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Appello ai nostri parlamentari per un decreto salva-VCO

Arriva da alcuni sindaci e ditte ossolane creditrici della Provincia dopo l'incontro che si è tenuto ieri sera in comune a Ornavasso

ornavasso incontro dissesto

 

Un incontro urgente con i 4 rappresentanti del territorio a Roma per arrivare ad un decreto Salva VCO. Lo chiedono in una lettera inviata agli onorevoli Cristina, Gusmeroli e Borghi e al senatore Montani i sindaci di Ornavasso Filippo Cigala Fulgosi e di Premosello Chiovenda Giuseppe Monti che raccolgono le preoccupazioni delle aziende dei loro territori (che contano 40 lavoratori) e non solo rispetto alla situazione finanziaria della provincia. Nel frattempo in queste ore alla cordata si sono aggiunti anche i primi cittadini di Vanzone con San Carlo, Crevoladossola e Baceno.

La missiva arriva dopo un incontro che si è tenuto ieri sera in municipio a Ornavasso: c'erano i due primi cittadini, l'ex presidente del VCO Stefano Costa, gli imprenditori dei due comuni creditori della Provincia ed altri e l'associazione API. Invitati, non hanno partecipato i consiglieri provinciali di riferimeto per i due comuni Giandomenico Albertella e Rino Porini.

<Ieri è stata messa una pezza ma restano i grossi buchi> ha affermato Cigala Fulgosi rispetto allo stanziamento da parte della Regione di 2,4 milioni per scongiurare il dissesto del VCO, <Si strumentalizza politicamente questa vicenda perchè a maggio ci sono le elezioni> ha aggiunto. Monti ha parlato di <Notizie false diffuse sulla pelle degli imprenditori> .Entrambi hanno invitato a restare vigili. Costa ha ripercorso la storia del dissesto e ha definito la cifra stanziata ieri una "normale iniezione di cassa", <La montagna ha partorito un topolino> ha aggiunto, evidenziando la necessità di un intervento strutturale alla luce delle funzioni fondamentali che restano scoperte.Altrimenti il prossimo anno saremo di nuovo punto e a capo. <Ci hanno usato> hanno tuonato gli imprenditori, <In 8 giorni hanno decretato il default>, hanno aggiunto, criticando il "picche" ricevuto dal governo rappresentato dal sottosegretario Candiani.

Il 12 giugno l'udienza al Tar Piemonte per i canoni idrici, auspicato in questi mesi un accordo sulla cifra tra Provincia e Regione per una soluzione definitiva. E' stato ribadito anche che il Governo trattiene alla fonte le entrate proprie della Provincia, 9 milioni di ero annui da RC auto e IPT.

Intanto l'onorevole Borghi ha già risposto alla missiva, ha ricevuto richiesta analoga dai primi cittadini della Valle Anzasca. Si è detto disponibile a chiedere un incontro tra una delegazione del territorio e il presidente della commissione bilancio della Camera, ha criticato l'atteggiamento di Candiani verso il default <quando il governo poteva benissimo evitarlo> ed ha parlato di una volontà politica nel portare l'ente al dissesto, ricordando accanto al prelievo alla fonte delle risorse proprie provinciali anche la partita canoni idrici e il trasferimento di 2 milioni di euro ordinari dalla Stato che da quest'anno avrebbero dovuto essere ripristinati. Ha aggiunto: "mi sorprente che sulla questione la Provincia non abbia convocato l'assemblea dei sindaci>. Registriamo anche l'intervento del senatore Montani oggi nei nostri studi: <Siamo disponibili al confronto ma collettivo, con tutti, c'è un ente provincia che rappresenta il territorio> ha affermato.

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