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Sab07122019

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Michela: ‘Aiutatemi a ritrovare mia sorella Graziella’

L’appello raccolto ai nostri microfoni è partito via Facebook, postato con la foto di una bambina, ora diventata grande. Michela Nicchio, di Gravellona Toce, vuole ritrovare la sorella Graziella. Non ha più notizie di lei da quando Graziella aveva 4 anni e mezzo, come nella foto.

Graziella è nata a Verbania il 30 maggio e oggi ha 19 anni. Ha vissuto a Intra per un anno, poi a Biella, prima con gli zii, in seguito in un istituto. Quindi l’adozione che naturalmente ha cambiato il cognome della piccola. E da lì Michela ha perso le tracce della sorellina, questi sono gli unici indizi in suo possesso. Michela ha atteso la maggiore età di Graziella per cercarla ma da sempre ha sentito un vuoto nel suo cuore: <Sono felice, ho una bella famiglia, un figlio, ma sembra sempre che mi manchi qualcosa – spiega Michela-. Non voglio stravolgere la vita a mia sorella – prosegue- , vorrei solo sapere se sta bene, se è felice. Certo mi piacerebbe anche riallacciare i rapporti con lei>.

Ha provato a contattare le tv e i programmi nazionali, al momento senza risposta. La speranza è che nel tam tam tra social e media qualcuno veda quella foto, qualcuno legga gli indizi riportati e possa fornire informazioni utili o magari riconoscersi in quella bimba bionda che Michela non vede l’ora di riabbracciare.

Sostanze dopanti importate illegalmente, denunciato corriere

Aveva con sé 182 compresse di farmaci anabolizzanti il ventunenne di origini camerunesi ma residente a Parigi fermato dalla Guardia di Finanza di Domodossola a bordo di un treno proveniente da Basilea e diretto a Milano. Nell'ambito di un controllo doganale, le Fiamme Gialle hanno trovato i farmaci “dopanti”, modulatori ormonali e metabolici, suddivisi in sei confezioni nascoste nel suo bagaglio. Si tratta di sostanze dopanti, classificabili nella lista delle sostanze proibite depositata all'organismo internazionale antidoping Wada. Sostanze che sono quasi sicuramente state acquistate in internet e prodotte da una ditta tedesca. Sono di libero acquisto, ma devono essere accompagnate dalla prescrizione medica. Sono vietate per gli atleti professionisti. I finanzieri, verificata l'assenza della prescrizione medica, hanno sequestrato le pastiglie. Il ventunenne non è un atleta professionista e secondo i riscontri le pastiglie non erano destinate a essere rivendute (sono esclusi collegamenti di questo tipo tra il camerunese e l'Italia), ma a uso personale. E' stato quindi denunciato per il possesso di tali farmaci senza la prescrizione medica.

Il problema dell'uso degli anabolizzanti purtroppo esiste non solo nell'ambito dello sport professionistico, ma anche a livello amatoriale.

Tempo di chiodini. Persone intossicate al Dea del San Biagio

Intossicazione da funghi. E’ successo a Domodossola e prima ancora nel Borgomanerese. Altri casi sono stati accertati anche nel novarese. Responsabili dell’intossicazione non velenose specie ma, comunissimi chiodini. Le condizioni climatiche di questi ultimi giorni stanno favorendo il proliferare di questa specie. Attenzione però ! Si tratta di funghi che necessitano di essere bolliti prima di essere consumati in . Così evidentemente non è stato per le persone che si sono presentate nei giorni scorsi ai Dea del San Biagio a Domodossola e Santissima Trinità di Borgomenero. “ La mancata bollitura di questa specie può provocare violente gastroenteriti “ fanno notare gli esperti. Per i micologi piemontesi sembrano essere questi giorni di intenso lavoro. Da Novara all’Ossola passando per Romagnano Sesia, diversi i casi trattati. “ La stagione è propizia alla raccolta. Ma occorre attenersi alle linee guida per una giusta consumazione di questi funghi “ spiega Dimitri Gioffi, micologo dell’Asl del Verbano Cusio Ossola. Che tradotto significa : non basta solo la bollitura. Occorre anche che l’acqua nella quale questa specie è stata bollita sia gettata . Solo a questo punto i chiodini potranno essere impiegati in cucina e diventare cibo da accompagnamento su tavole tipicamente autunnali.

Ladro arrestato due volte in una settimana

Lo scorso 26 ottobre ha rubato soldi in una casa di Campino di Stresa ed è stato arrestato. Rimesso in libertà, ieri è stato riacciuffato mentre cercava di svaligiare una casa ad Arona. Non ha minimamente esitato nell'ammettere di fronte ai Carabinieri che lo hanno arrestato di essere un ladro di professione. Si tratta di un ventinovenne, di origine nigeriana, pluripregiudicato e senza fissa dimora. Sulla carta è nullafacente, ma in realtà ha fatto dei furti la sua professione. L'uomo ha numerosi precedenti penali a suo carico. Ieri mattina è finito nuovamente in manette ad Arona in via Moncucco. A chiamare i militari un uomo che aveva sentito strani rumori che provenivano dal bagno. I Carabinieri sono piombati nell'appartamento e hanno sorpreso il nigeriano che si era appena introdotto in casa. Per lui l'accusa era di tentato furto aggravato. Stamattina è stato processato per direttissima e condannato dal Tribunale di Verbania a otto mesi di reclusione e 300 euro di multa, con custodia cautelare in carcere. Il ventinovenne era già stato arrestato il 22 giugno scorso ad Arezzo, e il 26 ottobre, appunto, a Stresa.

Rapina alle poste di Varallo. Nessuna traccia dei malviventi

Nessuna traccia dei tre rapinatori che ieri mattina all’orario di chiusura hanno messo a segno un colpo all’ufficio postale di Varallo Pombia. Tre persone, una a far da palo sull’ingresso dell’edificio, mentre due sono entrati. In quel momento pare c’erano solo tre clienti. Uno dei due malviventi era armato di taglierino, il secondo mimava di avere una pistola sotto il giubbotto. Entrambi con il volto mascherato in modo da non essere riconosciuti. Gli impiegati hanno consegnato banconote per una valore attorno ai mille euro. Subito dopo i tre sono fuggiti a piedi, ma probabilmente avevano un auto parcheggiata poco lontano. Immediato l’allarme. Sul posto sono giunti i carabinieri della stazione di Castelletto Ticino e poi quelli della compagnia di Arona. Dei banditi però nessuna traccia. I militari hanno raccolto le testimonianze che possano portare alla loro identificazione. Il bottino pare aggirarsi attorno ai mille euro.   

600 grammi di marijuana, arrestato in stazione

Arresto antidroga della Squadra Mobile della Polizia sabato pomeriggio intorno alle 15,45 nella stazione ferroviaria di Fondotoce. Gli agenti, impegnati in un normale servizio di controllo del territorio, avevano notato un giovane con uno zainetto in spalla che, dopo essere sceso da una corriera cercava di allontanarsi con fare sospetto. Gli agenti del commissario Ugo Armano hanno quindi deciso di controllarlo. Nello zaino c'era un sacco di plastica nero contenente tre involucri trasparenti con all’interno della marijuana di oltre 600 grammi. L’uomo, 36 anni, italiano, S.M. le iniziali, già noto, è stato arrestato con l'accusa di detenzione di stupefacenti e, su disposizione del magistrato, è stato poi portato a casa sua nell'attesa della convalida, avvenuta questa mattina. Il giudice ha confermato la misura degli arresti domiciliari.

Controlli antidroga a Domo. Identificate 243 persone

Controlli dei Carabinieri della Compagnia di Domodossola nel fine settimana in occasione del ponte. Massima attenzione per garantire la sicurezza da parte del Nucleo Operativo Radiomobile e dalle Stazioni, soprattutto in tema di guida sotto effetto di alcole e droga. Sono stati controllati 184 veicoli e 243 persone. Elevate 26 contravvenzioni al codice della strada, delle qualil 4 per guida in stato di ebbrezza. Sono state ritirate 4 patenti e un veicolo è stato sottoposto a fermo amministrativo. I controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane e saranno intensificati in vista del Natale.

Domodossola, respinti in un mese 250 eritrei

Tra i respinti dalla Svizzera, più del 50 per cento sono cittadini eritrei. Dal Paese africano, che è allo sbando ed è guidato da un dittatore spietato, scappano a migliaia. Secondo un articolo de ''Il Sole 24Ore'', sono 4 mila le persone che ogni mese abbandonano l'Eritrea. E sono tantissimi coloro che cercano di varcare le frontiere per arrivare al Nord Europa. Ma dalla Svizzera non si passa. Su 25-30 profughi che quotidianamente vengono respinti dalla polizia svizzera, la metà, o poco più, sono eritrei. In un solo mese, quello di ottobre, sono stati 250 gli eritrei rimandarti in Italia, seguiti da gruppi di cittadini della Nigeria, Costa d'Avorio, Gambia, Egitto, Mali.

Persone che la Polizia di Domodossola deve gestire, ogni giorno, con mille difficoltà. Disagi per lo più legati alla carenza di personale nonostante il ministro Angelino Alfano parli ogni tanto di intensificazione dei controlli ai confini. Intensificazione che non significa mai potenziamento degli organici.

Ogni giorno alla stazione ferroviaria ossolana arrivano 25-30 persone a bordo di treni provenienti dalla Svizzera . I cosiddetti respingimenti.

Ma dalla Svizzera arrivano anche segnalazioni alle autorità di confine italiane. Di recente, la Polizia elvetica ha segnalato che i profughi starebbero utilizzando degli stabili dismessi a Paglino, la piccolissima frazione a ridosso di Gondo, primo paese svizzero. Chi cerca di varcare la frontiera, infatti, farebbe tappa nella vecchia e dismessa caserma di Paglino, che è di proprietà del Demanio dello Stato. Aspetterebbero qui la notte per eludere i controlli della gendarmeria svizzera. Ora la Polizia italiana ha deciso di effettuare maggiori controlli a Paglino, proprio per scongiurare il transito di migranti.

Controlli della Polstrada lungo la A 26. Tre patenti ritirate

La polstrada di Romagnano Sesia ha effettuato controlli la scorsa notte lungo le corsie della A/26. Nel territorio tra Castelletto Ticino e Borgo Ticino ha fermato e ritirato al patente a tre automobilisti che all’alcoltest hanno fatto rilevare un valore tra 0.6 e 1. Sono un trentottenne della Bassa Novarese, una ventottenne di Biella e un ventisettenne del Varesotto. Per loro denuncia, ritiro patente ammenda di 531 euro e decurtazione di 10 punti dalla patente. Un ventenne, invece, è uscito miracolosamente illeso da un incidente stradale, era alla guida di una Hunday che percorreva la corsia Sud della A/26, tra Borgomanero e Romagnano, quando si è schiantato contro la parete di una galleria. Distrutta l’auto nemmeno una contusione per il conducente. Sul posto gli agenti della polstrada di Romagnano Sesia.                                                                                           

In Valle Vigezzo escursionisti torinesi perdono il sentiero. Salvati dal Soccorso alpino civile e militare

Sono stati tratti in salvo in piena notte due escursionisti di ritorno dal Pizzo Marcio. Un ventenne e una diciannovenne del Torinese ieri mattina avevano raggiunto la Valle Vigezzo per un'escursione, lasciando l'auto nei pressi della galleria di Paiesco e dell'inizio del mulattiera per Marone. I guai al ritorno dalla cima: i due giovani hanno perso il sentiero e, colti dall'oscurità, dopo alcuni tentativi di ritrovare la via per tornare a valle, hanno saggiamente allertato i soccorsi. L'allarme è scattato poco dopo le 21. Le perlustrazioni sono state effettuate dalle squadre del soccorso alpino vigezzino e del Sagf di Domodossola (in tutto una dozzina di uomini) hanno permesso alla fine, intorno a mezzanotte, di localizzare i due dispersi, in una
angusta valletta tra Verigo e Marone: un luogo difficile da raggiungere. I soccorritori hanno dovuto anche piazzare alcune corde fisse.  Gli escursionisti  sono stati riaccompagnati a valle, sani e salvi, dopo le
3 di notte.

Falsi appartenenti alla Guardia di Finanza, attenzione alle truffe

Comunicato Stampa - Continuano a pervenire, sul numero di Pubblica Utilità “117” del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Verbania, segnalazioni da parte di cittadini che rappresentano di essere stati contattati telefonicamente da “sedicenti” appartenenti alla Guardia di Finanza che propongono l’acquisto di abbonamenti a pubblicazioni/riviste riconducibili al Corpo. Nel ribadire, qualora non noto, che nessun appartenente alla Guardia di Finanza è autorizzato a proporre l’acquisto di abbonamenti a pubblicazioni/riviste, si invitano tutti i cittadini che abbiano ricevuto telefonate e/o proposte simili a contattare il numero di Pubblica Utilità “117” o il più vicino Reparto del Corpo.

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