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Tentata rapina ad Arona: incastrato dal profilo Facebook

Il ventenne maghrebino è finito ieri a processo di fronte al collegio dei giudici; i fatti risalgono all'ottobre 2015

 

tribunale verbania

 

E’ stato il profilo Facebook a incastrare un ventenne maghrebino finito a processo ieri di fronte al collegio dei giudici per tentata rapina ad Arona, nel tardo pomeriggio del 6 ottobre del 2015. Tutto era cominciato dalla chiamata di una donna ai carabinieri. La signora diceva di essere stata avvicinata in via Turati da un giovane di aspetto nord africano che le aveva puntato contro un taglierino, intimandole di consegnargli tutti i soldi che aveva. Spaventata, la donna si era lanciata verso la strada, fermando un’auto dalla quale era sceso un uomo. Il giovane era scappato via. Dopo aver sporto denuncia ai carabinieri arrivati sul posto, la donna era tornata a casa, ancora molto spaventata, e aveva raccontato al figlio l’accaduto. Il ragazzo, all’epoca diciottenne, si era messo a guardare tra i vari profili Facebook, mostrandole alcune fotografie. In una di esse la madre aveva riconosciuto il giovane che aveva tentato di rapinarla. Dal profilo Facebook è così risalita al nome del ragazzo ed è andata dai carabinieri. Si trattava di un soggetto già noto: i militari aronesi, infatti, lo avevano arrestato la settimana prima per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. La vittima lo aveva poi riconosciuto tramite le foto segnaletiche. Durante l’udienza di ieri hanno testimoniato la vittima, il maresciallo dei carabinieri che era intervenuto sul posto e l’uomo che aveva prestato soccorso. Quest’ultimo ha detto di non aver visto in faccia il rapinatore, che si era subito allontanato correndo, ma di aver scorto poi rientrando a casa un giovane che sembrava molto somigliante e di averlo poi riconosciuto nelle foto mostrategli dai carabinieri. Durante le testimonianze è emerso come la foto del profilo Facebook sia molto diversa da quella segnaletica, tanto che il testimone che ha soccorso la signora non lo aveva riconosciuto. Si torna in aula il 13 marzo.

di Maria Elisa Gualandris

 

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