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Dom25082019

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Focus. L' Ossola va verso il centrodestra ?

Sono passati solo 10 giorni dal ballottaggio che ha visto Lucio Pizzi conquistare Domodossola. E mentre il neo sindaco ha appena formato la squadra di giunta che lo accompagnerà nei prossimi 5 anni, ancora due considerazioni vanno fatte sull'esito del voto.

Con l'arrivo di Pizzi la città torna al centrodestra ma è una tendenza che riguarda anche gli altri paesi ossolani dove si è votato. A Trasquera è tornato Arturo Lincio; era stato uno dei fondatori dell'Uopa prima di approdare in Forza Italia negli anni berlusconiani. Anche il neonato Comune di Borgomezzavalle è nella mani di un sindaco che ha caratteristiche ben definite. Alberto Preioni è leghista da sempre e questo è un dato di fatto. Premosello è ancora a guida Giuseppe Monti, un sindaco che in passato era nelle file di Forza Italia ma che oggi sostiene di essere un uomo di centro. Infine Macugnaga, dove Stefano Corsi sostiene di essere equidistante da tutti gli schieramenti e a capo di una lista prettamente civica.

L'Ossola si sta spostando anche se questo voto, visto il basso numero di Comuni chiamati alle urne, non può essere indicativo. Tornando a Domodossola va detto che dopo anni di ''fedele'' presenza in aula consiliare non ci sarà più alcun consigliere di Sinistra Unita, partito che nell'amministrazione passata aveva un consigliere (Massimo Di Bari) e un assessore (Salvo Iacopino).

 

Domo. Pizzi annuncia la sua giunta. 9 luglio primo consiglio comunale

Eccola la giunta Pizzi. Il neo sindaco ha designato i suoi collaboratori scegliendo Angelo Tandurella, Franco Falciola, Simona Pelgantini, Daniele Folino (tutti membri della sua lista civica) e Antonella Ferraris, esponente targata Lega Nord. Nessuna rappresentanza in giunta dunque per Forza Italia e Fratelli d'Italia anche se tra i primi Pizzi sceglierà il suo rappresentante in provincia, mentre a Fratelli d'Italia verrebbe assegnata la presidenza dell'Azienda pluriservizi.

Le deleghe della giunta ancora non ci sono, ma non è un mistero che Falciola, professionista in materia, si potrebbe prendere edilizia e urbanistica, così come Folino, che già in passato aveva recitato questo ruolo, si accollerebbe la cultura e Pelgantini, che ha uno studio commerciale in città, dovrebbe avere il bilancio.

Una giunta sulla quale Pizzi punta molto per dare sprint alla macchina comunale. Nel giro del neo sindaco ci tengono a far sapere che non è stato utilizzato alcun manuale Cencelli per distribuire cariche ai partiti pur di tenerseli buoni. Quattro neo assessori, attinti da candidati votati, lasceranno il loro posto ad altri cinque consiglieri.

Ma Pizzi conferma di voler recitare la parte di sindaco attento ad ogni problema e domani sera, giovedì, sarà all'assemblea del Ciss, non delegando altri. Una presenza che sa di ''controllo' anche sul problema dei profughi, sul quale Pizzi non ha lesinato critiche in queste settimane.

Nel centrosinistra è sempre più concreta la possibilità, dopo la prima seduta del consiglio, convocata per sabato 9 luglio alle ore 21 al teatro Galletti, che il sindaco uscente Mariano Cattrini possa dimettersi lasciando così il suo posto all'ex presidente del consiglio Rosario Mauro. Presidenza, questa, che ora dovrebbe toccare a Carlo Valentini, il più votato della Lega Nord.

 

Designati gli assessori della giunta Pizzi

 

Designati gli assessori della giunta Pizzi

A Domodossola il Sindaco Pizzi ufficializza i nomi degli assessori. Ci vorrà qualche giorno ancora per sapere come saranno distribuite le deleghe. Confermate le indiscrezioni della vigilia, affiancheranno il primo cittadino: Angelo Tandurella, Franco Falciola, Simona Pelgantini, Daniele Folino e Antonella Ferraris. I primi qyattro nomi sono stati pescati dalla Lista del Sindaco. Ferraris è invece di fede leghista. Nessuna rappresentanza dunque per F.I. e F.d.I. Si vocifera possano essere rappresentate la prima in seno al Consiglio Provinciale, la seconda all'interno dell'azienda multiservizi. Stabilita anche la data del primo Consiglio Comunale: sabato 9 luglio alle ore 21 al teatro Galletti.

Forza Italia Vco: costituito il comitato ''no referendum''

Comunicato Stampa - Nella recentemente aperta sede di Gravellona Toce, a simboleggiare la centralità della provincia, Forza Italia ha ufficialmente dato vita al Comitato per il no al referendum costituzionale di ottobre, sottoscrivendone l’atto fondativo e lo statuto.

«Quella contro la riforma Renzi-Boschi sarà una grande battaglia – afferma il commissario provinciale del partito Mirella Cristina –: tutto il centrodestra è unito per dire no e noi di Forza Italia siamo in prima linea con questo Comitato, affiliato a quello nazionale già costituito. Il Comitato è unico per tutta la provincia ma ognuna delle tre zone del Vco avrà dei propri referenti: Marina Oliva e Marica Bernardini per l’Ossola, Paola Battaglia per il Cusio e per il Verbano oltre a me ci saranno Massimo Manzini e Antonio Notarianni. E per ogni zona poi ci sarà anche una pagina Facebook. Il nostro obiettivo? Spiegare con parole semplici e chiare ai cittadini il perché di questo “no”, e in generale che gli italiani si accostino al voto il più informati possibile».

«La Costituzione è un patrimonio comune – sottolinea Massimo Manzini –. Gli articoli coinvolti da questa riforma sono più di 50: l’unico strumento attraverso il quale modificare così profondamente il patto fondativo della nostra nazione dovrebbe essere un'assemblea costituente, e non un governo non scelto dai cittadini e sostenuto da persone elette in una coalizione avversaria al Pd. Questa riforma, assieme alla nuova legge elettorale, accentra in una sola persona un tale potere come non si era mai visto nella storia repubblicana e il bicameralismo di fatto rimane, perché il Senato non sparisce e avrà dei poteri di veto».

Un punto che interessa in modo particolare le comunità del Vco è quello del riaccentramento statale dei poteri, come rimarca Marica Bernardini: «Il fatto che questa riforma voglia nuovamente accentrare delle competenze a livello statale può comportare importanti ripercussioni per i nostri territori, che invece meritano maggiore attenzione. Renzi parla di grande risparmio di spesa ma non è esattamente così è soprattutto bisogna capire a quale prezzo andremo a ridurre, di poco, la spesa».

«Anche a Domodossola – dice la neo eletta consigliera comunale domese Marina Oliva – scendiamo in campo per spiegare ai cittadini e aiutarli a comprendere il senso di questa riforma. Oltre ai gazebo organizzeremo delle serate, e non solo a Domo ma nelle singole valli costituiremo dei gruppi di lavoro». E a proposito del capoluogo ossolano, dopo la vittoria alle elezioni comunali Cristina annuncia che Forza Italia sta lavorando per aprire una propria sede in città.

«È una riforma che sottrae potere ai cittadini – dichiara Paola Battaglia –. Anche nel Cusio organizzeremo banchetti e incontreremo la gente nelle piazze e nelle strade. Sarà anche un'occasione per consolidare la nostra presenza nel Cusio e i rapporti con i partiti alleati».

«Dopo la vittoria a Domodossola – conclude Mirella Cristina – ci incamminiamo verso questo referendum più carichi di prima: la sinistra è in difficoltà e ci sono i presupposti per far cadere questo governo».

Quarna Sotto, il sindaco Gromme ha giurato davanti al consiglio comunale

Primo consiglio comunale ieri sera anche a Quarna Sotto. Il neo sindaco Paolo Gromme ha nominato suo Vice Davide Casalino. Assessore è invece Alberto Casotti.

Il sindaco nel suo intervento ha ringraziamento gli elettori per la fiducia accordata e ha auspicato collaborazione con la minoranza.

Dopo il giuramento i punti di rito, per così dire “ ufficiali “, la discussione è proseguita in maniera informale. Il consiglio ha aperto dibattito su tre punti : viabilità amministrazione e regolamento agricolo. Il sindaco ha infatti relazionato sugli incontri avuti con il Prefetto, il sindaco di Omegna e il Presidente della Provincia circa la situazione in cui versa la strada che da Omegna sale alle Quarne. . Si è pure discusso del percorso da compiere in accordo con il consiglio e con il sindaco di Sindaco di Quarna Sopra per una fusione dei due Comuni . Gromme ha preannunciato contatti con il sindaco di Borgomezzavalle per capire la strada da intraprendere

Belgirate. Primo consiglio a guida Leto. Due consiglieri dimissionari fra le fila della maggioranza

Primo consiglio comunale ieri sera per il neo sindaco di Belgirate Valter Leto davanti a una sala affollata di cittadini. Intanto sono però già nate le prime polemiche, con qualche scintilla tra Leto e l’ex prima cittadina Flavia Filippi ora seduta tra i banchi dell’opposizione. La prima “pietra dello scandalo” riguarda le nomine della giunta. Dopo le dimissioni per motivi personali di due consiglieri cui sarebbero andate le deleghe, Leto ha nominato vice sindaco Walter Palazzetti ed è intenzionato a completare l’esecutivo con una persona esterna al consiglio comunale. Filippi ha allora chiesto la modifica dell’articolo 19 dello Statuto, che prevedeva la possibilità per il sindaco di nominare un assessore esterno ma su una giunta formata da quattro persone. La legge ora è cambiata e i piccoli Comuni hanno solo due assessori. “Una situazione – dice Filippi – che illustrerò al Prefetto, al quale chiederò un appuntamento”. Replica Leto: “A parere del segretario comunale quello che è stato fatto va bene, se no si vedrà di modificare lo Statuto”. Altra materia del contendere è l’Unione dei Comuni, che Belgirate ha siglato da tempo con Lesa e Meina. Leto ha detto di voler valutare l’opportunità per il Comune di continuare a farne parte: “Ripeto ciò che ho detto in campagna elettorale, non cambio di una virgola. Noi andiamo a studiare l’Unione dei Comuni, se ci sono almeno equilibri tra benefici ricevuti e quelli dati vediamo come restarci. Se invece scopriamo che tra quanto diamo e quanto riprendiamo c’è una disparità che diventa pesante valuteremo il da farsi”. Dice Filippi: “Sono preoccupata perché l’Unione dei Comuni per me è un orgoglio e ha portato benefici a Belgirate. Ma sono ancora più preoccupata per un clima di divisione che si è creato in paese e credo che il nuovo sindaco debba ricucire la coesione sociale”. Secondo Leto invece tale divisione non c’è: “Io non la percepisco – ribatte -, anzi, se ci fosse farei di tutto per ammorbidire le tensioni”. La maggioranza si è presa inoltre del tempo per votare due variazioni di bilancio della precedente giunta e quindi il consiglio tornerà a riunirsi a breve.

Leopardi alla testa del Pd domese ? Lo deciderà settimana prossima l'assemblea degli iscritti

Nessuna resa dei conti ma tanta voglia di cambiare sì. E’ in estrema sintesi il percorso delineato ieri sera dal direttivo del Pd domese riunito in Corso Dissegna per esaminare la nuova situazione politica cittadina dopo il voto del 19 giugno. All’appuntamento come preannunciato alla vigilia, Claudio Miceli, si è presentato dimissionario e con lui la sua segreteria. La serata è servita per fare un’analisi del voto. Da più parti sono stati sottolineati i punti deboli della campagna elettorale a cominciare dagli errori di strategia sino alla sottovalutazione dei temi populisti usati dalla compagine di centro destra per convincere l’elettorato domese.

Il confronto a tratti aspro, ha finito con l’evidenziare una volta di più le spaccature lasciate dal voto di domenica scorsa all’interno del partito democratico domese. Lacerazioni per altro già presenti prima delle urne. Verso fine serata la discussione si è incentrata sul dopo Miceli, e sul nome della persona che potrebbe traghettare il partito sino ad un nuovo congresso. Sarà l’assemblea degli iscritti ( salvo sorprese si riunirà entro fine settimana prossima ) a decidere. Già ieri sera però qualcuno ha avanzato un ìnome : quello di Antonio Leopardi, assessore a Domodossola sino a pochi giorni fa. Per la verità Leopardi non sarebbe nuovo ad incarichi dl partito. Cinque anni fa ha lasciato la carica perché chiamato dal sindaco Cattrini ad occuparsi di lavori pubblici e urbanistica.

Pd : ora parlano di "fedelissimi" di Marchionini

Non tutto il Pd verbanese ha votato il documento del segretario Nicolò Scalfi approvato a maggioranza dall'assemblea dello scorso 16 giugno. Una parte, che si firma “Verbania Protagonista”, non è d'accordo con la posizione di “autonomia” rivendicata rispetto all'operato di Marchionini. E ora lo fanno sapere con una nota stampa. “Il sindaco – si legge nella nota -, nel suo intervento, ha ritenuto doveroso informare i presenti circa gli strumenti messi in campo, in questi due anni, per regolare i rapporti fra amministrazione e Partito Democratico. Ad esempio, per evitare carenze di informazione il Sindaco ha organizzato dal mese di agosto 2015 riunioni settimanali finalizzate ad un' esaustiva conoscenza a tutti i consiglieri”. E aggiungono: “Tenendo conto della complessità dei problemi da affrontare, in primis l'apertura del teatro il "Maggiore", dal mese di marzo 2016 il Sindaco ha ufficializzato la sua decisione di rendere più forte il rapporto tra giunta e maggioranza, con l'impegno degli assessori ad esaminare insieme i progetti destinati all'approvazione del consiglio comunale.Questi sono segnali concreti di una nuova modalità di confronto che ha cominciato a dare i suoi frutti positivi”. Riferendosi alle dichiarazioni fatte al settimanale Eco Risveglio in cui criticava l'atteggiamento e l'operato del Pd, secondo i suoi sostenitori, Marchionini alla riunione ha “riconosciuto l'errore di aver reso pubblico un suo disagio, in quanto è giusto e necessario confrontarsi sulle difficoltà che emergono negli organismi politici ed istituzionali preposti, ma è preferibile un chiarimento all'interno del gruppo di maggioranza”. Nonostante ciò, prosegue la nota, amministrazione, sindaco e giunta hanno lavorato bene su diversi temi, riscontrando “sicuro gradimento” fra i “più diversi ceti sociali” e che “secondo noi devono vedere un Pd più impegnato a sostenerle anche pubblicamente”.
In merito al punto del documento che richiede “un'autonomia del partito nei confronti dell'amministrazione”, i fedeli a Marchionini dicono di aver chiesto che la frase venisse tolta perché si tratta a loro parere di “una posizione sbagliata che segnala per noi una visione divisiva e non unificante del rapporto tra Partito e Amministrazione e che, crediamo, non sia capita dai cittadini”. Infine, Verbania Protagonista chiede di “ripartire”, per recuperare “solidarietà” e rafforzare il concetto di “squadra” tra tutti.

Primo (storico) consiglio comunale ieri sera a Borgomezzavalle

Storica la seduta ( ieri sera ) per il consiglio comunale di Borgomezzavalle. Era la prima assemblea del neonato Comune. Il primo giuramento per il sindaco Alberto Preioni. Nell’aria c’era emozione. Il 21 giugno 2016 è destinato a rimanere negli annali della storia amministrativa del piccolo paese della Valle Antrona. Borgomezzavalle nato lo scorso gennaio dalla fusione di Seppiana e Viganella, ha riunito per la prima volta la sua assemblea municipale. E’ stato il segno più tangibile della scommessa avviata due anni fa dagli ex sindaci dei due centri : Preioni e Colombo. “Il nostro percorso vuole essere un esempio per altre realtà – ha detto Preioni -. Altri Comuni, della Valle Cannobina ma anche delle Quarne, hanno voluto incontrarci per conoscere meglio il percorso che si deve intraprendere per arrivare alla fusione “. Borgomezzavalle quest’anno avrà maggiori entrate rispetto a Seppiana e Viganella per 500mila Euro. “ A livello di opere pubbliche abbiamo già idee chiare su come impiegare questi fondi – ha detto Preioni -. Quello che mi preoccupa è cosa possiamo fare con queste maggiori entrate per frenare l’emorragia demografica in atto. Dobbiamo studiare come tagliare effettivamente le tasse e rendere così conveniente vivere in montagna. Lo spopolamento è forse il nemico più grande per noi “. Il neo sindaco ha poi promesso che si occuperà a tempo pieno del Comune. “Dovrò dare l’esempio. Sarò qui con voi sempre “ ha aggiunto il primo cittadino di Borgomezzavalle.       Preioni ha avuto parole di apertura nei confronti dell’opposizione. “ I nostri programmi per molte parti si eguagliano. Spero in questi cinque anni ci possa essere convergenza di vedute su molte questioni. Bisogna lavorare per il bene del paese. Siamo qui per questo. Se non trovassimo unanimità sui temi più importanti per il Comune, avremmo fallito il nostro mandato “. In giunta con Preioni ci sono anche lo storico e vulcanico ex primo cittadino di Viganella, Piefranco Midali. Sarà vice sindaco con delega ai bandi, agricoltura e storia locale . All'assessore Gianni Gilardini vanno invece i lavori pubblici e la scuola. Nei prossimi giorni il sindaco deciderà le deleghe da assegnare ai vari consiglieri.

Domo. Giovedì si riunisce il direttivo del Pd. Miceli dimissionario

E' convocato per giovedì sera il direttivo del Partito Democratico di Domodossola. All'ordine del giorno le dimissioni della segreteria dopo la sconfitta alle elezioni che hanno visto il sindaco uscente, Mariano Cattrini, battuto da Lucio Pizzi, candidato della coalizione di centrodestra.

Esponenti della segreteria Pd avevano già dato le dimissioni domenica notte, pochi istanti dopo i risultati del voto. Ora il segretario cittadino, Claudio Miceli, conferma che il direttivo si riunirà giovedì sera. ''La minoranza Pd sta premendo perché noi ci si dimetta – dice Miceli -, ma vorrei ricordare loro che giovedì presenterò le dimissioni solo perché avevo assunto il mandato di guidare la segreteria con il preciso impegno di fare il traghettatore sino alla fine delle elezioni, il mio compito era di portare il Pd al voto e basta''.

In casa Pd quindi è tempo di ''lunghi coltelli'', con la minoranza interna che non fa attacchi pubblici, ma all'interno del partito preme per cambiare la segreteria  e il direttivo. Un attacco che da parte della maggioranza viene respinto su tutti i fronti. ''Rimarranno delusi, le loro richieste saranno rispedite al mittente'' dice un esponente del Pd che era in consiglio comunale. Non ancora chiare le intenzioni di Mariano Cattrini, che alcuni dicono potrebbe lasciare il posto in consiglio ed altri invece che per ora rimarrebbe al suo posto ancora per un po'.

Omegna, Elezioni 2017. Pd verso le Primarie

Manca meno di un anno alle elezioni amministrative di Omegna. E, in maniera ufficiosa e sottotraccia sono cominciate le grandi manovre nel centrosinistra e nel centrodestra. La certezza è rappresentata dal fatto che il sindaco Aide Mellano non correrà per un secondo mandato. E così in seno al Partito Democratico si ragiona sulle primarie, teoricamente in programma in autunno, tra ottobre e novembre. Sicura la partecipazione come candidato di Alessandro Rondinelli, attuale segretario dei democratici, che non lo nasconde. “ Confermo- così Rondinelli- che intendo presentarmi per essere il candidato del Pd alle primarie. Intendo mettere la mia esperienza al servizio della città e voglio giocare a carte scoperte” A sfidarlo per la candidation democratica potrebbe essere l'attuale assessore allo sport ed alla cultura Alessandro Buzio. Da parte sua però nessuna conferma. “ E' una valutazione- spiega- che ancora devo fare, insieme al partito. Onestamente non ci ho ancora pensato” Ma in ambienti vicini al centrosinistra si da per certa la sua partecipazione alle primarie, magari con l'appoggio della Sinistra cittadina. Più defilato, ma possibile terzo incomodo, Maurizio Frisone. In tanti erano sicuri della sua discesa in campo, come espressione della lista Noi Ci Siamo per Omegna, ma proprio Frisone frena. “ In questo momento- confida- è più un no che un sì. Ma certo faremo degli incontri come gruppo e sceglieremo insieme il percorso più giusto da fare” Attenzione anche al centrodestra, perché per la prima volta anche qui potrebbero esserci le primarie. A caldeggiare questa opzione è Luigi Songa di Fratelli d'Italia. “ Mi sembra giusto che anche gli elettori del centrodestra possano scegliere il candidato migliore: la mia proposta agli alleati è che si facciano, senza se e senza ma- conclude Songa".

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