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Atti osceni su una panchina del lungolago di Omegna

L'uomo è stato arrestato dai carabinieri della stazione omegnese

omegna carabinieri

 

Compiva atti osceni su una panchina del lungolago di Omegna e, quando i Carabinieri lo hanno portato in caserma, ha tirato calci e resistito. Nuovamente in manette un marocchino di 42 anni, già noto alle forze dell’ordine. Intorno alle 19 di mercoledì si era seduto su una panchina in prossimità dei giardinetti e compiva atti osceni con i pantaloni slacciati e guardando le donne che passavano. A dare l’allarme chiamando i militari della Stazione di Omegna sono stati due signori, che hanno anche fermato delle ragazzine che stavano per passare davanti all’uomo risparmiando loro lo spettacolo indecente. I Carabinieri, giunti poco dopo, lo hanno trovato ancora sulla panchina. Sull’auto e poi in caserma ha insultato e minacciato gli uomini del comandante Paolo Puglisi, cercando di colpirli con schiaffi e calci. E’ scattato così l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale. Questa mattina è arrivato in Tribunale per la convalida dell’arresto. Si tratta dell’uomo arrestato a gennaio mentre tirava sassi ai vetri delle Cupole di Gravellona Toce. Liberato, gli doveva essere assegnato un alloggio popolare a Madonna del Sasso, ma lui non lo ha voluto e ha riferito di vivere in un capannone. La pm Anna Maria Rossi ha contestato oltre alla resistenza anche gli atti osceni in un luogo in cui passano minori e bambini, e l’ubriachezza molesta, chiedendo per lui la custodia cautelare in carcere. L’uomo, come già l’altra volta, dice di essere perseguitato perché qualcuno lo ritiene una spia del Marocco e di temere per la sua vita. Il giudice Donatella Banci Buonamici ha convalidato l’arresto e lo ha mandato in cella. 

 

Maria Elisa Gualandris

 

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