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Trivelle Shell, anche la Regione Piemonte dice no

 
Al tavolo della Conferenza dei servizi l'amminsitrazione regionale ha bocciato il piano delle trivellazioni in territorio piemontese. L'ultima parola spetterà al Ministero dell'Ambiente
 
 
omegna centro migranti
 
 
 
Anche dalla riunione della Conferenza dei servizi in Regione Piemonte è emerso un secco no alle trivellazioni del progetto “Cascina Alberto”. C’erano sindaci o loro rappresentanti del territorio, presidenti delle province e funzionari di Shell.  Il progetto è quello per effettuare una serie di sondaggi su un territorio di 462 chilometri quadrati nelle province di Novara, Biella, Vercelli e Varese, per capire se il sottosuolo sia ricco di idrocarburi.  
L’opera prevede l’emissione di vibrazioni e  verrebbero fatte esplodere cariche per capire dal ritorno sonoro se nel sottosuolo ci sono o meno giacimenti di idrocarburi. Matteo Besozzi, presidente della Provincia di Novara, ha manifestato la contrarietà: «Questo tipo di sondaggio o carotaggio non ci interessa. Abbiamo sostenuto in un documento sottoscritto da sindaci, Province e parchi- osserva  Besozzi -  che il nostro territorio ha una vocazione che non ha nulla a che vedere con quella estrattiva. Non ci interessa contenere i rischi, come propone Shell, non vogliamo correre alcun rischio. Non vogliamo mettere a repentaglio le ricchezze, come quelle ambientali, della filiera agricola, turistiche, che non sono compatibili con alcun tipo di trivellazione>.
Anche l’Asl, che ha precisato che la documentazione presentata da Shell non è completa e quindi non è neppure possibile dare  valutazioni sotto il profilo tecnico. Federico Monti, vicesindaco di Arona è categorico:<No a qualsiasi tipo di ispezione, progetto che sarebbe devastante per il nostro territorio che sta facendo degli sforzi per valorizzare ciò che e’ legato all’economia, turismo e prodotti tipici delle nostre terre>  Sono seguiti interventi di sindaci , Ente parchi con il direttore Franchina e il presidente, Adriano Fontaneto,  tutti allineati nel confermare il diniego.  Entro il 10 di marzo la Regione dovrà presentare la propria relazione da trasmettere al Ministero dell’Ambiente, che avrà l’ultima parola sull’argomento, ma che dovrà  sostenere le posizioni degli enti locali. 
 
Franco Filipetto
 
 
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