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Condannato il brasiliano accusato di indebita percezione di erogazioni di contributi ai danni dello Stato

La vicenda si riferisce ad assegni sociali chiesti dalla madre. Disposta anche la confisca di 22 mila euro ai danni dell'imputato

 
 
tribunale verbania
 
 
Condanna a un anno con la sospensione condizionale della pena per l’uomo di origini brasiliane accusato di indebita percezione di erogazioni di contributi ai danni dello Stato per assegni sociali chiesti dalla madre. Il giudice ha anche disposto la confisca di ventiduemila euro ai danni dell’imputato. La condanna per l’uomo, assistito dall’avvocato Monica Rossi, è arrivata oggi al termine del processo davanti al Collegio presieduto dal giudice Donatella Banci Buonamici, questa mattina a Verbania. La Pm Sveva De Liguoro aveva chiesto la condanna a un anno e due mesi. 
La madre dell’imputato, classe 1932, aveva già patteggiato per la stessa vicenda 3 mesi, sempre difesa dall’avvocato Rossi. Secondo l’accusa, madre e figlio avrebbero indebitamente chiesto e ricevuto l’assegno sociale per l’anziana che, pur avendo vissuto per un periodo a Nebbiuno con il figlio e la sua famiglia, non aveva la residenza effettiva nel Comune, essendo tornata in Brasile.
In tutto vengono contestati assegni per un totale di 67 mila euro.
L’avvocato Monica Rossi nella sua arringa ha sottolineato come sia estremamente difficile per due brasiliani poter comprendere le norme civili che venivano implicate nell’ottenimento della pensione. All’origine, ha spiegato, la signora aveva prodotto un regolare certificato di residenza. Il figlio non faceva altro che portare al Caf di Borgomanero i documenti del reddito brasiliano della madre che, “in assoluta buona fede” servivano per modulare la pensione che la signora credeva fosse legittima. 
 
di Maria Elisa Gualandris
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