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L’iniziativa di solidarietà per la Quaresima della diocesi di Novara

novara diocesiComunicato Stampa - Si intitola “Il diritto di rimanere nella propria terra” l’iniziativa di solidarietà, proposta da Caritas e Centro Missionario, per la Quaresima 2016, nel segno dell’anno del Giubileo Straordinario della Misericordia. Ideato dalla Conferenza episcopale italiana, (e coordinato a livello nazionale da Missio, Caritas e Focsiv), è un progetto di sostegno a microprogetti nel Sud del Mondo per sostenere realtà consolidate che operano per la crescita sociale, la risposta alle emergenze e il rafforzamento del tessuto economico locale. La diocesi di Novara ha scelto di concentrarsi su due realtà che si occupano di minori.

«In Quaresima, anche la Chiesa novarese vuole accogliere la sfida lanciata dal Papa con il Giubileo - spiegano don Mario Bandera, direttore del Centro missionario diocesano e don Giorgio Borroni, vicedirettore della Caritas diocesana -. Tra gli oltre mille progetti proposti dalla Cei, ne abbiamo scelti due che conosciamo bene, che stiamo sostenendo da anni e che si occupano di aiuto ai bambini: la missione a Bujumbura, capitale del Burundi, del nostro missionario Fidei Donum don Massimo Minazzi e l’associazione “Annas Linnas” a Zahlè (nella Valle della Bekaa, in Libano), che da sempre si occupa della cura di minori e che negli ultimi anni è accanto alle migliaia di profughi che arrivano nel Paese per sfuggire alla guerra in Siria e Iraq».

E’ possibile fare una donazione intestata a “Diocesi di Novara - Caritas diocesana” utilizzando l’IBAN IT28 E050 3410 1000 00003410 1000 0000 0009 788 o intestata a “Diocesi di Novara - Centro Missionario” utilizzando l’IBAN IT71 B050 3410 1010 0000 0002 249.

LA MISSIONE DI DON MASSIMO MINAZZI IN BURUNDI

Don Massimo Minazzi, sacerdote Fidei Donum della diocesi di Novara, opera nella parrocchia di Kamenge, nella periferia di Bujumbura, capitale del Burundi. Ha recentemente avviato un progetto a favore di circa 300 bambini e ragazzi dai 4 ai 12 anni, che vivono in situazione di marginalità, la maggioranza di essi sono orfani di un genitore, non frequentano la scuola e non hanno nessun maestro se non la strada.

Il progetto prevede la creazione di un luogo di riferimento che funga da para-scuola, per fare delle attività atte ad accogliere questi bambini, con quel che c'è della loro famiglia, e accompagnarli verso una vita un po' più dignitosa. Con un gruppo di maestri ed animatori si tengono alcune attività sportive e ludiche per i ragazzi, di formazione e alfabetizzazione per gli adulti. Si prevede di strutturare meglio le attività con un gruppo d'educatori fissi oltre ai volontari, con materiali scolastici e per quanto possibile offrire le cure mediche e un'integrazione alimentare adeguata.

In Burundi a causa delle vicende legate alla guerra civile, che purtroppo dopo un periodo di relativa tranquillità ha ripreso vigore con degli scontri tra diverse fazioni politiche, la situazione è sempre più incerta e difficile e spesso l’ unico sostegno delle famiglie viene proprio dai progetti caritativi delle Missioni.

IL LAVORO IN LIBANO CON I PICCOLI PROFUGHI DI “ANNAS LINNAS”

Il Libano è il paese che accoglie il maggior numero di rifugiati siriani e irakeni che fuggono dalla guerra civile imperante nei loro paesi. Sono quasi due milioni e rappresentano oggi un quarto della popolazione residente, raoppresentando un forte impatto sul sistema socio-economico del Paese. La situazione peggiore è quella dei bambini.

L’Associazione “Annas Linnas” (gli uni per gli altri) di cui è responsabile padre Abdo Raad, sacerdote cattolico di rito melchita, è impegnata nell’aiuto a questi piccoli profughi dando loro (purtroppo non a tutti) l’occasione di poter frequentare la scuola, assistiti da educatori specializzati, trovano il caldo, l’insegnamento, il cibo e la gioia.

A causa della guerra civile, il 70% dei bambini siriani non frequentano la scuola. Rischiano tutti i pericoli della strada, del lavoro forzato, dello sfruttamento. A scuola questi bambini hanno la chance di partecipare alle attività educative e gioiose e di dimenticare per un tempo la loro miseria. Oltre all’assistenza fisica trovano anche una assistenza spirituale e psichica. Non basta accoglierli a scuola come altri bambini, ma bisogna pensare a tutti i loro bisogni. L’associazione Annas Linnas continua a portare cibo, materiale sanitario, combustibili ed altri aiuti concreti per le loro famiglie che vivono in condizioni precarie nei campi profughi.

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