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Mercatone Uno. Presidio al Mise il 24 luglio

Per gli ex lavoratori è emergenza reddito. Troppo bassa la “cassa”. Reclamano l'assenza di risposte dal Ministero

 

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Per i lavoratori di Mercatone Uno è emergenza reddito. Bisogna partire da qui per capire l’ultimo capitolo della difficile vertenza. Anche gli ex lavoratori di Mercatone uno di Gravellona Toce e Crevoladossola, come i colleghi delle altre realtà della penisola hanno deciso di firmare le lettere di messa in mora da far pervenire ai commissari straordinari di Shernon Honding e all’Inps. Per chiedere cosa ? E’ presto detto, che si torni alle vecchie retribuzioni e ai vecchi contributi. Questo permetterebbe di calcolare la cassa integrazione in base di questi parametri. Valutato che ad oggi c’è chi fra gli ex dipendenti del colosso commerciale percepisce anche meno di 200 euro al mese.

La notizie è trapelata alla vigilia del presidio organizzato a Roma per il 24 luglio. Lavoratori e organizzazioni sindacali si sono dati appuntamento per le 15 di mercoledì prossimo davanti al Mise.

Una situazione frutto della crisi del gruppo quando i lavoratori, per favorire il rilancio del marchio, avevano accettato la riduzione del’ orario di lavoro e conseguentemente dello stipendio. In cambio c’era stata la promessa di due anni di lavoro e di nuove assunzioni. Promesse disattese. In più al momento della chiusura dei negozi ai lavoratori non è stato permesso di ritornare ai vecchi contratti. Da qui le cifre irrisorie percepire in regime di cassa integrazione.

Unica nota positiva in una vicenda che rimane complicata è la notizia dello sblocco della “Cassa “. Questo significa che entro 10 giorni gli uffici Inps di Gravellona verseranno ai lavoratori dei due negozi Mercatone Uno del Vco le mensilità spettanti.

Per i lavoratori locali non è stato necessario far ricorso all’anticipo bancario. Accordo siglato solo pochi giorni fa dalla Regione Piemonte con Banca intesa proprio a sostegno dei cassaintegrati del Piemonte.

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