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Sigaretta elettronica: i veti dell'Oms

sigaretta elettronicaSempre più no per la sigaretta elettronica. L’Organizzazione mondiale della sanità invita a vietarla in presenza di ragazzi e donne in attesa, in Italia ci sono già divieti nelle scuole. Forse si fa un po’ meno male a se stessi fumando le sigarette elettroniche, ma ancora si mette a rischio la salute altrui con il fumo passivo.
L’organizzazione mondiale della sanità ha preparato un documento in vista della Conferenza delle Parti alla Convenzione quadro dell'Oms sul tabacco in programma dal 13 al 18 ottobre a Mosca. La sigaretta elettronica è definita un grave pericolo per l'adolescente ed il feto, l'esposizione alla nicotina avrebbe conseguenze a lungo termine sullo sviluppo del cervello.
Secondo i dati raccolti quanto si inala con la sigaretta elettronica non è solo vapore acqueo come viene sostenuto da chi le commercializza. Utilizzandole si aumenta l'esposizione dei non fumatori alla nicotina e ad altre sostanze tossiche. La raccomandazione dell'Oms è di vietare la vendita di sigarette elettroniche ai minorenni e aggiungere il divieto di il fumo negli spazi pubblici chiusi come per le sigarette classiche. Resta dunque il problema del fumo passivo. Chi ha scelto la sigaretta elettronica rispetto a quella classica è probabilmente meno esposto a sostanze tossiche, dice ancora l’Oms. Oltre ai divieti indicati devono essere regolamentati i dispositivi che regolano il contenuto di sostanze tossiche e si pensa al divieto di miscele con aromi alla frutta, ai dolci e alle bevande alcoliche.
Regole italiane

In Italia la sigaretta elettronica con nicotina non può essere venduta ai minorenni e ne è vietato l'utilizzo nei locali chiusi delle istituzioni scolastiche statali e paritarie e dei centri di formazione professionale. L’ordinanza è del luglio 2013. Secondo i dati del convegno "Sigaretta elettronica: benefici e rischi per la salute e criteri di controllo" organizzato all'Istituto Superiore di Sanità sono circa cinquecentomila gli italiani che usano regolarmente le e-cig, il 20% le sostituite totalmente alle altre, gli altri alternano. L’uso di nicotina complessivo si sarebbe ridotto. Il Tar del Lazio ha sospeso in febbraio la norma con l’aumento della tassazione sulle sigarette elettroniche arrivata al 58,5% di accise come le sigarette convenzionali. Il governo però sta lavorando a un decreto legislativo che riordini l’intera tassazione dei tabacchi Secondo Anafe http://www.anafe.it/, l’associazione nazionale dei produttori di fumo elettronico le nuove tasse porterebbero il costo di una ricarica da 6 a 35 euro.