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Mar18022020

Back Sei qui: Home Altre news Notizie di Europa più vicina Il futuro dell'IVA nel mercato unico

Il futuro dell'IVA nel mercato unico

Come assicurare un sistema efficiente di tassazione del valore aggiunto per gli scambi intra-Ue? Questa la domanda al centro di un paper pubblicato dalla Commissione europea, volto alla disamina di idee e progetti relativi al superamento del regime attuale.

Sfida centrale, nell'ambito del mercato unico europeo, è quella di predisporre un'efficace sistema di raccordo tra le diverse modalità di imposizione sui consumi dei singoli Stati membri. Per la tassazione sugli scambi transfrontalieri, cruciale era sempre stato il ruolo delle dogane, ma con l'abolizione delle frontiere tra gli Stati aderenti al Trattato di Maastricht, l'istituzione dello spazio di libero scambio rendeva necessario pensare ad un'alternativa. L'idea iniziale era quella di basarsi sul principio di origine: i prodotti e i servizi sarebbero stati dunque sottoposti ad imposizione nel paese d'origine, secondo il meccanismo di calcolo della base imponibile e l'aliquota di imposta ivi stabiliti. All'epoca, tuttavia, le resistenze sul fronte politico e le criticità tecniche furono tali da indurre ad optare per un regime transitorio, valido, però, ancor oggi. Si prevede, dunque, che il pagamento avvenga nel paese d'origine solo nei rapporti tra soggetti di imposta e consumatori finali, mentre per le operazioni tra soggetti d'imposta (business-to-business) l'esportazione è considerata operazione non imponibile e l'acquisto è, invece, assoggettato al pagamento del tributo nel paese comunitario di destinazione del bene. Tale sistema ha, però, dimostrato di permettere spesse volte la realizzazione di frodi e, d'altra parte, di non incontrare le esigenze delle imprese che operano in ambito internazionale.

La necessità di superamento del meccanismo appare oggi evidente. Dopo molte consultazioni sia di natura politica che applicativa, ciò che è risultato è che qualsiasi regime definitivo debba necessariamente basarsi sul principio di destinazione. Ed è quanto traspare anche dalla relazione della Commissione: si punta a un sistema in cui l'IVA sia dovuta nel paese di destinazione; le opzioni praticabili, secondo l'esecutivo dell'Unione, sono diverse. Da una semplice correzione dello status attuale, a proposte di riforma che prevedono soggetti passivi diversi: secondo alcune responsabile del pagamento dovrebbe essere il venditore, secondo altre spetterebbe al consumatore.

La Commissione sta ora effettuando una riflessione approfondita per determinare l'impatto di ciascuna delle opzioni sugli Stati membri. Sulla base dei risultati, sarà poi presentato l'effettivo modello prescelto.

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