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Comitato Pro Lombardia interviene sulla situazione finanziaria della Provincia

 verbania tecnoparco

Zanetta e Spadone ribadiscono l'importanza dei canoni idrici per risollevare le sorti finanziarie della Provincia del Vco

COMUNICATO STAMPA - Una agonia annunciata. Con il nuovo anno la Provincia del Verbano Cusio Ossola si trova nella impossibilità di spendere anche un solo euro. Ad oggi l'Ente era riuscito a sopravvivere grazie a significative anticipazioni di cassa, che hanno sfiorato i 10 milioni di euro. Ovviamente su queste cifre si sono dovuti pagare interessi passivi agli istituti di credito.
Oggi, però, anche tale modo di amministrare, che ha avuto come conseguenza il sommare debiti a debiti, non può più reggere. La Provincia dovrebbe infatti restituire immediatamente agli istituti di credito 1 milione di euro di anticipazione e contestualmente avere in cassa 1,5 milioni per pagare, in gennaio, i soli mutui accesi e gli stipendi dei propri dipendenti.
Non avendo un solo euro come disponibilità di spesa, proprio poco prima dell’ultimo consiglio dell’Ente, tenutosi lo scorso 4 gennaio, la dirigente del servizio finanziario non ha potuto far altro che bloccare tutti i pagamenti.
Appare quindi sempre più concretizzarsi la via del dissesto (una sorta di fallimento dell’ente pubblico), che sembra l'unica strada percorribile per garantire almeno gli stipendi. La conseguenza è che molti creditori finiranno per perdere una buona parte dei loro crediti: una situazione di fatto obbligata dalla Delrio e da una Regione sorda; anche qualora l'Ente non dichiarasse il dissesto, a breve lo stesso verrebbe quasi certamente imposto dalla Corte dei Conti che non potrà avallare il piano di rientro approvato negli anni scorsi, che peraltro rispetto agli 8 milioni di debiti del 2017 andrebbe oggi aggiornato a quasi 33.
Lo avevamo detto in tempi non sospetti, la soluzione era ed è l’immediato riconoscimento dei canoni idrici che Belluno e Sondrio vedono riversati e che invece la Regione Piemonte trattiene a sé, non lasciando alcunché di questa voce alla Provincia del VCO. Considerazione analoga a quella del Sottosegretario con delega agli Enti Locali, Sen. Stefano Candiani, che presente all’ultimo consiglio provinciale, ha ricordato la forte  identità di questo territorio che ha dato un segnale con il recente referendum e la necessità del riconoscimento dei canoni idrici da parte del parlamentino torinese.
32 milioni di debito della Provincia e 18 milioni di canoni annui che la Regione trattiene: se fossimo come Sondrio o Belluno in due anni il disavanzo sarebbe ripianato.
Come Comitato per il VCO in Lombardia abbiamo per questo esteso la nostra mission a "VCO come Sondrio" perché crediamo che solo godendo da parte della Regione Piemonte delle stesse prerogative di Sondrio potremmo dare un futuro a questo territorio.
Durante la campagna referendaria abbiamo assistito a ogni tipo di promessa: dalla autonomia al riconoscimento di specificità e di risorse. Terminato il referendum più nessuno ha detto nulla e non è conseguito riconoscimento alcuno.
Anche coloro i quali hanno sostenuto che sarebbe stato opportuno battersi nella Regione piuttosto che fuggire verso altri lidi non hanno mosso un dito in difesa del Verbano Cusio Ossola  e la Provincia è nel frattempo sostanzialmente fallita.
Nostro compito è ora dare voce ai 40.000 che hanno votato si è che si aspettano risposte immediate. Il Comitato riparte più forte di prima sapendo di avere alle spalle 40.000 persone che devono essere ascoltate da una Regione che ogni giorno che passa è sempre più sorda.
Hanno promesso di tutto? Bene!
Inizino a mantenere il minimo indispensabile e approvino con urgenza la legge che la Provincia del Verbano Cusio Ossola ha proposto negli scorsi giorni e che garantisce al territorio importanti risorse per la sua sopravvivenza.
I tempi tecnici, se c'è la volontà, sono compatibili perché possa giungersi all'approvazione prima del termine della legislatura Chiamparino.
Non lo chiede il Comitato, lo chiedono 40.000 elettori del Verbano Cusio Ossola che lo scorso 21 ottobre hanno votato sì, cui oggi si aggiungono sicuramente qualche migliaio di elettori che avevano creduto a promesse che non sono state mantenute.



Il Presidente del comitato, Valter Zanetta
Il Vice Presidente, Luigi Spadone

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