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Botta e risposta sull'uso dell'elicottero per la caccia

Scambio di battute fra Campagnoli e Maccagno sull'impiego degli elicotteri nel recupero degli animali cacciati

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Botta e risposta tra i cacciatori e il comandate della Polizia provinciale sull’uso dell’elicottero in campo venatorio. Il presidente di Federcaccia, Bruno Campagnoli, ha preso carta e penna per alcune puntualizzazioni. ‘’Siamo d’accordo sull’uso dell’elicottero per il trasporto dei cacciatori, vietato dalla legge ed eticamente deprecabile – dice Campagnoli – , ma il  trasporto dei capi abbattuti è tutt’altro. Un animale abbattuto è infatti una cosa, una materia inerte che ha la stessa valenza di un sacco di cemento o di patate’’.

Campagnoli  ricorda che tutto nasce dalla direttiva della Regione Piemonte per limitare abusi nella pratica dell’eliski, ma spiega ‘’non è un’attività turistica-sportiva il recupero di un cervo morto’’. Quindi critica il comandante Riccardo Maccagno ‘’che avrebbe dovuto meglio leggere la legge a cominciare dal titolo della medesima. Il legislatore intende regolamentare la pratica dello sci e non il trasporto di cose, interferendo in modo sproporzionato nelle attività di servizio con aereomobili’’.  Concludendo con altre frecciatine al comandante della Polizia Provinciale sull’interpretazione delle leggi.

Adesso il  comandante della Polizia provinciale, replica. ‘’Negli ultimi anni – dice  Riccardo Maccagno - si è osservato un crescendo utilizzo dell’elicottero connesso alla pratica venatoria, non esclusivamente per il recupero di cervi abbattuti in zone impervie, ma anche per trasporto in quota di cacciatori, recupero dei medesimi, recupero di altra tipologia di selvaggina di facile trasporto. A un mio quesito gli Uffici regionali hanno ribadito che all’interno delle zone di protezione speciale risulta vietata già dal 2014 ogni attività riconducibile a quella in oggetto, in assenza di parere positivo di Valutazione d’Incidenza effettuata dal soggetto gestore del sito. Con la legge regionale numero 02/2009 per tutte le zone site ad altitudine superiore ad 800 metri c’è  il divieto di atterraggio ed il decollo con aereomobili a motore, nonché il sorvolo a quote inferiori a 500 metri. L’Unione montana competente può rilasciare deroghe individuando aviosuperfici ed elisuperfici da cui possano avvenire i decolli e gli atterraggi. Per questo ho ritenuto corretto informare i Comprensori alpini e i cacciatori sui divieti, compreso il divieto di trasporto armi a bordo di aereomobili . Nulla ho in contrario sul recupero dei capi, in quanto primi sostenitori del progetto “Processo di Filiera Eco Alimentare” teso alla valorizzazione delle carni di selvaggina,  ma a fronte di una  regolamentazione ben strutturata’’ .

 

Renato Balducci

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