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Illegittimo il velobox senza la presenza dei vigili

Una sentenza che sicuramente farà giurisprudenza quella del giudice di Pace Carlo Crapanzano in merito alla vicenda Velobox in valle Vigezzo e che probabilmente aprirà la strada a numerosi ricorsi

 
 

velobox

 
 
Il velobox senza la presenza dei vigili è illegittimo. E’ quanto stabilito inequivocabilmente nella sentenza del Giudice di Pace del Tribunale di Verbania  Carlo Crapanzano che ha accolto la richiesta di un automobilista, annullando il verbale. Il cittadino aveva infatti presentato ricorso contro l’Unione Montana Valli dell’Ossola e la causa è stata discussa lo scorso 14 dicembre. L’automobilista avrebbe tenuto una velocità di 64 chilometri all’ora a fronte del limite di 50 chilometri orari. L’accertamento era avvenuto tramite un box arancione collocato nel  Comune di Druogno.
Il giudice ha stabilito che il verbale non è valido perché l’accertamento è avvenuto solo dopo la visione del rullino fotografico acquisito dal Comando della polizia municipale. Pur essendo in zona gli agenti non erano visibili e non avevano proceduto a fermare l’auto. Il giudice rileva nella sentenza che, secondo il Codice della strada, la contestazione immediata del superamento della velocità non è necessaria su strade extraurbane o autostrade, dal momento che sarebbe impossibile per le forze dell’ordine fermare il veicolo in condizioni di sicurezza. In ambiente urbano, però, è molto diverso: in un caso come questo, in cui l’automobilista circolava a 64 km all’ora, non poteva esserci difficoltà a fermarlo e contestare la violazione. Ciò anche alla luce dell’ultima direttiva del ministro dell’Interno Minniti che ha indicato le condizioni ipotetiche in cui non è possibile effettuare la contestazione immediata.
In un primo momento la colonnina “arancione” era infatti concepita come dissuasore senza alcun apparecchio all’interno per rilevare la velocità. Poi cominciò a essere utilizzata come autovelox, ma proprio per specificare la sua funzione dissuasiva, secondo quanto rilevato dal giudice Crapanzano, fu disposto che la colonnina fosse presidiata almeno da un agente di Polizia.
Il fatto che gli agenti non siano visibili creerebbe infatti confusione nell’automobilista, che non capirebbe se la colonnina abbia funzione puramente dissuasiva o se stia rilevando la velocità. Addirittura, il ministro Minniti precisa che le colonnine che non effettuano controlli devono essere rimosse. E siccome le colonnine registrano e non controllano, rileva Crapanzano, è evidente che il termine controllo si riferisce alla presenza visibile dell'agente, unico quest'ultimo che può effettuare questa attività. 
 
di Maria Elisa Gualandris 
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