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Domo ha ricordato la Repubblica dell'Ossola

 Ritrovo in Piazza Repubblica dell'Ossola e corteo con i ragazzi delle scuole

domo repubblica ossola

 

Ricordati ieri a Domodossola i 74 anni della Repubblica partigiana dell’Ossola. Una manifestazione consolidata nel suo format con il ritrovo in piazza Repubblica dell’Ossola a segnare l’avvio delle celebrazioni. La commemorazione, baciata da un caldo sole autunnale, si è svolta ( come sempre ) in piazza stazione. Prima, il serpentone, ha attraversato il corso cittadino. In testa al corteo i bimbi delle scuole elementari Kennedy e Milani. Poi i vessilli e i gagliardetti delle associazioni partigiane e combattentistiche quindi le autorità. Sulle note del civico corpo musicale il serpentone ha raggiunto piazza Matteotti. La deposizione delle corona di alloro al monumento che inneggia alla Resistenza, ha segnato l’ideale passaggio di consegne fra vecchie e nuove generazioni. I due bimbi, scelti per portare la corona al monumento, sono stati infatti affiancati dai partigiani Luigi Fovanna e Franco Sgrena. Dietro di loro le autorità civili e militari. Dopo gli onori al Monumento, i saluti e l’orazione ufficiale. Negli interventi, tutti, hanno ricordato il valore della memoria e l’essenza delle celebrazioni a ricordo dei 40 giorni di libertà. “La Repubblica dell’Ossola seppur breve nella sua esperienza è ancora oggi tratto identitario di questa terra. Esperienza che ha saputo valicare i confini nazionali “ ha detto l’assessore regionale Augusto Ferrari. Di valori importanti che il tempo rischia di sbiadire ha parlato invece il sindaco Lucio Pizzi . Flavia Filippi, consigliera provinciale, si è invece soffermata su due aspetti : la presenza dei bimbi in piazza, testimoni del presente e messaggeri domani di vecchie nuovi valori e la decisione di intitolare la scuola media domese a Gisella Floreanini. Prima donna ministro nella storia d’ Italia. Ministro nell’Ossola liberata dalle forze nazifasciste e quando al mondo femminile non era neppure riconosciuto il diritto di voto. La conclusione è arrivata con l’orazione di Massimo Gianoglio, professore di storia e filosofia al liceo cittadino. Non una lezione di storia ma una riflessione su cosa deve significare oggi il dovere della memoria. “ Perché – ha detto Gianoglio – il dovere della memoria è imperativo ma non è l’antidoto ai pericoli “.

 

 

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