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Crisi Banche, ok della Camera a inchiesta parlamentare

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Banche : mozione Pd e inchiesta Parlamentare. Si parlerà anche del caso Veneto Banca

La Camera dei Deputati ha approvato, nella seduta di mercoledì 11 gennaio, una mozione presentata dal Partito Democratico che apre la strada alla istituzione di una Commissione Parlamentare di inchiesta sulla vicenda delle banche italiane e introduce elementi per una maggiore tutela dei risparmiatori coinvolti nelle crisi bancarie.

L’iniziativa arriva all’indomani del consistente intervento con il quale lo scorso 21 dicembre il Parlamento ha autorizzato, ai sensi dell’articolo 81, secondo comma, della Costituzione e dell’articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, il Governo a emettere titoli del debito pubblico, fino a un massimo di 20 miliardi di euro per l’anno 2017, allo scopo precauzionale di ripatrimonializzare, ove necessario, istituti che, diversamente da quelli sottoposti al burden sharing tra il 2015 e 2016, non presentano problemi di solvibilità, ma che non hanno superato i test di resistenza a ipotetici scenari avversi operati sulla base dell’attuale assetto della vigilanza prudenziale dell’Unione europea, anche al fine di rafforzare il grado di fiducia degli operatori dell’intero sistema bancario. Un tema che oggi riguarda il Monte dei Paschi di Siena, ma che sullo sfondo potrebbe coinvolgere anche Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca se le operazioni congiunte di ricapitalizzazione e transazione dei soci non sortissero gli effetti patrimoniali sperati dai vertici aziendali.

Nel frattempo, è all’esame del Senato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 23 dicembre 2016, n. 237, recante disposizioni urgenti per la tutela del risparmio nel settore creditizio, che dispone la creazione di un fondo con una dotazione di 20 miliardi di euro, al quale il Governo potrà attingere per i singoli interventi sul capitale e sulla liquidità degli istituti bancari.

L’intervento pubblico non prevede alcun azzeramento del valore nominale degli strumenti finanziati posseduti dagli investitori, ma comporta la conversione delle obbligazioni subordinate in azioni della banca, consentendo altresì che lo Stato possa offrire obbligazioni non subordinate di nuova emissione in cambio delle azioni frutto della conversione, con una procedura di compensazione orientata alla massima tutela dei risparmiatori.

Ora, con la mozione approvata dal Parlamento, il governo è impegnato formalmente:

1) per quanto concerne la disciplina europea e la tutela del risparmio:
a) ad assumere iniziative per garantire la massima tutela dei risparmiatori, in ogni ambito, anche rafforzando, con il coinvolgimento delle autorità nazionali di vigilanza, la prevenzione e il contrasto delle condotte scorrette da parte degli amministratori degli istituti bancari nazionali, rinforzando i presidi normativi e regolamentari e l’incisività dei controlli, nonché favorendo la corretta applicazione delle regole finalizzate a impedire il collocamento degli strumenti più rischiosi presso clienti al dettaglio non in grado di comprenderne l’effettivo rischio, e al contempo di meccanismi finalizzati ad assicurare una piena e consapevole informazione dei risparmiatori;
b) a promuovere nelle sedi europee la revisione della direttiva 2014/59/UE in base a quanto previsto dall’articolo 129 della medesima, al fine di apportare, entro il 1ogiugno 2018, le opportune modifiche al regime del bail-in;
c) a sostenere nelle sedi negoziali europee la più rapida introduzione del terzo pilastro dell’Unione bancaria, relativo alla tutela dei depositi, nel rispetto di un principio di equilibrio fra i Paesi membri tra la condivisione del rischio e la sua riduzione;
d) a proseguire nell’azione negoziale volta ad ampliare gli spazi di compatibilità con la disciplina europea degli aiuti di Stato, in particolare relativi alle vie alternative alle procedure di risoluzione attraverso l’intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi in caso di istituti in crisi;
e) a promuovere la diffusione dell’educazione finanziaria per aumentare la consapevolezza da parte dei cittadini degli strumenti e dei servizi finanziari e la capacità di misurazione dei profili di rischio e di rendimento associati con le diverse tipologie di prodotti offerti;

2) relativamente al sostegno del sistema bancario nazionale:
a) a garantire il più alto grado di tutela dei risparmiatori coinvolti in procedimenti di ricapitalizzazione precauzionale da parte dello Stato, attraverso procedure chiare e trasparenti e offrendo il massimo sostegno nella comprensione delle stesse;
b) ad assumere iniziative per assicurare un adeguato livello di liquidità del sistema bancario per ripristinare la capacità di finanziamento a medio-lungo termine, anche prevedendo la concessione delle garanzie dello Stato su passività delle banche italiane;
c) a mettere in atto un programma di rafforzamento patrimoniale delle banche italiane mediante interventi per la ricapitalizzazione, che prevedano anche la sottoscrizione di nuove azioni, allo scopo precauzionale di ripatrimonializzare gli istituti in difficoltà e di garantire l’adeguato accesso alla liquidità in caso di tensioni;
d) a discutere ed approvare le misure di intervento nel quadro della massima condivisione con il Parlamento;

Infine, la mozione stabilisce che la Camera attivi le procedure per addivenire all’istituzione di una Commissione parlamentare bicamerale di inchiesta “ in merito al funzionamento del sistema bancario italiano e ai casi di crisi finanziaria che hanno coinvolto alcuni istituti negli ultimi anni, con particolare riguardo all’individuazione delle eventuali responsabilità degli amministratori, al corretto ed efficace esercizio delle funzioni di vigilanza e controllo, nonché all’analisi delle insolvenze che hanno contribuito a determinare tali crisi”.

Il tema viene così commentato dall’on.Enrico Borghi, capogruppo Pd in commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera: “si tratta di un passaggio importante, frutto anche di un precedente ordine del giorno accolto dal governo che aveva visto anche la mia firma insieme con quella di altri colleghi democratici. Nel momento in cui si apre al salvataggio pubblico delle banche per tutelare il risparmio degli Italiani, è giusto che contemporaneamente si mettano in campo iniziative di vigilanza, tutela e verifica delle responsabilità, anche ai fini preventivi per il futuro. Le tristi vicende del MontePaschi, della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, oltre che delle quattro banche dell’Italia centrale già oggetto di crisi lo scorso anno, devono aprire una profonda riflessione su quello che è accaduto, per tutelare i risparmiatori seri che possono essere stati ingannati, e per evitare un fenomeno simile in futuro, soprattutto quando ci saranno fondi statali a garanzia”.

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