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Pizzi: " Farò il possibile per difendere il San Biagio e lo spreco di risorse pubbliche "

 domo pizzi

Il sindaco di Domodossola interviene nel dibattito sul nuovo ospedale di Ornavasso e replica alle recenti dichiarazioni del vicepresidente della Regione, Aldo Reschigna

COMUNICATO STAMPA - Con toni enfatici Aldo Reschigna ha dato la notizia di come il CIPE abbia attribuito 60 milioni di euro per costruire l’ospedale unico di Ornavasso “collina” e di come nello stesso giorno (guarda che coincidenza, il 22 dicembre è evidentemente data propizia per la cabala) sia piovuta all’ASL VCO una proposta da privati per costruirlo e gestirlo con la modalità della finanza di progetto: di certo una buona notizia per chi eventualmente si accaparrerà questo business da oltre 170 milioni di euro, ma una notizia che deve invece fortemente preoccupare i cittadini del VCO.

Infatti l’individuazione dell’area sulla collina di Ornavasso è stata effettuata sulla base di un documento politico, un protocollo d’intesa ormai scaduto e per nulla rispettato, che lasciava alla Regione Piemonte (art. 4) tutte le verifiche tecniche del caso. Invece la Regione Piemonte con la deliberazione n. 1-4881 del 12 aprile 2017 approvava semplicemente un “Documento di fattibilità prime valutazioni ai fini della candidatura per l’acquisizione di finanziamenti pubblici”, precisando che il progetto dovrà definire la sostenibilità dell’intervento individuando soluzioni per mitigare e superare tutte le criticità. Insomma nessuno si è ancora assunto la responsabilità di certificare che si può costruire un ospedale sulla collina di Ornavasso.

La normativa però impone che entro tre mesi l’amministrazione aggiudicatrice valuti la fattibilità della proposta presentata dai privati e conseguentemente ponga a base di gara il progetto di fattibilità così approvato dalla stessa amministrazione aggiudicatrice: ecco quindi che la politica ha finalmente esaurito il suo, a mio avviso, nefasto compito che è consistito nell’indicare come luogo razionale per costruire un nuovo ospedale il cucuzzolo di Ornavasso e nel decidere di chiudere gli ospedali di due centri urbani come Domodossola e Verbania. Ora quindi è compito dei tecnici dirci se questa operazione è davvero tecnicamente ed economicamente sostenibile. Però la stessa Regione Piemonte nel suo documento di fattibilità ci dice già che:

- L’area proposta per l’insediamento non risulta provvista di accesso diretto (vogliono fare un ospedale dove non ci sono strade per arrivarci)

- Non c’è collegamento ferroviario con la linea Milano – Sempione

- E’ necessario modificare lo svincolo della superstrada di Ornavasso dotandolo di una rotatoria per distribuire i flussi di traffico in condizioni di sicurezza e fluidità.

- Per il servizio dell’area proposta è necessario realizzare una nuova tratta stradale superando il dislivello di 80 metri.

- Contemporaneamente, per garantire l’accesso anche in caso di interruzione occasionale e/o imprevista di tale nuova tratta stradale è necessario prevedere un secondo percorso alternativo localizzato a monte del centro abitato.

Lasciando quindi da parte, per il momento, tutte le altre criticità legate agli aspetti strutturali, ambientali, dei servizi generali, etc. etc., l’ospedale di Ornavasso si presenta fin da subito come più costoso e più difficile da realizzare per il solo fatto di essere su una collina: è infatti di tutta evidenza che un ospedale posto in un’area pianeggiante e già servita da strade, superstrada e ferrovia eviterebbe un forte spreco di risorse pubbliche. Ognuno allora si dovrà prendere le proprie responsabilità: Aldo Reschigna e l’Assessore Regionale Saitta, che hanno imposto l’ospedale unico con la minaccia di far saltare tutto (DEA compresi) se non si sceglieva questa opzione, ma soprattutto i tecnici della Regione Piemonte che avalleranno questa costruzione.

Aldo Reschigna ed il PD vogliono a tutti i costi cancellare con un tratto di penna la storia degli ospedali di Domodossola e Verbania, innestando forzatamente una nuova struttura in un sito del tutto irrazionale. Non possiamo che chiederci: a chi giova tutto ciò? Non si può certo credere alla favoletta dei privati benefattori che mettono i soldi per l’ospedale pubblico: sanno tutti benissimo che chi si accaparrerà la concessione rientrerà ampiamente delle spese e ci guadagnerà a spese dei contribuenti.

Da parte mia, come rappresentante della collettività domese che mi ha votato anche per difendere l’Ospedale San Biagio, porrò in essere tutte le iniziative possibili per evitare non solo la chiusura del nostro Ospedale ma anche lo sperpero di denaro pubblico.

 

Lucio Pizzi

Sindaco di Domodossola

 

 

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