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Veneto Banca, sindacati presenziano all'assemblea di mercoledì per dire no alla fusione con Popolare Vicenza

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Caso Veneto banca. Per capire cosa stia succedendo al suo interno, Verbania chiede al Governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino e al deputato Pd Enrico Borghi di attivare i loro canali istituzionali.

“ Non serve fare allarmismo, credo invece questa debba essere l’ora della chiarezza “ scrive il sindaco Silvia Marchionini, in un documento rivolto ai mezzi dì informazione. La presa di posizione del Comune di Verbania arriva a pochi giorni dall’ultimo avvicendamento ai vertici della banca e, a poche ore dall’assemblea convocata mercoledì a Venegazzù con all’ordine del giorno la proposta di azione di responsabilità nei confronti degli ex componenti del Consiglio di Amministrazione, del Collegio Sindacale nonché dell’ex Direttore Generale di Veneto Banca S.p.A.

In più ci sono le ricostruzioni giornalistiche pronte a suffragare una più che probabile fusione con la Popolare di Vicenza. Tutto questo non può non agitare i sogni di amministratori, lavoratori e clienti. “ Stiamo seguendo la vicenda in ogni modo – rassicura Marchionini -. Crediamo in questo momento serva un’azione coordinata ad ogni livello “. Da qui la richiesta d’intervento al presidente della Regione. Sin qui sul piano istituzionale. Altro livello è invece quello sindacale. I rappresentanti dei lavoratori saranno in Veneto mercoledì mattina. Presenzieranno ai lavori dell’assemblea dei soci per dire no alla fusione caldeggiata dal Fondo Atlante fra Veneto Banca e Popolare di Vincenza. I sindacalisti bollano un’eventuale matrimonio come “operazione assurda e folle che, se attuata, porterebbe conseguenze molto negative per lavoratori, clientela e territori “. In un volantino diffuso fuori e dentro la Banca le organizzazioni sindacali del comparto bancario sottolineano : “ I costi amministrativi anziché scendere sono aumentati e ci sono ancora troppe consulenze ingiustificate: sono questi i costi su cui si dovrebbe intervenire. Le due banche si possono ancora rilanciare e bisogna impegnarsi per cercare degli investitori per ricostruire e non per demolire definitivamente attraverso una fusione che sarebbe deleteria prima di tutto per la tenuta occupazionale delle due banche “.


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