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L'Europa accelera l'azione per il clima verso gli obiettivi 2030

L'Unione europea diventa sempre più green. A confermarlo è la relazione annuale sui progressi dell'azione per il clima, realizzata dalla Commissione Ue e presentata il 28 ottobre scorso a Bruxelles. Concentrata sugli sviluppi nella realizzazione degli obiettivi di Kyoto e di Europa 2020 (strategia decennale dell'Ue per la crescita e l'occupazione), essa viene portata annualmente di fronte al Parlamento e al Consiglio dell'Unione europea, riunendo dati raccolti dagli Stati membri secondo il regolamento sui meccanismi di monitoraggio delle emissioni.

Preparato con l'aiuto dell'Agenzia europea per l'ambiente, il rapporto rileva dati alquanto positivi per l'anno passato: secondo le stime più recenti, infatti, nell'Ue, le emissioni di gas a effetto serra sono diminuite dell'1,8% rispetto al 2012 e hanno raggiunto il livello più basso dal 1990, con una riduzione complessiva del 19%. Inoltre, per la prima volta, la relazione fornisce dati concernenti l'uso delle entrate fiscali delle aste per il sistema di scambio delle quote di emissione (in inglese, Emissions Trading System - ETS). Le ETS rappresentano una pietra miliare dell'azione Ue contro il cambiamento climatico, con l'obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra in maniera efficiente. Ogni anno, infatti, la Commissione europea stabilisce un tetto massimo di emissioni che possono essere prodotte da fabbriche, aziende e impianti energetici nel territorio Ue. All'interno di questo tetto massimo vengono poi distribuite le allowances. Esse funzionano come una sorta di autorizzazione: ognuna di esse, dà, infatti, il diritto di emettere una tonnellata di CO2. Fino al 2013, le allowances erano distribuite gratuitamente dai governi nazionali; dal 2013 in poi, esse sono state distribuite tramite aste, che generano introiti per le casse statali. A questo proposito, la relazione ha riportato come le entrate per i governi nazionali siano state pari a 3,6 miliardi di euro. Di questi, circa 3 miliardi saranno utilizzati per investimenti in materia di clima ed energia. Questo numero supera notevolmente il 50% dei proventi suggerito dalla direttiva Ue sull'ETS e ciò riconferma la volontà dell'Ue a proseguire a passo sostenuto verso un'economia a basse emissioni di carbonio. Inoltre, i ricavi derivanti dalla vendita delle allowances andranno ad integrare i fondi del programma Ue NER 300, volto al finanziamento dei progetti di dimostrazione su vasta scala che promuovono le tecnologie a basse emissioni di CO2 . Il programma, tra i più grandi al mondo in questo ambito, ha una dotazione di 2,1 miliardi di euro per sostenere 39 progetti.

Il risultato della relazione risulta dunque assai incoraggiante e sottolinea il costante impegno dell'Ue in materia ambientale, in perfetta linea con il percorso ambizioso riconfermato durante l'ultimo Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre: meno 40% delle emissioni di gas serra entro il 2030.