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Omegna tende la mano a Germagno

Omegna strizza l'occhio a Germagno e propone una fusione per incorporazione

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L’Unione fa la forza. La pensa così il sindaco di Omegna Paolo Marchioni. Che tende la mano al comune di Germagno, dopo il pronunciamento del Tar che ha annullato la delibera del comune valligiano sulla fuoriuscita dall'Unione Montana Valle Strona e Quarne a seguito del ricorso dei sindaci. La proposta del primo cittadino omegnese è rivoluzionaria. “ Perché non pensare alla fusione per incorporazione Omegna-Germagno? Sarebbe una soluzione che ci consentirebbe di avere dallo stato milioni di euro, che potremmo destinare ai nostri comuni. Qualcuno può pensare che la mia sia una provocazione, ma a mio avviso è una strada che si potrebbe provare a percorrere- spiega Marchioni. Un’apertura arriva dal sindaco di Germagno, Sebastiano Pizzi. “ L’idea mi sembra interessante: ovviamente è un progetto che non si può fare in un giorno, perché si devono fare le opportune valutazioni. E’ innegabile che diversi servizi potrebbero essere implementati e migliorati e anche a livello turistico, sulle aree montane come quelle del Mottarone e del Quaggione, si potrebbero fare dei discorsi comuni a livello turistico”. Rilancia l’ipotesi anche l’ex presidente del consiglio comunale Giorgio Spadaccini. “ Sono sempre stato dell’idea che per contare qualcosa il territorio cusiano debba unirsi: ecco perché io vedrei bene l’unione in un comune unico di Omegna, Gravellona e Casale Corte Cerro. Allora si che il nostro territorio avrebbe un peso nella politica provinciale, non come capita da vent’anni a questa parte dove contiamo poco o nulla”.

 

 

Daniele Piovera

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