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Turismo, record di pernottamenti in Europa ma non in Italia

Il turismo in Europa si riprende. Dopo il preoccupante calo osservato nell'anno 2009, congiuntamente all'inizio della crisi finanziaria, nel corso degli ultimi cinque anniè stato registrato un aumento costante del numero di notti trascorse in esercizi ricettivi turistici nell'Unione europea.

Nel 2014, il numero dei pernottamenti turistici nell'Unione europea aveva raggiunto un nuovo picco di circa 2,7 miliardi, segnalando un incremento dell'1,7% rispetto al 2013.

L'Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione europea, ha indicato come nel 2014 la Francia e la Spagna abbiano mantenuto le prime due posizioni tra gli Stati membri in termini di pernottamenti, seguite subito dopo Italia e Germania.

Queste stime fanno riferimento a pernottamenti sia per ragioni lavorative, sia per ragioni turistiche.

Complessivamente, il numero di notti trascorse in esercizi ricettivi turistici, nell'anno 2014, è cresciuto nella maggior parte degli Stati membri. I maggiori incrementi sono stati osservati in Lettonia (+11,1%), in Belgio (+7,2%), in Portogallo (+7,1%) e in Grecia (+6,9%).

Al contrario, i paesi che hanno segnalato le maggiori diminuzioni sono Italia (-1,8%), seguita da Finlandia (-1,9%) e Slovacchia (-5,5%).

Tra le destinazioni con le più alte quote di pernottamenti di non residenti nell'Ue sono indicate due isole del Mediterraneo: Malta (96%) e Cipro (94%), seguite da Croazia (92%), Lussemburgo (88%) e Grecia (79 %).

Nell'Unione europea, tra il 2013 e il 2014, il numero di notti trascorse in esercizi ricettivi turistici da cittadini non comunitari è cresciuto del 2,3%, in percentuale maggiore rispetto ai cittadini comunitari (+ 1,1%).

Italia e Spagna hanno registrato il più alto numero di pernottamenti di non residenti nelle loro strutture turistiche: la Spagna con 260 milioni di pernottamenti (il 21% del totale di pernottamenti di non residenti nell'Ue) e l'Italia con 184 milioni di pernottamenti (ovvero il 15%).