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Uncem: enti locali fondamentali per la prevenzione del dissesto idrogeologico

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In merito alla prevenzione del dissesto idrogeologico, il Piemonte  è un modello per l'Italia, grazie al "fondo Ato" di 25 milioni di euro annui investiti sui territori montani, come previsto dalla vigente legge 13/1997, articolo 8.

Il Piemonte è l’unica Regione italiana dove una percentuale della tariffa idrica pagata da tutti i cittadini viene destinata alla montagna per la difesa delle fonti idriche e per la prevenzione. Questa è tra le pochissime forme di pagamento dei servizi ecosistemici e ambientali esistenti nel Paese. La percentuale varia dal 3 all’8 per cento (definita dagli Ambiti territoriali provinciali) e viene data alle Unioni montane che così concertano gli interventi con la Regione, grazie a un sistema snello e veloce.

Prevenzione del dissesto, tutela delle fonti idriche, briglie di torrenti, manutenzioni ordinarie e straordinarie, ingegneria naturalistica, rimboschimenti, interventi per la stabilità dei versanti. In questi mesi le 56 Unioni montane del Piemonte stanno programmando l'uso di 40 milioni di euro delle ultime annualità, secondo il nuovo regolamento definito dall'Assessorato allo Sviluppo della Montagna della Regione Piemonte, con Uncem e le Unioni. Il percorso intrapreso, sgravato di inutili carichi burocratici e lungaggini amministrative, è sussidiario e riconosce, ambientalmente, culturalmente, economicamente, a chi produce, immagazzina e rilascia, la risorsa - le Terre Alte - un valore per questo bene, dove acqua e forza di gravità si uniscono. Non più solo a vantaggio di chi gestisce e fattura il bene, i big player del settore che ne hanno enormi margini di guadagno, ma anche del territorio e delle comunità alpine e appenniniche.Il dissesto si origina nelle aree montane, con l’acqua che scendendo solleva la cotica erbosa e trasporta centinaia di metri cubi di materiale detritico a valle. È nelle aree montane che deve essere organizzata la prevenzione. A valle è possibile poi solo fare opere contenitive, consentendo anche, senza troppi dubbi e senza cedere a logiche pseudo ambientaliste, il prelievo degli interti dai torrenti e dai fiumi.Il Piemonte ha aperto una strada virtuosa. Altre Regioni dovranno farlo a breve. È un impegno politico che la struttura nazionale ItaliaSicura ha già preso in considerazione. Il pagamento dei servizi ecosistemici ambientali rivoluziona la prevenzione del dissesto e la tutela del territorio.

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