logo1

Locarno Festival: l'incontro con Etan Hawke e Diego Abatantuono

Mirko Zullo ci racconta due proiezioni: "Seymour: an introduction" e "Un nemico che ti vuole bene"

locarno reel

 

Ecco il nuovo capitolo del diario quotidiano di Mirko Zullo dal Locarno Festival: 

Altro ospite internazionale accompagna i pomeriggi e il red carpet ticinese, ovvero Etan Hawke.

E tra i contributi proiettati, vale la pena di spendere due parole per il documentario da lui diretto “Seymour: an introduction” (2014). Ottanta minuti circa in cui il regista ci porta tra le mura di casa e metaforicamente della mente di Seymour Bernstein, pianista e compositore americano, dove la linea di racconto di Hawke ci trasmette un Bernstein come assoluto mentore e punto di riferimento e ci concede il privilegio di far visita seppur discretamente nella solitudine del maestro, oggi 91enne.

Soddisfatto di riscoprire la parte da regista documentarista di Etan Hawke, fotografia e suono impeccabili, forse qualche gioco di sfocatura di troppo. E senza dubbio il suo narcisismo da attore bello e dannato lo si ritrova laddove non ha resistito a inserirsi nel documentario. Piani di racconto e struttura semplici. Molto piaciuto.

Altro appuntamento colmo di risate e aneddoti da set, la press conference di un film italiano Open Doors, ovvero “Un nemico che ti vuole bene”, per la regia di Denis Rabaglia (2018), commedia ben strutturata dove nulla e nessuno è come sembra. Regista, parte del cast – tra cui Roberto Ciufoli, Sandra Milo, Diego Abatantuono – e produttori, hanno intrattenuto i giornalisti in attesa della proiezione serale in Piazza Grande.

Una sceneggiatura che funziona. Plot ben delineati e circoscritti e un cast che regge la classicità di una commedia italiana ben riuscita. Abatantuono: bravo.

Ma lo reputo tale già dai primi film in cui era diretto da Pupi Avati: “Regalo di Natale” del 1986 e il conseguente “La Rivincita di Natale” del 2003.

Un'immensa fatica per lui quella di staccarsi negli anni da interpretazioni quali “Eccezzziunale Veramente” di Carlo Vanzina (1982).

Pellicole che erano, sono e ancora resteranno manna dal cielo per lo spettatore medio, ma il salto di qualità, per chi vuole scoprirlo, lui lo ha fatto davvero! - Mirko Zullo

Pin It

 

Questo sito consente l'invio di cookie di terze parti.
Se acconsenti all'uso dei cookie fai click su OK, se vuoi saperne di piú o negare il consenso fai click su leggi informativa