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Coldiretti dona l'abete natalizio al reparto pediatria del Magggiore di Novara

novara ospedale

Comunicato Stampa – Un piccolo albero per un grande sorriso, quello dei bimbi ricoverati al reparto di pediatria dell’Ospedale Maggiore di Novara dove è arrivato l’abete di Natale ‘a km zero’ donato da Coldiretti Novara Vco e consegnato direttamente ai vertici del reparto, in particolare al primario prof. Gianni Bona.

 

Ciò è stato possibile grazie all’impegno di Roberto Paracchini dell’azienda agricola Rosa Angela Console. L’azienda, come altre in zona, da un decennio si è specializzata a Oleggio nella produzione di abeti, in particolare delle tipologie abete rosso (picea abies) e omorika (picea omorika). Con Paracchini era presente alla consegna in reparto anche il responsabile interprovinciale del patronato Epaca Paolo Favini.

Nei giorni scorsi, sempre la collaborazione dell’azienda Console con Coldiretti ha portato al dono di un abete natalizio – di dimensioni maggiori – anche alla Cattedrale di Novara, che tutti possono ammirare nell’ampio cortile della Curia diocesana.

L’azienda Console si trova a Oleggio in località Farazzina: la produzione degli alberi di Natale è una tradizione iniziata nel 2000, con la piantumazione di 14.000 talee di piccoli abeti: una vera particolarità, dato che in Italia gli alberi naturali sono coltivati soprattutto nelle zone montane e collinari. In queste aree, in particolare, la coltivazione degli abeti svolge un ruolo importantissimo, poiché interessano soprattutto terreni marginali altrimenti destinati all'abbandono e contribuiscono a migliorare l'assetto idrogeologico delle colline ed a combattere l'erosione e gli incendi. Grazie agli alberi di Natale è quindi possibile mantenere la coltivazione in molte aree di montagna con il terreno lavorato, morbido e capace di assorbire la pioggia in profondità prima di respingerla verso valle evitando i pericoli delle frane, mentre la pulizia dai rovi e dalle sterpaglie diminuisce il pericolo d'incendi.

L’azienda oleggese rifornisce diversi garden sia in Piemonte che nella vicina Lombardia: “L’offerta dell’abete ‘made in Oleggio’ alla Cattedrale, è importante anche per ribadire l’importanza e l’eterogeneità del comparto florovivaistico nelle nostre due province” riferisce il presidente di Coldiretti Novara Vco Sara Baudo. “Oltre a camelie e acidofile, anche la produzione di abeti natalizi è una realtà che merita di essere conosciuta, importante anche dal punto di vista della tradizione e del rispetto dell’ambiente”.

L'usanza di ornare un albero sempreverde in occasione del Natale è originaria della Germania del VII secolo, dove gli abitanti erano soliti addobbare le querce con pietre colorate che col passare del tempo vennero sostituite con ghirlande, nastri e frutti colorati. Questa pratica venne sempre più collegata alla festività del Natale al punto che si finì per sostituire le querce con gli abeti in quanto, la loro forma triangolare poteva simboleggiare la Santissima Trinità. Tale rito già comune alla fine dell'Ottocento in Nord Europa e negli Usa, si è diffuso rapidamente in Italia a partire dagli anni '50.

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