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Ven13122019

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Scontri nel centro migranti di Arizzano, lunedì il processo per direttissima dei 4 arrestati

Saranno processati lunedì per direttissima i 4 migranti arrestati per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale nella serata di venerdì dopo la rivolta scoppiata nel centro di accoglienza di Arizzano in mattinata. Sette i feriti, tra carabinieri, polizia e finanzieri intervenuti sul posto per garantire la sicurezza agli operatori del centro che stavano distribuendo la diaria, il cosiddetto “pocket money”, da 2,50 euro. I 4 si trovano in carcere. L’allerta rimane alta sul centro allestito nel 2014 nell’ex convento delle suore di Maria Consolatrice. Che si trattasse di una situazione problematica era già apparso evidente in altre precedenti occasioni e l’appello perché si intervenisse era arrivato a più riprese dal sindaco Enrico Calderoni, che aveva chiesto una sorta di rotazione tra gli ospiti: “Ormai – spiega – si sono formati gruppi tra coloro che sono lì da due anni, con i violenti che spesso assumono il ruolo di capi”. Prosegue il sindaco: “Purtroppo da parte della maggior parte dei 54 ospiti non c’è stata alcuna intenzione di ricambiare l’ospitalità dandosi da fare. Non sono stati inseriti in progetti di lavoro perché c’è troppa burocrazia e, comunque, da parte loro non è stata dimostrata questa volontà”. Inoltre, a Cresseglio ci sono altri 30 pakistani, in appartamenti del Gruppo Abele, per un totale di oltre 70 persone in una comunità di 2100 residenti. “E’ già andata bene – dice Calderoni – che non ci siano state conseguenze peggiori ieri, ma purtroppo il rischio c’è”. Prosegue il primo cittadino, evidenziando i paradossi della legge: “L’unico di questi ragazzi che da un anno lavora, a Premeno, e si è sempre comportato bene, sarà espulso perché la sua domanda di richiedente asilo è stata respinta”. Una situazione sempre più tesa quella che si verrà a creare con le espulsioni di chi non ha diritto di chiedere lo status di profugo, e che quindi si troverà senza un posto dove stare.

Operazione della Polfer in Ossola contro i furti di rame

Gli agenti della Polizia ferroviaria di Domodossola hanno controllato stamani tutti i commercianti di rottame dell'Ossola, in particolar modo quelli con attività nei comuni di Pieve Vergonte, Domo, Villadossola e Mergozzo. I controlli rientrano nell'operazione avviata su tutto il territorio nazionale per contrastare i furti di rame sulle linee ferroviarie. (ANSA)

Iscritta ad un sito hard a sua insaputa. Ex a processo

Si sarebbe spacciato per la sua ex fidanzata, all’epoca minorenne, e l’avrebbe iscritta per vendetta a un sito di incontri erotici. Sostituzione di persona è l’accusa con la quale un giovane residente a Villadossola, difeso dall’avvocato Anna Leonardi, è finito davanti al giudice Rosa Maria Fornelli. In lacrime, la ex fidanzata, anche lei ossolana, parte civile con l’avvocato Marco Gagliardini, ha raccontato lo sconcerto nello scoprire che la foto del suo viso, insieme al suo numero di cellulare si trovassero sul sito “Fuckbook” a pagamento. “L’ho scoperto ricevendo un messaggio in whatsapp da un trentottenne di Belluno che mi voleva incontrare, spiegandomi poi di aver trovato il mio numero sul sito” ha detto la ragazza. Altri messaggi sono poi arrivati nei giorni successivi, da Roma, Genova e altre città. “Una volta poi ho scritto al mio ex di togliermi dallo stato di whatsapp e lui, senza che io avessi chiesto nulla, mi aveva detto che io ormai ero sui siti di incontri e mi aveva mandato lo screenshot di questo profilo, creato a mio nome, su Fuckbook”. Secondo l’accusa proprio l’ex avrebbe creato quel profilo per vendicarsi della ex che lo aveva lasciato. “Per giorni non ho mangiato e non volevo più uscire di casa – ha detto la giovane -, poi un giorno mia mamma mi ha chiesto cosa mi stesse succedendo e sono crollata, le ho detto tutto e siamo andate a sporgere denuncia ai carabinieri “. Il rapporto tra i due era finito male. Tant’è che ci sono due denunce nei confronti del giovane sporte dalla ragazza: una perché in seguito a una lite l’imputato avrebbe sferrato un pugno al volto della mamma della ex e un’altra perché sui muri e sui cartelli stradali alle fermate dei bus e delle scuole frequentate dalla giovane erano comparse scritte con il suo nome e cognome accompagnati da insulti. “Ho riconosciuto la scrittura – ha detto lei – da alcune lettere che lui mi aveva scritto”. Già la relazione era stata problematica: “Me lo trovavo dappertutto, in stazione quando andavo a scuola, era geloso dei miei amici, a volte mi chiamava di notte”.

Rivolta dei migranti ad Arizzano. Intervengono le forze dell'Ordine. Quattro profughi in stato di fermo (video)

Tentata rapina questa mattina e rivolta di alcuni ospiti al centro di accoglienza dei migranti ad Arizzano. Il bilancio di alcune ore difficili è di sette agenti di polizia, carabinieri e finanzieri feriti lievemente e di quattro migranti in stato di fermo.
La vicenda è partita con la richiesta, da parte degli operatori del centro, di un supporto delle forze dell’ordine al momento di distribuzione del pocket money, ovvero la diaria di 2,50 che ricevono tutti i richiedenti asilo. La situazione del centro di Arizzano, infatti, secondo le forze dell’ordine è piuttosto problematica.  Sul posto si sono trovati quindi pronti a intervenire Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. La situazione è degenerata alle 11, quando il personale del centro si è dovuto barricare in ufficio perché uno dei migranti ha cercato di mettere in atto una rapina, appropriandosi dei soldi che venivano distribuiti. Sono intervenuti gli uomini della Squadra Mobile della Questura che hanno cercato di entrare nell’ufficio e liberare il personale, ma a quel punto gli agenti sono stati attaccati da altri profughi. Hanno quindi chiesto aiuto a poliziotti, carabinieri e finanzieri. E’ nata una colluttazione, con diversi agenti e militari feriti, fortunatamente con lesioni non gravi, guaribili tra i 10 e i 15 giorni. Quattro migranti sono stati portati in Questura in stato di fermo  per essere innanzitutto identificati e la loro posizione è al vaglio della Procura che valuterà se procedere con l’arresto o la denuncia.

Controlli nei cantieri, riscontrate alcune irregolarità

Controlli dei Carabinieri del Nucleo tutela del lavoro insieme allo Spresal dell’Asl negli ultimi giorni. Sono stati setacciati diversi cantieri edili per verificare il rispetto delle norme per la sicurezza. I militari hanno riscontrato alcune irregolarità. Tre datori di lavoro sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per il mancato utilizzo delle reti protettive e per l’impiego di attrezzature non conformi. In tutto sono state elevate sanzioni per circa 2800 euro. I cantieri nei quali sono state riscontrate le irregolarità sono nella zona di Pallanza, si tratta di lavori di ristrutturazione. Una serie di controlli che arriva dopo i due gravi incidenti sul lavoro avvenuti a ottobre, uno purtroppo con esito mortale e l’altro con un giovane ferito gravemente.
In tutto sono stati identificati 17 operai. 
 

Auto e furgone ribaltati stamattina a Feriolo

Incidente questa mattina intorno alle 9,30 sulla Statale 33 del lago Maggiore dopo l’uscita dell’A26. All’altezza dello Sporting Club di Feriolo, un’auto e un furgone si sono ribaltati, per cause ancora al vaglio dei Carabinieri intervenuti sul posto. Fortunatamente nessun ferito, ma si sono formate subito lunghe code in entrambe le direzioni, dal momento che i mezzi ribaltati bloccavano entrambe le carreggiate. La situazione è poi lentamente tornata alla normalità.

Falso patrocinio : avvocato a processo

Patrocinio infedele: è questa l'accusa con la quale finirà a processo il prossimo 23 novembre l'avvocato aronese Marco Portigliotti. Le indagini sono state svolte dai Carabinieri della Sezione di polizia giudiziaria, coordinati dal sostituto procuratore Gianluca Periani e i fatti risalgono al periodo tra il 2012 e il 2014. Secondo l'accusa, l'avvocato Portigliotti avrebbe assunto la difesa di un uomo che intendeva ricorrere contro il licenziamento dal suo posto di lavoro. L'avvocato aveva garantito all'assistito che avrebbe contattato il legale della controparte per risolvere la questione, e gli avrebbe anche assicurato, mentendo, di aver raggiunto un compromesso, assicurando che il suo cliente avrebbe ricevuto un primo assegno di mille euro di risarcimento a breve. Dato che gli assegni non arrivavano, lo stesso legale aveva spiegato al cliente che avrebbe fatto causa all'ex datore di lavoro, causa che a suo dire, sarebbe stata vinta con 4 mila euro di risarcimento per il cliente. I soldi però non sono mai arrivati. In realtà, secondo l'accusa, Portigliotti non avrebbe mai fatto nulla di tutto ciò, non avrebbe mai contattato il legale del datore di lavoro, né avrebbe mai presentato ricorso.
Portigliotti, che già aveva patteggiato nel 2010 una pena per una vicenda simile, sarà anche chiamato davanti al Gup il prossimo 22 febbraio, con indagini svolte sempre dai Carabinieri di polizia giudiziaria, e coordinate dalla procuratrice capo Olimpia Bossi. In quel caso dovrà anche rispondere di falso. A denunciarlo era stato un altro cliente, che si era rivolto all'avvocato chiedendo di presentare ricorso al Giudice di Pace per una multa. Dopo qualche tempo, l'assistito aveva ricevuto una cartella esattoriale per il mancato pagamento della multa. Aveva chiesto spiegazioni all'avvocato, che avrebbe risposto dicendo che c'era stato un rinvio e avrebbe prodotto come prova anche dei falsi documenti dell'ufficio del Giudice di Pace. I fatti questa volta risalgono al 2016. L'avvocato Sergio Mora, che difende Portigliotti, al momento si limita a commentare: “E' stato un momento di sbandamento”. Attualmente l'Ordine degli Avvocati non ha ancora preso provvedimenti.

Polizia intensifica controlli sulle strade del Vco

Controlli della Polizia lo scorso fine settimana. Gli agenti hanno presidiato le principali strade del territorio, fermando 28 auto. Sono state elevate numerose contravvenzioni al codice della strada. Due le patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza. In entrambi i casi i conducenti delle auto avevano un tasso di alcol nel sangue, intorno a 1,40 grammi per litro, poco meno di tre volte il limite consentito dalla legge. Un altro automobilista è stato sanzionato per non essersi fermato all’”alt” degli agenti. Le altre contravvenzioni invece sono state per eccesso di velocità, senza libretto di circolazione o per mancata revisione. I poliziotti hanno anche controllato due locali della “movida”, uno a Omegna e uno a Casale Corte Cerro. Già venerdì sera sono previsti nuovi controlli.

Ricorre al Tar il cinese che ha violato l'ordinanza sui videogiochi

Ha fatto ricorso al Tribunale amministrativo regionale la prima ''vittima'' dell'ordinanza contro le slot machine a Domodossola. Un mese fa l'amministrazione domese aveva vietato, con una ordinanza, l'accensione delle slot machine prima delle ore 14. Domodossola era stata infatti una delle prime città del Vco ad imporre il black out delle slot la mattina.

Poche ore dopo l'emissione dell'ordinanza, la Polizia municipale aveva trovato ben 14 slot machine, con vincita in denaro, accese a disposizione dei giocatori. Il controllo era stato fatto in una sala giochi di proprietà di un sessantenne di nazionalità cinese e gestita da un cinese di 40 anni. Al titolare venne contestata la violazione amministrativa e inflitta una multa di 7 mila euro, 500 euro per ogni apparecchio di gioco acceso.

Ora, il cinese titolare della sala giochi ha fatto ricorso al Tar contro la multa, affidando la sua difesa allo studio legale novarese Cota-Zonca. Il ricorso tende a vanificare l'ordinanza del sindaco, ordinanza che essendo passati i trenta giorni è decaduta. In questi giorni comunque il Comune domese ha deciso di resistere in giudizio.

Disoccupato, non paga assegno mantenimento della figlia minorenne: il tribunale lo assolve

Disoccupato, non paga l’assegno mensile per il mantenimento della figlia minorenne: finisce in Tribunale, ma viene assolto. L’uomo,difeso dalla dottoressa Angelica Chiurillo, e residente a Ornavasso, era accusato di non aver versato alla figlia minorenne l’assegno mensile di 200 euro. I fatti risalgono al periodo tra inizio 2011 e giugno 2013. A citare l’uomo in giudizio la ex convivente, che sosteneva che l’imputato per un anno e mezzo non avesse mai contribuito al mantenimento della figlia. La madre dell’uomo ha però affermato davanti al giudice che il figlio era disoccupato e che era stata lei stessa a provvedere a fare piccoli acquisti, come ad esempio capi di abbigliamento per la nipote, quando era affidata al padre. Inoltre, la madre dell’imputato aveva provveduto a consegnare del denaro alla ex convivente del figlio, consapevole della difficoltà economica in cui versava il proprio figlio, che nel frattempo era tornato a vivere con i propri genitori. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a due mesi di reclusione oltre a 200 euro di multa. L’avvocato difensore ha invece spiegato come l’uomo non avesse potuto pagare gli alimenti per una difficoltà economica oggettiva e della quale non aveva colpa, chiedendone quindi l’assoluzione. Richiesta che è stata accolta dal giudice.

Ladri in azione a Omegna. Due arresti

Arrestati in flagranza di reato  due ladri in azione nella notte tra sabato e domenica a Omegna. La chiamata ai Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile del tenente Christian Tapparo è arrivata intorno alla 1. Un uomo da un balcone aveva visto due persone che cercavano di introdursi in una merceria di via De Amicis. Subito sul posto sono arrivate numerose pattuglie dei Carabinieri, già in zona proprio per prevenire reati di questo genere. I due sono stati subito bloccati. I militari hanno trovato un cacciavite nei pressi di un cassonetto e poi la loro auto. A bordo c’era un computer. Dal contenuto del computer i militari sono risaliti alla proprietaria, la titolare di un negozio di parrucchiera in via Manzoni. L’interno dell’attività era devastata dai due, che oltre al pc avevano preso anche dei contanti dalla cassa. I carabinieri hanno restituito il computer e sequestrato i soldi trovati addosso ai due uomini, 160 euro a testa. Nella merceria invece non sono riusciti a rubare nulla, grazie al vicino che ha dato l’allarme. I due sono stati arrestati: si tratta di un 37enne di Busto Arsizio, che ha detto di occuparsi di mercatini dell’usato, e un trentacinquenne di Armeno che lavora in una pizzeria di Omegna come pizzaiolo. Questa mattina si è tenuta la convalida, il prossimo 2 dicembre saranno processati per direttissima.   

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