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Arona ha celebrato il Giorno del Ricordo

Due gli eventi promossi dal Comune : venerdì con le scuole, ieri commemorazione nella piazza dedicata alla vittime delle Foibe

 

arona foibe

 

Iniziate venerdì 8 con le scuole e la proiezione del filmato in Aula Magna “Sacrario della Foiba di Basovizza” e la testimonianza di Claudio Strozzi che ha parlato delle foibe ove sono finiti i suoi genitori, esuli istriani, le celebrazioni aronesi del “Giorno del Ricordo” sono terminate domenica 10 con la deposizione della corona di fiori alla lapide che ricorda i tragici genocidi giuliano dalmati. Spesso ai ragazzi delle scuole si chiede che cosa sono le foibe? Ebbene una percentuale molto elevata non lo sa, così come questo momento storico lo si è tenuto riservato sino al 2005. Il rischio rimane che una brano della storia della Venezia Giulia e della Dalmazia rischia di finire nell’oblio. Trecentocinquantamila le persone della Dalmazia, dell’Istria e della Venezia Giulia, che hanno dovuto lasciare le loro terre, le loro case. La barbarie non ha avuto limiti. Ventimila le vittime accertate. Ha ricordato il sindaco, onorevole Alberto Gusmeroli, <Oggi è doveroso ricordare, o meglio spiegare, il significato di questa immane strage. Che ha avuto come scenario le cavità carsiche di questa terra, oggi tra Trieste, Fiume e la Slovenia. Le vittime barbaramente uccise, altre legate tra loro come una catena, venivano gettati in queste fosse naturali, i primi due uccisi con arma da fuoco, che meccanicamente trascinavano anche gli altri>. Il 3 novembre 1991, l’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga si recò in pellegrinaggio alla foiba di Basovizza e un altro presidente della Repubblica, il novarese Oscar Luigi Scalfaro, rese riverente omaggio ai Caduti, davanti al sacrario. Nel 2004 il Parlamento italiano approvò la legge del deputato triestino Roberto Menia sulla istituzione del «Giorno del Ricordo». Le cerimonie in Italia erano iniziate esattamente 20 anni fa, nel 2005. Arona non fu da meno e, con l’allora vicesindaco Mario Pagliano, diede memoria a quei fatti intitolando questo angolo al centro della città del Sancarlone ai “Martiri delle foibe”. Questa lapide posata nella piazzetta di fronte il palazzo municipale che si affaccia in piazza De Filippi ne è la testimonianza.

 

F.f.

 

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