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Ciss Ossola. Borghi : " Prosegue l'esperienza. Una buona notizia "

 

Ieri sera i Comuni Ossolani hanno deciso di proseguire l’esperienza associativa nei servizi sociali.

 

Una buona notizia, complessivamente, visto il clima di spaccatura creato in questi anni da chi sul campanilismo e sulle divisioni ha costruito carriere politiche.

Già il fatto che la convocazione fosse stata in forse per giorni, mettendo a repentaglio il futuro dell’ente, la dice lunga. E sono soddisfatto di aver contribuito, con la mia interrogazione parlamentare, a sbloccare la situazione.

Sul resto, si vedrà. Il percorso sin qui seguito è stato di una desolazione assoluta: minacce, ricatti, insulti da chi dovrebbe svolgere funzioni di garanzia, scalpi da sventolare per mostrare un’aurea da “machismo” (i 12 migranti di Domodossola che a marzo non verranno rimessi in alcuni appartamenti domesi ma che -come pacchi postali- ancora non si da dove saranno collocati, circostanza foriera di equivoci e tensioni che non tarderanno a esplodere tra poco), utilizzo della preziosa funzione svolta dal Consorzio per piccole miserie di soddisfazioni personali davvero meschine.

Il tutto in un quadro amministrativo tutt’altro che roseo; il CISS ha seri problemi di cassa (gira su oltre 4 milioni di anticipazione di cassa, indicatore di bilancio preoccupante), ha una quota pro capite più alta di altri consorzi del territorio a sostanziale invarianza di servizi resi, ha gestito l’intera partita migranti senza che esista un atto deliberativo degli organi politici dentro l’overdose del potere dirigenziale e burocratico che da sempre lo contraddistingue. Tutti nodi ora messi sotto il tappeto, che torneranno a galla.

Avendo fatto in diverse sedi battaglie per la salvaguardia dello strumento, culminata con la legge di bilancio 2017 che ha messo in sicurezza l’ente abolito nel 2009 dal governo Berlusconi e poi andato avanti con interpretazioni amministrative, avendo cooperato allo sforzo che ha portato al ripristino dei fondi per il sociale e all’aumento della dotazione finanziaria dell’ente azzerata a livello statale negli anni della destra al governo, mi spiace che tutto ciò sul territorio si traduca nel penoso spettacolino messo in piedi in queste settimane.

Ci sarebbe molto da riflettere, sul futuro dei servizi sociali e sulla loro esigenza di innovazione, efficienza e modernizzazione. Lo faremo, nonostante i profeti del conservatorismo, della furbizia e della rendita. Perché il futuro non lo ferma nessuno.


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