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Mar20082019

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Regione definisce avvio anno formativo 2015/2016 e approva azioni contro la disoccupazione

Definire l’avvio dell’anno formativo 2015/2016 e promuovere una serie di interventi formativi finalizzati alla lotta contro la disoccupazione. Su proposta dell’assessore a Istruzione, Lavoro e Formazione professionale, Gianna Pentenero, la Giunta ha approvato questa mattina la delibera che definisce le modalità necessarie per garantire l’avvio, senza ritardi, delle attività di formazione per l’anno 2015/2016. L’atto chiarisce inoltre le azioni destinate a favorire l’inserimento lavorativo e occupazionale dei disoccupati di lunga durata e dei soggetti con maggiore difficoltà di inserimento lavorativo, il sostegno alle persone a rischio di disoccupazione, l’aumento dell’occupazione giovanile, l’incremento dell'occupabilità e della partecipazione al mercato del lavoro delle persone maggiormente vulnerabili. Entro la settimana sarà pubblicato un duplice bando, uno a cura della Città metropolitana di Torino (per il proprio territorio di riferimento) e uno a cura della Regione Piemonte (per la restante parte del territorio) per permettere alle agenzie formative accreditate la presentazione dei corsi, secondo gli atti di indirizzo definiti dalla delibera. Le azioni, conformi agli obiettivi fissati dalla Commissione europea, saranno finanziate con 42 milioni di euro del Por Fse 2014-2020 suddivisi in due anni: 29,7 milioni per il 2015, 12,3 milioni per il 2016. La logica degli interventi – precisa l’assessore Penteneroè mossa dalla necessità di ricondurre la formazione professionale agli effettivi fabbisogni delle persone e delle imprese della nostra regione. Obiettivo è raggiungere maggior qualità e impatto occupazionale dell’offerta formativa pubblica attraverso l’integrazione delle diverse  politiche e il riconoscimento dei risultati ottenuti in termini di sostegno all’occupazione e occupabilità delle persone”. Le azioni, destinate all’intera popolazione per quanto attiene la formazione permanente, ai giovani e agli adulti disoccupati e a soggetti in condizioni di svantaggio, riguarderanno
Corsi post qualifica, post diploma, post laurea per disoccupati giovani e adulti
Corsi di qualifica per disoccupati con licenza di scuola secondaria di I grado
L.A.R - Laboratori di accompagnamento e recupero, finalizzati ad allievi stranieri con esigenze di rinforzo delle competenze linguistiche e di cittadinanza
Corsi per giovani a rischio (giovani non occupati tra i 18 e i 29 anni che hanno abbandonato gli studi senza aver conseguito né una qualifica professionale né il titolo di scuola secondaria di II grado e che sono seguiti da servizi sociali )
Corsi per detenuti
Corsi per disabili
Corsi per immigrati stranieri disoccupati
Corsi inerenti a servizi socioassistenziali
Corsi mirati a una qualifica, specializzazione, abilitazione e patente di mestiere
Progetto Siia – Sperimentazione integrata istruzione adulti

Accordo sindacati- Regione sugli autoferrotranvieri

È stato sottoscritto tra assessorato regionale ai Trasporti, Cgil Cisl Uil regionali e Filt-Cgil Fit-Cisl Uiltrasporti Piemonte un importante accordo sulle clausole sociali occupazionali per il Trasporto Pubblico Locale, settore autoferrotranvieri.

L’intesa - che riguarda oltre 8mila dipendenti delle 112 aziende del settore - stabilisce che in caso di subentro totale o parziale di nuova impresa nell'attività oggetto dI gara, tutto il personale in forza all'impresa affidataria transita con passaggio diretto e senza soluzione di continuità alle dipendenze dell'impresa aggiudicataria.

Il personale trasferito mantiene il diritto alla continuità del rapporto di lavoro e all'applicazione del CCNL di provenienza e dei relativi accordi aziendali derivanti dalla contrattazione di secondo livello, nonché le tutele in godimento e i diritti individuali acquisiti alla data del trasferimento.

Viene istituito un tavolo regionale permanentesul Trasporto pubblico locale con il compito di avviare un confronto tra regione e sindacati sui processi di rinnovamento del sistema del trasporto pubblico locale e sui progetti riorganizzativi ed occupazionali.

 

Tenendo conto del vigente quadro normativo, delle difficoltà economiche e finanziarie che coinvolgono il settore, della diminuzione delle risorse derivanti dai trasferimenti statali – dichiarano le segreterie regionali di Cgil Cisl Uil e Filt-Cgil Fit-Cisl Uiltrasporti – condividere con la Regione Piemonte apposite clausole sociali sulle condizioni lavorative, rappresenta un grande risultato di tutele per tutti i lavoratori del settore. Le risorse derivanti dai processi di perfezionamento/rinnovamento dei servizi saranno  messe a disposizione del sistema di Trasporto pubblico locale come corrispettivo di ulteriori servizi finalizzati al miglioramento della qualità percepita, della sicurezza degli utenti e del personale viaggiante. Si tratta di un accordo che garantirà tutele e dignità a tutti gli autoferrotranvieri della regione”.

Saitta: “Programmati fabbisogni prestazioni ospedaliere sanità privata accreditata per prossimo triennio”

“Abbiamo programmato con un lavoro lungo e meticoloso i fabbisogni di prestazioni ospedaliere che la Regione Piemonte pagherà alle strutture sanitarie accreditate private per il prossimo triennio: un quadro che si completa a partire dal Patto della Salute e dal Regolamento attuativo nazionale e tenendo conto sia della delibera sul riordino della rete ospedaliera sia di quella sulla rete di assistenza territoriale”. L’assessore alla sanità della Regione Piemonte, Antonio Saitta, è soddisfatto: “ Si chiude con questo atto il primo intenso anno di lavoro per rimettere in ordine la sanità del Piemonte sia dal punto di vista della programmazione dell’offerta, sia dal punto di vista del controllo dei conti; oggi infatti abbiamo anche approvato la prima metà dei bilanci di previsione 2014 delle aziende sanitarie ospedaliere e la gestione sanitaria accentrata del 2013, tutti atti che portiamo a Roma all’esame del tavolo ex Massicci, come promesso”. “Siamo partiti dal budget 2014 di fabbisogni ospedalieri che fornivano i privati, pari a 570 milioni di euro, ed abbiamo operato una contrazione, ma senza mai applicare tagli lineari. Ringrazio tutti gli operatori privati che hanno firmato, il 90% del totale, con i quali senza pregiudizi intendiamo costruire un percorso di collaborazione nell’interesse dei pazienti e di tutti i lavoratori del settore, entrando nel merito preciso delle nostre necessità, non dell’interesse per quanto legittimo degli imprenditori”. Saitta ha ricordato come il confronto sia partito con le associazioni di categoria e sia poi stato condotto dal direttore della sanità regionale Fulvio Moirano su tavoli separati: “Ci sono ora 60 giorni in cui si formalizzano i dettagli e gli atti, chi non ha firmato oggi si trova il budget previsto da noi, senza margine di trattativa. Poi cominceranno le procedure per il disaccreditamento di chi non accetta.” “Abbiamo recuperato circa 40 milioni di euro, 20 dei quali li abbiamo già destinati a prestazioni di letti di continuità assistenziale ed assistenza domiciliare, la vera grande esigenza che abbiamo registrato”. Saitta conclude ricordando che questa programmazione dell’offerta di sanità privata accreditata ha consentito di chiudere anche numerosi ricorsi pendenti.

Istituto di Candiolo, Saitta: "Grandi risultati in pochi anni. Ora si avvia una nuova fase"

"In meno di dieci anni, la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo ha prodotto grandissimi risultati: oggi la Fondazione, che si costituì con la legge regionale 7/2008 (relatore Nino Boeti) rappresenta un'eccellenza della sanità piemontese, ha raggiunto l'obiettivo di trasformarsi in IRCCS (Istituto di ricerca e cura a carattere scientifico): credo sia venuto il momento di avviare una nuova fase". Lo ha detto l'Assessore alla sanità della Regione, Antonio Saitta, intervenendo questa mattina a Candiolo alla presentazione del bilancio sociale dell'Istituto, alla presenza tra gli altri della Presidente della Fondazione, donna Allegra Agnelli. "La Regione è disponibile a sciogliere la Fondazione “pro IRCCS” che dal 2008 ci vede presenti con il 50% delle quote e a disegnare una nuova fase in cui Candiolo opera come presidio all'interno della rete degli ospedali piemontesi. Per ora - ha aggiunto l'assessore - si tratta solo di un’intenzione che occorre approfondire nei suoi risvolti giuridici, gestionali, patrimoniali. Di certo la nuova fase vedrà la Regione impegnata a rispettare gli impegni assunti all’atto della creazione della Fondazione e, in particolare la piena integrazione del presidio nella rete ospedaliera del Piemonte ed il potenziamento delle relazioni e della collaborazione con le nostre reti cliniche, in particolare con la rete oncologica". "La scelta del 2008 era stata opportuna per una serie di motivi: Candiolo era un presidio del Mauriziano e bisognava gestire il trasferimento della gestione e del personale, la Regione Piemonte inoltre doveva garantire lo sviluppo e l’integrazione del presidio nella rete degli ospedali regionali ai fini del suo riconoscimento a IRCCS. Oggi -commenta Saitta -la funzioni di regolazione del sistema sanitario regionale, in cui la Regione svolge compiti di programmazione e di controllo diretto su tutti i presidi (e su tutti i soggetti erogatori pubblici e privati) rendono poco opportuno il mantenimento di un ruolo di “comproprietario” di uno dei più importanti ospedali oncologici italiani" Saitta ha espresso soddisfazione per l’elevato numero di contribuenti- 235mila- che hanno destinato all’Istituto di Candiolo il 5 per mille dei loro redditi.

Presentata la Relazione sullo Stato dell'Ambiente in Piemonte

È stata presentata questa mattina a Torino, in una conferenza congiunta di Regione Piemonte e Arpa, la Relazione sullo Stato dell'Ambiente in Piemonte 2015.
Ha introdotto i lavori l'Assessore all'Ambiente del Piemonte Alberto Valmaggia: "Fornire una fotografia, quanto più precisa possibile, delle condizioni in cui versa l’ambiente della nostra regione è l’obiettivo della Relazione sullo Stato dell’Ambiente in Piemonte. Un’attenta analisi di un patrimonio inestimabile la cui cura è fondamentale, sia per noi che per le future generazioni.
Per il secondo anno di seguito abbiamo anche deciso di puntare sulla divulgazione dei temi ambientali tramite il web nel quale, con il supporto di un’accattivante infografica, ben trovano compiuta e immediata rappresentazione i complessi legami e interazioni tra i diversi fattori ed elementi che influenzano le matrici ambientali, per rendere partecipi del nostro lavoro anche i cittadini che, in numero sempre maggiore, adoperano i social media per informarsi. Il sito condiviso con l’Arpa dedicato proprio allo Stato dell’Ambiente, nato lo scorso anno e di facile lettura per tutti, insieme alla pubblicazione della consultazione pubblica on-line sulla qualità dell’aria vanno proprio in questa direzione".
La divulgazione dei dati è stata anche al centro della presentazione del Direttore Generale di Arpa Piemonte Angelo Robotto: "Arpa raccoglie, elabora e con trasparenza mette a disposizione del cittadino informazioni e dati in modo che tutti ne possano usufruire in maniera diretta e semplice: è questo uno degli obiettivi della nostra Agenzia Il sito internet istituzionale, il Geoportale e le App permettono sempre più a tutti di essere informati – e quindi più consapevoli – dell’ambiente che ci circonda e di cui facciamo parte, con dati che per alcune matrici sono forniti ormai quasi in tempo reale. Informazioni su acque di balneazione, ozono, pm10, terremoti, pericoli valanghe, temperature previste, esposizione personale al cellulare sono attualmente disponibili per gli utilizzatori di telefoni mobili con sistema operativo Android".

L’impiantistica sportiva in Piemonte

“L’impiantistica sportiva al servizio del cittadino. Il dato come strumento di conoscenza e di gestione” è stato l’argomento del convegno organizzato dalla Regione Piemonte e svoltosi a Torino nel Centro Incontri dell’ente. I dati presentati hanno evidenziato come il Piemonte vanti numeri competitivi rispetto alle altre regioni: il 54% degli atleti italiani risiede nel Nord Italia, sono 332.008 gli atleti tesserati in Piemonte, 4.604 le Società sportive, 64.136 gli operatori sportivi. Su 1206 Comuni del Piemonte, il 91% possiede impianti sportivi. Tra i primi cinque sport per numero di atleti figurano: il calcio, il tennis, la pallacanestro, la pallavolo e la pesca sportiva e le attività subacquee. Leggermente diversa la classifica stilata in base al numero di società: al primo posto le bocce, il calcio, judo-lotta-karate, tennis, pesca sportiva e le attività subacquee. Solo nell’area metropolitana la nostra regione vanta 1606 impianti sportivi, 3472 spazi dedicati e ben 4317 discipline praticate. Definizione di linee guida per supportare i Comuni nell’ambito delle concessioni e della gestione degli impianti sportivi; supervisione di strumenti urbanistici con standard minimi di superficie per abitante da destinare a spazi sportivi; promozione di iniziative che siano volàno di sviluppo economico nel campo dell’efficienza energetica; attivazione di politiche economico-finanziarie con fondi rotativi e fondi di garanzia per favorire sostenibilità e investimenti per il potenziamento e la qualificazione degli impianti e delle attrezzature sportive. Questi in sintesi alcuni dei temi affrontati nella giornata e sviluppati in particolare da Giovanni Maria Ferraris, assessore regionale allo Sport. Durante l’incontro, cui hanno partecipato molti amministratori di enti locali e del mondo sportivo, sono state presentate inoltre analisi relative alle possibilità di finanziamento in ambito sportivo grazie alla relazione di Giovanni Rotolo, responsabile commerciale dell’Istituto per il Credito Sportivo; ampio spazio è stato inoltre dedicato anche all’analisi economico-finanziaria relativa all’impiantistica, grazie alla relazione del professor Valter Cantino dell’Università degli Studi di Torino ed al tema dell’efficientamento energetico degli impianti sportivi pubblici e sulle possibilità di una loro gestione sostenibile. “E’ stata l’occasione per fare il punto della situazione, dopo anni, sui dati aggiornati e sul come utilizzarli in modo multidisciplinare attraverso il web sul nostro sito regionale, dati che possono servire a chi intende vivere lo sport o investire su di esso, anche in ambito turistico” - ha commentato l’assessore regionale allo Sport, Giovanni Maria Ferraris - “Inoltre, intendiamo dotarci di modalità finanziarie per investimenti sugli impianti utilizzando crediti bancari agevolati o fondi rotativi e introducendo il servizio dei fondi di garanzia in quanto gli enti locali non riescono più a sopperirvi, e nel contempo di criteri che permettano di adottare nuove regole per la concessione e la gestione degli impianti, trasformando gli sprechi in risorse”. Il censimento degli impianti del Piemonte, realizzato grazie alla collaborazione Regione Piemonte – Coni, sarà a breve consultabile sul sito della Regione Piemonte, grazie ad un applicativo, che consentirà al cittadino che lo consulterà, di trovare le informazioni su quali impianti esistono in Piemonte, la loro ubicazione ed ogni altra utile informazione per il loro utilizzo. Una fruizione non solo per i praticanti sportivi, ma anche per gli addetti ai lavori, che finalmente potranno usufruire di una mole di dati organica e sistemica. Al convegno sono intervenuti, tra gli altri, Gianfranco Porqueddu, presidente del comitato piemontese del Coni e Stefano Gallo, assessore allo Sport del Comune di Torino.

Regione : insediato il nuovo Difensore civico

Il 1° luglio si è insediato il nuovo Difensore civico della Regione, l’avvocato Augusto Fierro, che ha preso possesso dell’ufficio, nella sede di via San Francesco n. 35 a Torino, con il passaggio di consegne da parte dell’avvocato Antonio Caputo, che ha retto l’incarico per sei anni, nell’interesse della comunità dei cittadini, enti e associazioni.

Nel corso dell’incontro di lavoro con i funzionari dell’ufficio si auspicato il rafforzamento della funzione, terza, autonoma e indipendente, a garanzia dei principi di “buona amministrazione” e trasparenza.

L’ufficio del Difensore civico, organismo tipico di uno stato moderno, si propone un’attività di mediazione con le pubbliche amministrazioni e con i soggetti che esercitano un pubblica funzione o di interesse pubblico, a vantaggio dei cittadini e utenti.

Il Difensore civico interviene con sollecitudine nel chiedere conto all’amministrazione del suo operato con riferimento al reclamo presentato dal cittadino, contribuendo a migliorare la relazione con le istituzioni.

Il suo compito, infatti, è quello di tutelare il cittadino in riferimento a carenze, disfunzioni, abusi o ritardi di pubblici uffici o gestori di servizio.

Il Difensore civico è nominato dal Consiglio regionale ogni tre anni e può essere riconfermato per una sola volta.

Approvato il programma regionale di sostegno per gli interventi di efficienza energetica delle imprese piemontesi

Il primo step sull’utilizzo della nuova programmazione dei fondi europei è stato deliberato  dalla Giunta regionale del Piemonte, su proposta dell’ assessore alle Attività produttive, Giuseppina De Santis. Approvato infatti il programma di sostegno finanziario a favore dell’efficienza energetica nei cicli e nelle strutture produttive, per interventi che saranno realizzati dalle imprese del territorio.
Il fabbisogno finanziario necessario per la realizzazione del programma regionale è di circa 53,8 milioni di euro, la maggior parte dei quali (51 milioni) previsti da risorse regionali a valere su fondi Por Fesr della nuova programmazione e la restante parte (2,3 milioni) costituita da fondi del Ministero dello Sviluppo economico destinati al finanziamento a fondo perduto di diagnosi energetiche.
« La politica energetica regionale - commenta l 'assessore De Santis - intende promuovere un sistema produttivo sostenibile ed efficiente nell’uso delle risorse, nonché competitivo e concorrenziale sul mercato interno ed europeo. I settori industriale e terziario, in virtù dell’impatto che essi assumono  nel  bilancio  energetico regionale, giocano un ruolo decisivo per il conseguimento degli obiettivi comunitari».
Per la realizzazione degli interventi la Regione metterà a disposizione un finanziamento a tasso agevolato, costituito per l’80% da fondi regionali a tasso zero e per il restante 20% da fondi bancari a tasso convenzionato, fino a coprire il 100% delle spese sostenute per la realizzazione di almeno due interventi tra quelli consigliati.  
Esempi di interventi finanziabili sono l'installazione di impianti di cogenerazione ad elevato rendimento, progetti finalizzati all’aumento dell’efficienza energetica nei processi produttivi o negli edifici, l'installazione di nuove linee di produzione ad alta efficienza, l'installazione di impianti a fonti rinnovabili.
Il bando verrà pubblicato subito dopo l’estate, a seguito della stipula della convenzione con il Ministero dello Sviluppo economico che sarà perfezionata entro 60 giorni.

Sanità, Saitta: "Con delibera rete assistenza territoriale, completato il primo anno di programmazione"

“Un atto di programmazione che procederà di pari passo con la revisione della rete ospedaliera, a partire dal 2016, un tassello indispensabile a garantire l’offerta sanitaria adatta ai nuovi bisogni di salute della popolazione del Piemonte”: l’assessore alla sanità della Regione Piemonte, Antonio Saitta, definisce così la delibera sulla rete di assistenza territoriale approvata oggi dalla Giunta regionale “a completamento del primo anno di faticoso lavoro per riorganizzare una sanità cresciuta senza indirizzi e senza controlli. Porterò al prossimo tavolo ministeriale anche questa delibera alla quale ho lavorato con un gruppo istituito nel novembre scorso, ma con il contributo diretto di tanti soggetti, dalle istituzioni locali agli Ordini e categorie professionali, dai semplici cittadini alle associazioni: ho ricevuto centinaia di contributi indicazioni, proposte, molte le ho raccolte direttamente nei territori in decine e decine di incontri”. L’obiettivo è quello di strutturare reti territoriali connesse con le reti ospedaliere per rispondere ai nuovi bisogni di salute di una popolazione che invecchia, “ma soprattutto - dice Saitta - riportare nella sanità una vera civiltà assistenziale, che eviti inutili e dispendiosi passaggi del paziente tra i vari soggetti erogatori del sistema sanitario, restituendogli la sensazione di attenzione e di presenza da parte della sanità pubblica.” Il Piemonte, dove vivono il 7 % degli italiani, è una delle regioni più vecchie: nel 2011 gli over 65 erano 1.023.195 e l’indice di invecchiamento (che rapporta gli ultrasessantacinquenni al totale della popolazione) era del 23.4 % mentre alla stessa data, in Italia gli over 65 anni erano 12.301.537 pari al 20.3 % del totale della popolazione. Una popolazione che invecchia in condizioni di salute migliori, perché negli ultimi decenni è profondamente mutato lo scenario epidemiologico caratterizzato da un aumento della prevalenza di patologie croniche, di cui in Italia (dati Istat 2011) soffre almeno il 38.6% della popolazione. “La cura dei pazienti cronici richiede non tanto un aumento di risorse, quanto piuttosto un’inversione di tendenza culturale – aggiunge Saitta – perché i pazienti cronici necessitano di risposte integrate e multidisciplinari. Le strutture ospedaliere restano la sede più adatta per la diagnosi e la cura degli episodi acuti, ma le altre prestazioni (visite ed esami specialistici, consumo di farmaci, riabilitazione) hanno sul territorio il luogo più appropriato di erogazione, spesso anche al domicilio stesso dei pazienti: per la diffusione di patologie croniche a rilevante impatto sociale, vogliamo conciliare esigenze di equità e di solidarietà con il quadro delle risorse disponibili”. L’assistenza socio sanitaria territoriale rappresenta uno dei tre macro livelli di assistenza in cui si vuole declinare l’offerta del servizio sanitario in Piemonte - insieme alla prevenzione e all’assistenza ospedaliera - attraverso assistenza primaria (medicina generale, pediatria di libera scelta e continuità assistenziale); assistenza specialistica territoriale; attività erogate dalle strutture distrettuali delle Asl (assistenza domiciliare e residenziale socio-sanitaria ad anziani non autosufficienti, disabili, minori, salute mentale). La delibera individua tra le linee di azione, la valorizzazione del ruolo dei Distretto come articolazione operativa fondamentale delle ASL per il governo della rete territoriale, ma anche il ruolo del sistema dell’assistenza primaria, compresa la continuità assistenziale, primo livello clinico di contatto dei cittadini con il sistema sanitario regionale; poi il coordinamento tra medici di famiglia e pediatri di libera scelta, strutture operative a gestione diretta, servizi specialistici ambulatoriali e strutture ospedaliere ed extra-ospedaliere accreditate; l’erogazione delle prestazioni afferenti all’area socio-sanitaria ad elevata integrazione sanitaria. Il piano di assistenza territoriale (PAT) dovrà essere adottato da ogni singola Azienda sanitaria entro il 31 dicembre 2015 (lo schema tipo sarà approvato dalla Giunta regionale entro il 30 settembre prossimo) e verrà aggiornato annualmente con la programmazione pluriennale di bilancio delle singole Asl. Per l’assistenza primaria, la definizione della piattaforma relativa ai nuovi accordi integrativi regionali per i professionisti convenzionati sarà approvata appena siglato a Roma l’adeguamento degli accordi collettivi nazionali. Si ribadisce il ruolo dei Sindaci nella programmazione territoriale distrettuale, per il parere sulle attività dei Distretti, l’approvazione dei Profili e piani di salute e per la diffusione dell’informazione sui settori socio-sanitari e socio-assistenziali

Regione: pronte a partire 20 Unioni Montane 

Approvato in Giunta regionale il provvedimento che conferisce, a partire dal 1° luglio, a 13 unioni montane piemontesi su un totale di 41, le funzioni amministrative già individuate con delibera regionale lo scorso 23 giugno.

Altre 7 unioni, anch’esse pronte a partire, i cui territori non corrispondono all’ambito territoriale delle comunità montane esistenti al 31 dicembre 2007, potranno invece esercitare le stesse funzioni a seguito di specifiche convenzioni con altre unioni montane appartenenti al medesimo ambito territoriale.

L’iniziativa di Giunta fa seguito all’attestazione da parte delle 20 unioni oggetto del provvedimento di essere in grado di avviare l’esercizio delle funzioni amministrative loro conferite.

Per quanto concerne i restanti 21 nuovi enti sovracomunali che stanno perfezionando l’iter amministrativo, le funzioni vengono mantenute transitoriamente in capo alle rispettive comunità montane unitamente alle pratiche in agricoltura afferenti alla programmazione 2007-2013,

È stato compiuto un altro importante passo verso la completa operatività delle nuove unioni montane – ha commentato l’assessore allo Sviluppo della montagna AlbertoValmaggia –  Il mio auspicio è che le restanti 21 unioni montane possano entro breve attestare la loro operatività e dar così pieno corso al superamento definitivo delle comunità montane”.

Di seguito viene riportato l’elenco delle 13 Unioni montane operative sin dal 1° luglio e delle 7 la cui operatività partirà a seguito della stipula di apposite convenzioni con il rispettivo ambito territoriale afferente alle vecchie Comunità Montane.

Unioni montane operative dal 1° luglio:

a)      Unione montana dal Tobbio al Colma

b)      Unione montana Langa Astigiana Val Bormida

c)      Unione montana Valle Maira

d)      Unione montana Comuni del Monviso

e)      Unione montana Valle Varaita

f)        Unione montana Valli Monregalesi

g)      Unione montana Alta Langa

h)      Unione montana Valchiusella

i)        Unione montana Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone

j)        Unione montana Alta Valle Susa

k)      Unione montana Alta Ossola

l)        Unione montana Valli dell'Ossola

m)    Unione montana Lago Maggiore

 

Innovazione e competitività: formazione continua leva di sviluppo

Mercoledì 1 luglio, ore 15, presso l’Istituto Superiore Sistemi Territoriali per l’Innovazione del Politecnico di Torino, workshop di S.P.IN (Sentieri e competenze per l’innovazione) su innovazione e competitività

Innovazione Apprendimento Lavoro Piemonte, capofila della Partnership che sta realizzando il Piano Settoriale “S.P.IN. Sentieri e Competenze per l’Innovazione“ (Avviso 4 2014 di Fondimpresa), rivolto in modo particolare ad aziende del settore metalmeccanico e dell’automotive, organizza a Torino un workshop rivolto a stakeholders, soggetti Istituzionali,~rappresentanti del mondo Imprenditoriale e del lavoro, per discutere di Innovazione e Competitività, e di come la Formazione Continua possa e debba rappresentare una leva di fondamentale importanza per favorire e generare processi virtuosi di sviluppo.

L’incontro si terrà~Mercoledi’ 1 Luglio~alle ore 15 presso~S.I.T.I. – Istituto Superiore Sistemi Territoriali per l’Innovazione del Politecnico di Torino – in corso Castelfidardo, 30/A.

Interverranno nella discussione, tra gli altri,~Amarildo Arzuffi~(Direttore Area Formazione Fondimpresa Nazionale);~Marcello Maggio~(Vice Presidente Organismo Bilaterale Regionale); Anna Trovò~(Referente Cisl Nazionale Bilateralità e Fondi Interprofessionali);~GrazianoTrerè (Amministratore Unico Ial Nazionale);~Gianni Colombo~(Direttore Istituto Superiore Mario Boella); Annalisa Magone~(Presidente associazione “Torino Nord Ovest”); i Professori~Marco Masoero~e Stefano Mauro~(Politecnico di Torino) e numerose aziende del territorio.

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