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Cireggio ricorda la vicenda dei due scomparsi 30 anni or sono

Ai nostri microfoni parla anche il figlio di Luciano Genduso, Giuseppe: 'Con l'amico doveva andare a Novara a sbrigare delle pratiche, era partito la mattina presto, nessuno aveva visto' 

 

genduso figlio

Andrea Calderoni è andato per noi a Cireggio all'indomani del rinvenimento dei due cadaveri nel lago d'Orta. I resti sarebero di Luciano Genduso e Donato Musto che risiedevano proprio a Cireggio, scomparsi 30 anni fa. Nel bar della frazione omegnese oggi non si parla d'altro, alcuni avventori ricordano quei giorni, la coppia di amici che non si trovava più, la denuncia; ma nessun indizio era emerso, non si sapeva dove fossero. Fino a ieri. Andrea ha incontrato anche il figlio di Luciano Genduso, Giuseppe, comprensibilmente scosso dopo la notizia. <Mio padre e il suo amico dovevano andare a Novara a sbrigare alcune pratiche, erano partiti la mattina presto. Forse per il fondo stradale ghiacciato ora sappiamo che sono finiti nel lago ma nessuno aveva visto allora. Se non fossero scesi i sub non li avremmo mai trovati> ha spiegato Giuseppe Genduso. Prossimamente proprio i familiari saranno chiamati per il riconoscimento di alcuni oggetti ritrovati nella mini-car, oggetti personali che potrebbero confermare le identità delle spoglie. Non si esclude l'esame del Dna.

 

 

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