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Sarà il Dna a identificare i resti del Sulky

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I Carabinieri del Ris di Parma estrarranno il codice genetico delle ossa recuperate nel lago

Saranno inviate a i Ris di Parma per l'esame del Dna le ossa trovate nel Sulky rosso affondato nel lago d'Orta trent'anni fa e recuperato domenica dai sub dei vigili del fuoco di Torino, sul fondale di fronte al lungolago di Omegna. Le immagini sono state girate e ci sono state concesse dai sub del Penguin Power dell'Orta. I Carabinieri verbanesi addetti ai rilievi tecnici, repertamento e sopralluogo si stanno occupando all'obitorio del Castelli di dividere le ossa tra quelli che si suppone siano i due scheletri. Agli specialisti di Parma toccherà poi il compito di analizzare il Dna estratto dai femori. I militari verbanesi hanno anche contattato i familiari di Luciano Genduso e Donato Musto, dispersi dal gennaio del 1987 e ai quali con ogni probabilità appartengono i resti, per prelevare dei campioni di Dna per il confronto. Solo dopo che saranno pronti gli esiti e quindi ci sarà l'identificazione certa, le ossa saranno restituite ai parenti per la sepoltura. Ci vorrà ancora qualche tempo dunque prima che possano finalmente riposare in pace. L'ipotesi sulla causa della tragedia è che il Sulky sia scivolato sul terreno ghiacciato andando ad inabissarsi nel lago, dal momento che all'epoca non c'era la passeggiata in quel punto, ma solo una discesa di terra.

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