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Orta: chiuso l'ufficio di accoglienza. Unione degli operatori: ''è paradossale'' 

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Comunicato Stampa - Anche Babbo Natale, probabilmente, ha dovuto chiedere informazioni altrove. Perché, nonostante le feste, imminenti, l’ufficio di accoglienza turistica di Orta resta chiuso.

E il presidente dell’Unione Turistica Lago d’Orta Oreste Primatesta, insieme al consiglio direttivo riunitosi nei giorni scorsi, non esita a palesare ”la preoccupazione degli operatori turistici in ordine a quanto sta succedendo nella cittadina che più di ogni altra rappresenta il nostro lago nel mondo, tanto da prestargli il proprio nome. Il Natale è imminente, mancano due giorni, ma l’ufficio turistico alle porte del borgo antico resta desolatamente chiuso, con poche parole in calce a un cartello di carta che reca ancora la scritta “LA STAGIONE SI CONCLUDE DOMENICA 30/10/2016 CON RIAPERTURA DA DEFINIRE”, rimandando “per informazioni” al numero di telefono comunale”. Evidentemente, chi raggiunge Orta in questi giorni per le festività natalizie si trova spiazzato: “E’ una situazione paradossale, che non mai avremmo immaginato: quantomeno, il buon senso imponeva una riapertura provvisoria almeno per il periodo festivo”. E dire che la stagione si è chiusa in modo positivo, con un appeal crescente del Lago d’Ota in Europa, anche grazie al lavoro fatto dall’Unione Turistica: dati positivi che sono stati ribaditi dal consiglio direttivo, composto da Paolo Maulini, Fabio Sangalli, Ezio Primatesta ,GianMario Corradino, Maura Limanni e Angelo Valazza. Secondo Primatesta servirebbe “un po’ più di impegno e buona volontà da parte di tutti. Come operatori turistici ci mettiamo il cuore, e i soldi: autotassandoci, abbiamo realizzato opuscoli, cartine – stampate in decine di migliaia di copie e distribuite gratuitamente negli ultimi due anni e mezzo – nonché un portale di incoming; abbiamo collaborato a manifestazioni, aperto un ufficio di accoglienza a Pettenasco per la stagione estiva, partecipato a fiere ed eventi internazionali, e così faremo anche il prossimo anno: posso anticipare, ad esempio, che dal 19 al 22 gennaio saremo a San Gallo, Svizzera, per la FerienMesse. Ma non possiamo fare tutto noi, senza un finanziamento e senza un aiuto. I Comuni, invece, possono provvedere eccome, dato che incamerano cifre considerevoli grazie alla tassa di soggiorno richiesta ai turisti che pernottano. Soldi che vanno spesi, appunto, per incentivare il turismo, e come operatori ci permettiamo di suggerire che, forse, un ufficio di accoglienza aperto tutto l’anno – soprattutto nei periodi festivi – a Orta non stonerebbe… A questo punto chiediamo anche al Distretto dei Laghi di intervenire, il borgo d’Orta non può vivere una situazione così paradossale”. Ciò, proprio per incentivare quella stagione invernale che, negli anni, ha sempre stentato a decollare: chi vive e conosce bene il lago d’Orta, in ogni caso, sa che la magia, i colori, le atmosfere espresse in inverno sono unici, “e certo può aiutare la vicinanza con i comprensori sciistici del Vco e della vicina Valsesia: sono convinto che sia possibile fare sistema, partendo dalla storia e dalle bellezze naturali e artistiche del Cusio “da sposare” con lo sport, l’enogastronomia, gli itinerari che distinguono il nostro lago, che – non dimentichiamolo – fu addirittura principato vescovile del Sacro Romano Impero, uno dei pochi presenti sull’attuale territorio italiano: anche questa è una storia da riscoprire e raccontare a chi vuol conoscerci e visitare una terra unica”.

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