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Aree protette, Formazza e Premia ricorrono al Tar contro la Regione

 

Enti locali contro il provvedimento regionale che riduce il ruolo dei Coomuni nella gestione delle aree protette dell'Ossola

 

alpe veglia

I Comuni di Formazza e Premia ricorrono al Tribunale amministrativo regionale per chiedere l'annullamento della delibera regionale che riduce il ruolo dei Comuni nella gestione delle aree protette dell'Ossola, relativamente ai siti Rete Natura "Alpi Veglia e Devero - Monte Giove".

Il motivo? Aver sottratto le competenze dei Comuni su territori loro, per darli in gestione in esclusiva all'Ente parco dell'Ossola. Un ''esproprio'' che ai due Comuni non va giù. Sostengono di non essere mai stati coinvolti nella decisione presa dagli uffici regionali. Soprattutto temono che l'operazione penalizzi a fondo lo sviluppo turistico di quelle aree montane.

E' l'ultimo atto di un braccio di ferro nato da tempo tra le amministrazioni locali e la Regione Piemonte accusata di ignorare i Comuni.

Nel 2009, la Regione si pronuncia dando al Parco la possibilità d'intervenire anche oltre i suoi confini, per gestire delle aree esterne. ''Tutto ciò senza mai consultarci - dicono in valle Antigorio Formazza - . Le nostre ripetute richieste di confronto sono rimaste senza risposta da parte della Regione''.

Le lamentele degli enti locali arrivano anche al consiglio del parco che, nel 2014, delibera sostenendo che ''la vigente normativa non consente di individuare chiaramente l’Ente di riferimento per la gestione di SIC/ZPS''. Ente intermedio che avrebbe infatti dovuto gestire queste aree e che successivamente da ente consultivo è stato 'degradato' a facoltativo.

Il Parco lo scrive in una delibera.   Dice di temere che la situazione causerà ''a livello locale incertezza e confusione, stimolando dissapori verso le aree protette, che perdono credibilità e consenso locale, sia da parte della Comunità residente, che dalle locali Amministrazioni territoriali, che identificano il Parco con la Regione”.

Il problema viene girato alla direzione Ambiente ed al settore Aree Protette della Regione. Ma vanamente. 

 ''Non siamo contrari - dicono in valle - ma è il modo di fare che non va''. Malumori che risultano anche nelle note inviate nel 2014 dallo stesso Ente parco alla Regione. Formazza e Premia ritengono che si sia privato il Comune di un diritto slla sue aree con un atto anticostituzionale, con l'intendo di affidarle in gestione ad un solo ente, il Parco. Ed hanno il timore che ulteriori vincoli o piani particolari possano dare un definitivo colpo mortale al turismo di montagna. Come anche la messa in discussione del possibile collegamento sciistico tra Veglia e Devero.

 

 Renato Balducci

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