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Valle Vigezzo. Sindaci contrari all'arrivo di nuovi profughi

Re consiglio comunale prefetto

Acceso consiglio comunale a Re. La Valle Vigezzo non è disposta ad accogliere nuovi profughi. Il monito cade inascoltato.

Fronte comune contro l'arrivo di nuovi profughi. La Valle Vigezzo  si compatta al grido "Basta migranti".  E' stato un consiglio comunale molto partecipato quello di lunedì pomeriggio a Re. La riunione, convocata dal sindaco Oreste Pastore e caldeggiata anche dalle minoranze, ha visto la presenza del prefetto Iginio Olita. Un solo punto all'ordine del giorno: l'emergenza profughi; un tema molto sentito dalla popolazione, dopo l'arrivo nei giorni scorsi di otto migranti, ospitati
presso una struttura privata.  Pastore ha aperto i lavori rimarcando la sua contrarietà - già espressa peraltro in precedenza - sull'arrivo dei migranti a Re: "Siamo per l'accoglienza ma, allo stesso tempo, siamo molto preoccupati e non disposti ad ulteriori arrivi: il nostro - ha evidenziato il primo cittadino - è solo un piccolo Comune di confine".  "In un paese di cento anime diventa difficile l'accoglienza e l'integrazione di altri profughi" ha ammonito dalla minoranza Alessandro Cappini. "A irritare è il fatto che come sindaci ci troviamo davanti ai fatti compiuti, siamo impotenti in questa partita" ha aggiunto il presidente dell'Unione montana della Valle Vigezzo e sindaco di Malesco, Enrico Barbazza.  Duro Claudio Cottini: "Siamo arrabbiati,  non c'è pianificazione a livello internazionale: ricordiamoci che solo  alcune delle persone accolte scappano dalla guerra, gli altri che non  otterranno lo status di profugo, rimarranno sul territorio come  clandestini. La Valle Vigezzo ha già dato - ha detto il sindaco di  Santa Maria Maggiore - ora basta! L'accoglienza è stata realizzata quando abbiamo ospitato i profughi a Craveggia, a tutto però c'è  un  limite". Dito puntato anche sul modus operandi: "A Craveggia la  situazione è trasparente con la gestione del Ciss, ma qui dalla cooperativa non sappiamo molto, non c'è un confronto" ha aggiunto dai  banchi della minoranza Massimo Patritti. La discussione, aperta al pubblico, ha registrato  anche momenti accesi. I timori, lamentati da alcuni abitanti, sono anche quelli legati alla sicurezza pubblica a Re, paese di confine con la Svizzera. Al termine della riunione, incalzato da Cappini e altri consiglieri, il prefetto ha ammesso che in paese arriveranno altri otto profughi. L'alternativa?  "Che ogni Comune del VCO accetti una redistribuzione, con  complessivamente 5 profughi a testa" ha detto il prefetto. Una soluzione  che pare però, al momento, molto lontana dal potersi attuare.

Marco De Ambrosis


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Rubriche - Sportivamente del 19 febbraio 2017

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