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Country Pediatrico. Si dimettono i medici della Confederazione italiana pediatri

La lettera dei medici è datata 17 aprile

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Il Country pediatrico dell'ospedale San Biagio non chiude. Al più, a fine giugno, potrebbe cambiare la gestione del servizio. Lo dice l'Asl del Vco a smentire l'allarme lanciato dall'associazione Sos Ossola. Parliamo del servizio che dal 2007 assicura assistenza ospedaliera ai bimbi che giungono all'ospedale San Biagio. Un servizio gestito  dai pediatri di famiglia di libera scelta. Una convenzione ne detta le linee del lavoro. I medici domesi poi, oltre a gestire l'assistenza al Dea, in sala parto e presso il Country pediatrico del San Biagio da qualche anno, prestano servizio anche presso il reparto di Pediatria del Castelli. La convenzione alla base del progetto " La Casa della salute pediatrica " è però in scadenza a a fine giugno. L'Asl ha comunciato di aver avviato una nuova procedura volta a reclutare nuovo personale al fine di garantire dal 1° luglio la continutià del servizio con gli stessi standard qualitativi.

 

Ma come nasce il problema ?  La scorsa primavera al tavolo per il rinnovo della convenzione, la Fimp ( federazione italiana medici pediatri ), ha annunciato la sua indisponibilità a proseguire nel progetto. Decisione che di fatto rende impossibile il prosieguo dell'attuale gestione. Situazione che ha indotto - lo scorso 17 aprile - la segreteria provinciale della Confederazione italiana pediatri, ad inviare all'Asl del Vco, una lettera con cui annuncia che i pediatri aderenti alla Cipe hanno rassegnato le dimissioni. Dunque a partire da quella data, questi pediatri, non saranno più disponibili a fornire prestazioni professionali presso i punti nascita, i Dea e i reparti dei presidi ospedalieri di Domodossola e Verbania. L'Asl è al lavoro. Il 10 giugno prossimo prenderà servizio la nuova Coordinatrice del Country e del punto nascite. " Se si andasse verso la chiusura che senso avrebbe questa decisione " chiede provocatoriamente l'Asl a chi ha sollevato il problema. Sos Ossola nel suo articolato documento chiede che nessun servizio sanitario sia soppresso a Domodossola e rivolge un appello alla politica. Dalla Regione Piemonte al sindaco domese Lucio Pizzi e poi a tutti i colleghi amministratori della provincia perchè dice : " Ancora un volta non si compia un disegno che calpesata di diritti non solo di una Comunità ma di tutto il Vco ".

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