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Ven10042020

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Export Piemonte nel 2013: + 3,8%

vconewsDallo studio “L’Italia nell’Economia internazionale 2013-2014”, il 28° Rapporto annuale sul commercio estero dell’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, emerge che le esportazioni italiane di merci sono rimaste pressoché invariate nel 2013 ( 0,1%), in una fase di stallo del ritmo di espansione degli scambi dove le esportazioni mondiali di merci hanno deluso le aspettative di accelerazione. La leggera flessione è stata il risultato di un andamento negativo delle vendite destinate al mercato europeo, ancora caratterizzato da una domanda stagnante, compensato dall’espansione delle vendite dirette verso i paesi extraeuropei, trainate dalla ripresa dell’economia statunitense. Tuttavia la quota dell’export italiano sul totale mondiale ha interrotto una lunga tendenza discendente, risalendo al 2,8%, in parte per effetto dell’impatto nominale dell’apprezzamento dell’euro. In compenso nel 2013 il saldo dei conti con l’estero dell’Italia è migliorato notevolmente per il secondo anno consecutivo. Il saldo corrente della bilancia dei pagamenti ha assunto nuovamente un segno positivo dopo 13 anni, facendo registrare un avanzo di 15 miliardi di euro, pari a circa l’1% del prodotto interno lordo (Pil). Tale risultato è dipeso principalmente dal saldo commerciale, passato da un surplus di 17 miliardi nel 2012 a uno di 37 nel 2013. Hanno inciso, oltre al miglioramento del deficit dei prodotti energetici, in gran parte spiegato dalla dinamica dei prezzi del petrolio, l’incremento del surplus per gli altri prodotti (85 miliardi pari circa al 5,4% del Pil). Come altre volte in passato, il riequilibrio dei conti con l’estero segnala tuttavia una diminuzione delle importazioni più che un andamento favorevole delle esportazioni. Sempre nel 2013 il numero degli esportatori italiani è cresciuto tornando sui livelli precedenti alla crisi, e raggiungendo un numero record di 211.756 unità, 2.666 in più rispetto al 2012. Questo incremento è stato determinato in massima parte dall’aumento del numero dei micro-esportatori (con fatturato estero inferiore ai 75 mila euro), cresciuti di 17 mila unità dal 2004 al 2013, cui non ha tuttavia corrisposto un aumento del peso delle loro esportazioni sul totale (fermo allo 0,6%). In questo contesto nel 2013 il valore delle esportazioni del Piemonte ha superato i 41 miliardi di euro, grazie a uno dei tassi di crescita più elevati su scala nazionale (+3,8%). L’incidenza dell’export piemontese sul totale delle vendite all’estero dell’Italia è aumentata di quattro punti decimali rispetto all’anno precedente, attestandosi al 10,6% e consolidando la quarta posizione nella graduatoria nazionale delle regioni esportatrici. Con riferimento alle importazioni, si segnala una lieve ripresa (+0,6%) dopo il calo dell’anno precedente. “I dati relativi al primo trimestre del 2014 – ha sottolineato il Direttore Generale dell’Agenzia ICE, Roberto Luongo - mostrano un tasso di crescita delle esportazioni in accelerazione, con una variazione positiva del 6,9% rispetto al primo trimestre dell’anno precedente. Questo andamento prefigura un 2014 in miglioramento rispetto al già ottimo risultato raggiunto nel 2013. In particolare – ha tenuto a ricordare Lungo - la provincia di Biella ha ospitato a gennaio il primo appuntamento del Road show per l'internazionalizzazione delle imprese: un'iniziativa che ha visto e vede per la prima volta insieme tutti i soggetti, pubblici e privati, del Sistema Italia, impegnati in un'azione congiunta di medio termine su tutto il territorio nazionale”. Scendendo nel dettaglio settoriale, sono ancora le vendite di autoveicoli a trainare l’export della regione con un tasso di crescita del 31,3% rispetto al primo trimestre dell’anno precedente. In evidenza il buon risultato nell’export di prodotti chimici (+3,9%) e degli articoli in gomma e materie plastiche (+5,1%).Prosegue il buon andamento del comparto moda e dell’agroalimentare. In recupero il settore della meccanica (3,4%), mentre prosegue il crollo del valore delle vendite per la metallurgia (-33,9%) . Nel 2013, riguardo ai principali mercati di sbocco, l’export del Piemonte è risultato fortemente in crescita nei mercati extra-europei, con tassi molto elevati per Stati Uniti (+23%) e Brasile (+18,7%). Le esportazione sono cresciute, solo lievemente, anche nell’Unione Europea, grazie all’aumento di vendite in Francia (+1,4%), il mercato con maggior peso, Spagna (+4,5%) e Polonia (+2,4%) a dispetto del calo in Germania e Regno Unito. Le esportazioni crescono anche nei paesi non UE (+4,3%) nonostante il calo registrato nei mercati più rilevanti per la regione. L’analisi disaggregata per settori mostra una espansione generalizzata dei flussi in uscita, che hanno registrato dinamiche positive in tutti settori strategici per l’export della regione. Il dato del settore più importante, quello dei mezzi di trasporto, rileva una evidente accelerazione delle esportazioni, trainate dalle vendite di autoveicoli (+23,7%) che raggiungono il valore di 8,4 miliardi di euro, e grazie a questo risultato superano la soglia del 30% sul totale delle esportazioni italiane di questo sotto-settore. In rialzo è risultato anche l’andamento delle vendite di prodotti alimentari, bevande e tabacco (+5,3%), di prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+2,5%) e degli articoli in gomma e materie plastiche(+5,8%). Le contrazioni più significative hanno riguardato i flussi dei comparti della meccanica e della metallurgia che nel 2013 si sono ridotti rispettivamente del 2,8% e del 13,5%. In discesa il numero di operatori all’esportazione, con 18.588, probabilmente per effetto della selezione concorrenziale a favore delle imprese più grandi e più competitive sul mercato internazionale che ha aumentato il margine intensivo delle esportazioni piemontesi. L’interscambio di servizi nel 2013 ha visto le vendite verso l’estero del Piemonte lievemente in rialzo (+0,7%), rimanendo stabilmente la terza regione esportatrice italiana di servizi.

 

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