consegna della corrispondenza a 10 giorni al mese. Tagli ''inammissibili ''per il sindaco che si era poi visto anche chiedere la riduzione del canone di affitto dell'ufficio.
Uncem, che aveva seguito il caso, sta tuttora facendo pressing sul ministro Enrico Costa e sui parlamentari per cercare di avviare azioni istituzionali per chiedere a Poste di invertire la rotta e potenziare i servizi nelle aree interne del Paese. 

 

Renato Balducci

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