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Domo. Inaugurata la nuova casa di riposo

A Domo taglio del nastro per la ''nuova'' residenza assistenziale. I posti letto passano da 39 a 72 per continuità assistenziale e malati oncologici

domo casa riposo festa

 

Una casa di riposo rinnovata, non più solo riservata agli anziani ma anche struttura per le persone ammalate che hanno necessità di assistenza e cure. Cambia volto, in meglio, la Residenza sanitaria assistenziale di via Romita a Domodossola.  Con un incremento di posti letto, che salgono da 39 a 72, una decina dedicati ai malati oncologici e una ventina di continuità assistenziale.

La cerimonia ha visto moltissime presenze, soprattutto di cittadini domesi, quasi che la città abbia capito l’importanza di un passo che ha permesso di dare all’Ossola una struttura all’avanguardia,  struttura di cui l’instancabile direttrice Cecilia Quagliaroli è il cuore, l’anima e il motore.

Una mattina intensa, ricca di emozioni ma anche di scenette come l’arrivo della postina a recapitare al sindaco Lucio Pizzi una lettera scherzosa per invitarlo ad essere lui uno dei  primi nuovi ‘’pazienti’’. Un sindaco molto coinvolto che ha raccontato la linea della sua amministrazione nel voler cambiare il volto della casa di riposo. Un progetto iniziato nel 2009 quando nacque l’idea, un progetto che solo ora viene realizzato anche perché, e qui c’è una frecciatina all’amministrazione passata,  ’’è rimasto a lungo nel cassetto’’. La casa è stata ampliata: oggi ha anche spazi per malati oncologici e per la continuità assistenziale. Pizzi ricorda che questo era uno dei suoi obiettivi: ‘’E’ stata la prima cosa che abbiamo deciso di realizzare appena eletti’’ dice Pizzi.

Ma la nuova struttura ha visto anche una gara di solidarietà di associazioni, cittadini, enti, fondazioni. L'opera è costata oltre 600 mila euro, di cui 300 mila sono stati messi dal Comune, 100 mila dalle Fondazioni, 200 mila euro dall’eredità di Liliana De Bernardinis. Di oltre 70 mila euro le donazioni di privati ed associazioni che sono serviti ad acquistare gli arredi.

 

Renato Balducci

 

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