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Residence abusivo a Ghiffa. Nuova evasione scoperta dalla Guardia di Finanza

Titolari di residence nei guai. Hanno evaso il fisco per quasi 500mila euro 

 
 

guardia finanza targa

Un volume di affari di circa 500 mila euro in tre anni per il residence abusivo scoperto la scorsa estate dalla Guardia di Finanza della Compagnia di Verbania. Nei giorni scorsi le Fiamme Gialle hanno concluso la verifica fiscale nei confronti di quella che a tutti gli effetti era un'attività ricettiva gestita da un italiano residente in Lichtestein. La struttura consisteva in 14 appartamenti e sei stanze doppie nel territorio di Ghiffa, con vista lago, giardino e piscina. Tutto ciò a prezzi stracciati rispetto al mercato e alla media stagionale: per affittare un appartamento in cui poteva alloggiare anche una famiglia di quattro persone, bastavano tra i 70 e i 90 euro al giorno. Tutto ciò rende facile capire perché il residence, quando i finanzieri del Capitano Onofrio Calabrese si presentarono lo scorso 10 agosto, registrava il tutto esaurito. Le stanze e gli appartamenti venivano pubblicizzati su un sito internet tedesco. Tra l'altro la presenza di ospiti stranieri facilitava la gestione di una struttura totalmente in nero: i clienti infatti non erano certo in grado di valutare se la documentazione fiscale fosse regolare. Tre i dipendenti a disposizione della clientela di cui una senza alcun contratto di assunzione, una con un contratto di collaboratore famigliare ed un altro quale giardiniere. 
Preparavano le camere per l’arrivo dei turisti con cambi lenzuola ed asciugamani, come in una vera e propria struttura alberghiera. Già pagata dal trasgressore una sanzione amministrativa di 2.000 euro per non aver segnalato l’inizio dell’attività d’impresa al Comune di Ghiffa. Segnalate allo stesso Comune imposte di soggiorno da incassare in quanto evase per 6.867,64 euro. Ricostruito puntualmente tutto il volume d’affari generato dal 2012 dall’attività d’impresa attraverso l’analisi dei conti correnti esteri sui quali venivano direttamente accreditati i corrispettivi da parte dei turisti per le locazioni definite direttamente on line. Nessun flusso di denaro transitava per l’Italia per rendere più complessa l’eventuale quantificazione della ricchezza generata in caso di controllo. Almeno 500 i turisti ospitati senza effettuare alcuna comunicazione di pubblica sicurezza alle Autorità. Ricostruito un volume d’affari da oltre 447 mila euro dal 2012 di cui oltre 40 mila a titolo di Iva.
 
Maria Elisa Gulandris
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