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Presi i quattro rapinatori delle Poste di Nonio

 

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Il basista risiede a Cesara. E' un insospettabile carpentiere di Cesara

 

Presi i rapinatori delle poste di Nonio. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Verbania, della Stazione di Omegna, con i colleghi di Napoli e Torre Annunziata, all’alba di ieri hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere. Il basista del colpo del 3 dicembre del 2018 è un insospettabile carpentiere di 63 anni, di origini campane, ma residente a Cesara, Ignazio Moccia, incensurato, ora in carcere a Verbania. Erano invece già noti i tre complici: Maurizio Esposito, 45 anni, di Napoli, e Nunzio Amato, 25 anni, di Torre Annunziata, esecutori materiali, e l’intermediario, Angelo Annunziata, 48 anni, di Ottaviano, già agli arresti domiciliari. Questi ultimi ora sono in cella a Poggio Reale.

I rapinatori avevano agito alle 8,20 del mattino, subito dopo che la Mondialpol aveva consegnato 15 mila euro all’ufficio postale. Più di metà della somma era già stata chiusa in cassaforte. In due, a volto coperto e armati di pistola, avevano minacciato la direttrice, che dopo aver tentato una breve resistenza aveva dato loro i 7 mila euro rimasti fuori. Subito era scattato l’allarme. I Carabinieri avevano organizzato posti di blocco in tutto il territorio, senza però ottenere alcun risultato.

Nell’ufficio il Nucleo investigativo aveva eseguito i rilievi scientifici. Grazie all’indicazione della direttrice, che aveva segnalato un punto toccato da uno dei due rapinatori, era stata isolata un’impronta digitale, ricondotta dai Ris di Parma a un pregiudicato napoletano.

Da lì erano iniziati articolati e approfonditi accertamenti, anche grazie all’attività informativa dei militari della Stazione di Omegna. Il napoletano identificato grazie all’impronta aveva contattato telefonicamente il carpentiere. Da lì erano poi risaliti ai contatti con il complice, e con Annunziata . Era stato Annunziata a fungere da intermediario. E’ emerso dalle indagini che aveva conosciuto Moccia in passato per motivi di lavoro e lo aveva messo in contatto con i rapinatori. I due erano arrivati in auto dalla Campania ed erano stati ospitati da Moccia a Cesara già dalla sera del 29 novembre. Dopo la rapina erano tornati a casa del basista e per questo erano sfuggiti ai posti di blocco. La sera, poi, uno dei due era tornato in auto in Campania, l’altro era invece stato accompagnato alla Stazione di Arona da Moccia ed era ripartito in treno. Devono rispondere tutti di rapina aggravata in concorso e porto illegale di armi in concorso. 

 

Maria Elisa Gualandris

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