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"Spirit&Wine", la parola alla Procura

Chiesta la condanna per tutte le persone coinvolte in una presunta evasione delle accise su alcolici 

 
 

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Processo per l’indagine “Spirit and wine” su una presunta associazione per delinquere finalizzata all’evasione delle accise sugli alcolici, la Procura ha chiesto la condanna di tutti gli imputati. Oggi si è tenuta la discussione, al termine della quale la pm Sveva De Liguoro ha chiesto la condanna a 5 anni e 30 mila euro di multa per Arturo Fiore e Fernando Mario Luccarelli; 3 anni, 2 mesi e 18 mila euro di multa per Bruno Vadalà, 3 anni e 15 mila euro di multa per Alessandro Bugini, Dino Todescato e Anghel Gabriel. Chiesti anche 1 anno e 8 mesi e 15 mila euro di multa per Marco Folli e 7 mesi e 15 mila euro di multa per Lorenzo Tibaldi. Sarebbe deceduta nel frattempo un’altra imputata, Maria Luisa Stevanato. Circostanza che sarà accertata dal Tribunale. Per alcuni capi di imputazione è intervenuta nel frattempo la prescrizione. La Procura ha chiesto anche il sequestro di tutti i beni sottoposti a sequestro preventivo per il recupero delle somme che sarebbero state sottratte. Secondo la pm De Liguoro, Luccarelli e Fiore sarebbero stati i capi dell’organizzazione, che si servivano di intermediari per aprire depositi di alcolici. L’indagine era partita dalle verifiche dell’Agenzia delle Dogane su quello di via IV novembre a Omegna amministrato dal cannobiese Folli e di cui Fiore era procuratore speciale. Secondo l’accusa Folli sarebbe stato una sorta di prestanome per un’associazione a delinquere specializzata in questo genere di reati. Nessun reato avrebbe commesso secondo il suo avvocato Gabriele Pipicelli, che ha sottolineato come Folli fosse semplicemente un amministratore. Deposito che non era una cartiera, ha evidenziato l’avvocato Anetrini del verbanese Fiore, dal momento che il personale dell’agenzia delle Dogane riscontrò sì delle irregolarità, ma comunque constatò che gli alcolici c’erano veramente. I difensori hanno contestato il quadro accusatorio e le prove, che sarebbero basate a loro parere soltanto sulle intercettazioni. La sentenza del collegio giudicante è attesa per il 16 aprile. 
 
Maria Elisa Gualandris 
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