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Maltempo sul Verbano: il punto

 
 
E’ stato spaventoso il nubifragio che alle 12 di oggi si è abbattuto su tutto il Verbano. Violenti scrosci di pioggia e grandine, fulmini e raffiche di vento hanno flagellato tutta la costa del golfo Borromeo, con particolare violenza a Verbania tra Pallanza e Fondotoce e tra Baveno e Stresa. Il bilancio è di quattro feriti non gravi e di centinaia di alberi abbattuti, tetti scoperchiati, strade allagate, traffico in tilt
 
 
 
 
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Pochi, interminabili, minuti di tempesta e poi la conta dei danni. E’ stato spaventoso il nubifragio che alle 12 di oggi si è abbattuto su tutto il Verbano. Violenti scrosci di pioggia e grandine, fulmini e raffiche di vento hanno flagellato tutta la costa del golfo Borromeo, con particolare violenza a Verbania tra Pallanza e Fondotoce e tra Baveno e Stresa. Il bilancio è di quattro feriti fortunatamente non gravi e di centinaia di alberi abbattuti, tetti scoperchiati, strade allagate, traffico in tilt. 
La paura maggiore per chi si trovava in auto al momento della tempesta. Un turista francese è stato colpito da un ramo mentre era sul proprio camper in un campeggio a Baveno, gli altri erano sempre tra Stresa e Baveno e uno sull’isola Bella. Subito si sono verificati black out un po’ ovunque, con problemi che in alcune zone di Baveno e di Stresa non si erano ancora risolti nel pomeriggio.
A Verbania abbattute decine di alberi secolari sul lungolago di Pallanza, a Suna, alla Beata Giovannina, e nelle frazioni collinari, come a Possaccio. Una decina gli alberi falcidiati a Villa Taranto che è stata chiusa. A tutti nella mente sono comparse subito le immagini dell’uragano di 7 anni fa che aveva distrutto il parco. Ingenti i danni anche nel parco della chiesa di Madonna di Campagna dove si preparava la festa degli Alpini. La furia del vento ha causato il crollo del tetto della chiesa di Santa Rita a Intra, inagibile da qualche tempo, la cui copertura era in eternit. Per questo motivo nel tardo pomeriggio la strada è stata chiusa ed è stata fatta intervenire una ditta specializzata. Chiusa a Pallanza anche piazza Giovanni XXIII, sempre a causa dell’eternit volato giù dai tetti. Brutta esperienza per una famiglia di via Piave che non riusciva a uscire di casa a causa delle piante abbattute. Tante le auto danneggiate da alberi, rami o mattoni caduti.
Dicevamo violentemente colpita la zona di Baveno con grandi alberi finiti sulla Statale nei pressi dello svincolo della A26, rimasto chiuso a lungo, di Villa Fedora, di Villa Branca e della curva della Marescialla. Allagata la curva di fronte all’hotel Splendid.  A Ghiffa un eucalipto è caduto sui cavi dell’alta tensione, tranciandoli. 
Per dare un’idea della violenza del vento basta vedere quello che è accaduto ai Castelli di Cannero, dove è stata abbattuta la gru che era posizionata da tempo per i lavori di recupero. In condizioni drammatiche la superstrada dell’Ossola, dove gli automobilisti hanno vissuto attimi di paura.
Sempre a causa degli alberi caduti che hanno danneggiato i cavi elettrici, è stata interrotta la circolazione dei treni dalle 12,15 tra Stresa e Fondotoce. Venti persone di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) e della ditta appaltatrice con 5 mezzi  sono al lavoro per rimuovere gli ostacoli e ripristinare le normali condizioni per il transito dei treni. Al momento si prevede di riattivare entro la serata il binario in direzione Milano ed entro la prima mattinata di domani quello in direzione Domodossola.
E' attivo un servizio sostitutivo con bus fra Domodossola e Arona.
Gli interventi sono stati centinaia. Nel pomeriggio è stata chiusa la Statale 34 da Fondotoce con traffico deviato verso Bieno per permettere il taglio delle piante pericolanti. E’ stata una giornata di intenso lavoro per tutti i soccorritori: Vigili del fuoco, Protezione civile, 118, Polizia, Carabinieri e Polizie municipali dei Comuni interessati. Il sindaco di Verbania Silvia Marchionini ha spiegato che nella giornata di oggi non è stato possibile far fronte a tutte le richieste, ma i lavori proseguiranno anche nei prossimi giorni con l’atteso ritorno del bel tempo. 
 
 
di Maria Elisa Gualandris
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