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SS 34, delusione e sconcerto tra i familiari del centauro vittima della frana di marzo

Appresa la notizia del mancato finanziamento della messa in sicurezza parlano di 'incredibile mancanza di rispetto'. La vedova: 'La morte di mio marito non è servita a niente'

cannobio frana cc2

 

Delusione e sconcerto tra i familiari di Roberto Rigamonti, 68 anni, vittima della frana dello scorso 18 marzo a Cannobio sulla Statale 34, alla notizia del mancato finanziamento del progetto di messa in sicurezza della strada. Rigamonti, farmacista a Vacallo, in Canton Ticino, viaggiava sulla sua moto in direzione di Verbania, quando è stato travolto dalle pietre che si sono staccate dal versante, uccidendolo sul colpo. In Svizzera i media accusano il Governo italiano di essersi “rimangiato le promesse”. Secondo i familiari di Rigamonti, come riportato dal sito Ticino on line, si tratta di “un’incredibile mancanza di rispetto”. Le parole più drammatiche sono quelle della vedova del farmacista: “Evidentemente si è trattato dell’ennesima presa in giro. Quello che fa più male, è pensare che la morte di mio marito non è servita a niente. Non è stato un incidente inevitabile: si poteva e doveva intervenire prima”. Ha aggiunto la donna, intervistata dal giornale online ticinese: “Che non si intervenga nemmeno ora, è una mancanza di rispetto per il nostro dolore ma anche un atto irresponsabile: quanti altri incidenti serviranno?”. La speranza è che le proteste che si sono levate da più parti, in primis dal sindaco di Cannobio Giandomenico Albertella, possano essere accolte e i soldi vengano trovati.  

 

di Maria Elisa Gualandris

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