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Dom26012020

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È operativo il Comitato regionale per i diritti umani

Si è insediato a Palazzo Lascaris il nuovo Comitato regionale per i diritti umani, grazie al quale il Consiglio intende consolidare e ampliare il proprio impegno in tale ambito.
Dopo la proposta dell’Udp approvata dall’Aula, il nuovo organismo è diventato pertanto operativo. È coordinato dal presidente dell’Assemblea regionale Mauro Laus, che si avvarrà dell’opera dei due vice: Enrica Baricco, consigliera regionale in carica, e Giampiero Leo, cessato dal mandato.
Il Comitato sarà un organismo di consultazione e partecipazione per promuovere la tutela dei diritti umani ad ampio raggio, con particolare riferimento all’autodeterminazione dei popoli, e assorbirà, traendone ispirazione e allargandola, l’esperienza dell’Associazione per il Tibet.
Il Comitato è composto da due consiglieri regionali (oltre alla Baricco ne fa parte anche Gianna Gancia), da due ex (insieme a Leo anche Eleonora Artesio), da dieci esperti in materia di diritti umani (Younis Tawfik. Maria Grazia Breda, Davide Tuniz, Alessandro Battaglia, Luciano Scagliotti, Silvja Manzi, Domenico Trocino, Massimo Introvigne, Roberto Collura e Michele Rosboch) e da due componenti dell’Udp (Daniela Ruffino e Gabriele Molinari).
 “Questo Comitato rappresenta il primo segno della forte connotazione educativa, di testimonianza, di conoscenza e di denuncia che intendiamo imprimere all’attività culturale del Consiglio regionale”, ha dichiarato il presidente Laus.
La scuola e le istituzioni come la nostra, che con la scuola è costantemente a contatto, debbono porsi l’obiettivo ostinato, pur se ambizioso, di rimuovere dalla mente delle giovani generazioni ogni possibile convinzione che sia giustificato discriminare e sopraffare l’ ‘altro’, sia esso diverso per sesso, colore della pelle, convinzioni politiche, religiose o di qualsiasi altra natura - ha aggiunto il presidente Laus.  In questo modo vogliamo tradurre in iniziative concrete il richiamo contenuto nel preambolo dello Statuto della Regione Piemonte, che individua la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo quale fonte primaria di ispirazione. Il riconoscimento universale e il rispetto della dignità di tutti gli esseri umani e dei loro diritti inalienabili rappresentano un traguardo importante per una società democratica nei fatti e non solo nelle parole ed è seguendo questo orientamento che intendiamo promuovere l’attività del Comitato in ogni ambito del vivere sociale”.
Il Comitato potrà formulare proposte al Consiglio relative al rispetto e alla tutela dei diritti umani e collaborare con le associazioni e organizzazioni non governative nazionali e internazionali che si riconoscono nei principi di solidarietà internazionale e che si occupano della salvaguardia dei diritti umani.
Nel corso dell’incontro sono già state proposte diverse iniziative, che saranno oggetto di valutazione già nei prossimi giorni.

Piemonte: nel 2014 in calo le immatricolazioni di autobus

Nel 2014 in Piemonte le immatricolazioni di autobus sono calate del 29,1% rispetto al 2013. Sempre nel 2014 le immatricolazioni di autocarri pesanti (e cioè con peso totale a terra superiore a 3,5 tonnellate) in Piemonte sono calate del 4,1% rispetto al 2013. Tra le province piemontesi, le immatricolazioni di autobus sono calate solo a Torino (-54,8%), mentre le immatricolazioni di autocarri pesanti sono diminuite ad Asti (-21,7%), Biella (-29,2%), Torino (-16,2%) e Vercelli (-48,8%). Questi dati derivano da uno studio del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati Aci.

A livello nazionale nel 2014 le immatricolazioni di autocarri pesanti  sono state 5.518, con un calo di sole 27 unità (-0,5%) rispetto al 2013. Sempre nel 2014 le immatricolazioni di autobus sono state 2.792, con una crescita del 15,7% rispetto al 2013.

Il trend che emerge se si considerano i dati sulle immatricolazioni negli ultimi anni vede il comparto degli autobus in ripresa ed il comparto degli autocarri pesanti in fase di stabilizzazione. “Per quel che riguarda gli autocarri pesanti, in seguito al calo delle immatricolazioni degli anni scorsi – mette in evidenza Daniel Gainza, direttore commerciale di Continental CVT – il fatto che nel 2014 si sia registrato un livello di nuove immatricolazioni molto vicino a quello del 2013 è da considerarsi positivo. Il 2015  potrebbe quindi essere l’anno in cui avverrà l’inversione di tendenza e le immatricolazioni di autocarri pesanti torneranno a crescere. Ce ne sarebbe bisogno, perché il parco circolante in questi anni è molto invecchiato e i mezzi più vecchi hanno un livello di emissioni di sostanze nocive nettamente più alto rispetto ai mezzi più recenti. Anche dal punto di vista della sicurezza della circolazione uno svecchiamento del parco circolante avrebbe importanti effetti positivi, visto che i mezzi più recenti hanno dispositivi di sicurezza molto più aggiornati ed efficaci rispetto a quelli più vecchi”.

Continental – prosegue Gainza – riserva grande attenzione all’ottimizzazione dei costi di guida e di conseguenza all’efficienza delle aziende di trasporto: le soluzioni da noi offerte per rendere più economica ed ecologica la gestione di una flotta di mezzi di trasporto sono varie e non includono solo la fornitura di pneumatici, ma anche servizi a 360° per le aziende di trasporto. Tali servizi fanno parte del programma Conti360° Fleet Services, sono dedicati ad ogni tipo di veicolo e si giovano di soluzioni personalizzate, di una rete internazionale e di un network dedicato. Inoltre l’offerta di Continental si completa anche con un innovativo programma di ricostruzione, ContiLifeCycle, che può contribuire in maniera determinante a risparmiare risorse e ottimizzare i costi operativi totali delle flotte. Alle aziende di trasporto, anche a quelle che operano nei trasporti di persone, è dedicato ContiPressureCheck, il TPMS di Continental. Si tratta di un dispositivo di monitoraggio della pressione dei pneumatici che mette i pneumatici in comunicazione con il mondo circostante. ContiPressureCheck è un sistema di misurazione della pressione e della temperatura montato direttamente all’interno del pneumatico. Quando la pressione diminuisce, il pneumatico è soggetto ad uno sforzo di rotolamento maggiore determinato dal surriscaldamento. Tramite un sensore posto all’interno del pneumatico, collegato tramite una connessione wireless al ricevitore centrale, ContiPressureCheck elabora i dati, memorizza le segnalazioni e le invia in tempo reale al display posizionato nella cabina di guida. Tramite i sistemi di gestione telematica del veicolo, ContiPressureCheck permette quindi ai gestori della flotta di agire preventivamente per evitare possibili conseguenze negative, come fermi veicoli dovuti a scoppi di pneumatici. Anche il conducente può adottare immediatamente misure correttive per impedire danni al pneumatico. Ogni variazione è monitorata e segnalata sullo schermo, non soltanto per verificare che non vi siano perdite di pressione, ma soprattutto per assicurare che tutti i pneumatici abbiamo sempre la corretta ed uniforme massa d’aria. Ciò si traduce direttamente in risparmio di carburante, aumento della vita utile del pneumatico e, non per ultimo, maggior sicurezza”.

Regione: iniziato l’esame del Bilancio di previsione

Approvata la legge finanziaria giovedì scorso, il 5 maggio il Consiglio regionale ha iniziato l’esame del ddl n. 84 “Bilancio di previsione per l’anno finanziario 2015 e bilancio pluriennale per gli anni finanziari 2015-2017”, che era stato licenziato dalla I Commissione il 24 aprile.

Elvio Rostagno (Pd) ha svolto la relazione di maggioranza aggiungendo che “la Giunta potrà e dovrà mettere a punto dei programmi progressivi e che siano corrispondenti alle reali entrate. Solo così sarà possibile ridurre o annullare il disavanzo”.

Come si legge nella relazione, il bilancio di previsione per l'anno finanziario 2015 pareggia a 11,74 miliardi di euro in termini di competenza e 15,51 in termini di cassa. Il disavanzo finanziario presunto alla chiusura dell'esercizio finanziario 2014 risulta di 328 milioni di euro e viene riassorbito nel triennio 2015-2017 (19,3 milioni nell'anno 2015, 53,7 nel 2016 e 255,5 nel 2017). La stima del disavanzo sostanziale di amministrazione alla chiusura dell'esercizio finanziario 2013 è stimato in 663,2 milioni di euro e viene riassorbito nell'ambito del bilancio pluriennale 2015-2017.

Davide Bono (M5S) ha svolto una relazione per l’opposizione rilevando che questo è “il primo vero bilancio della Giunta Chiamparino, che ha scelto di aumentate le tasse e ridurre le spese senza che questo abbia portato beneficio, come per il personale dell’Ente oppure per le partecipate regionali. La Giunta ha scelto la pratica dilatoria del pagamento del debito. Si è pensato all’Expo ma si è tralasciata persino la lotta integrata a salvaguardia della agricoltura”.

Dopo le relazioni si è aperto il dibattito generale e, per il centro destra, sono intervenuti i consiglieri Claudia Porchietto, Diego Sozzani, Daniela Ruffino, Gian Luca Vignale (FI) e Maurizio Marrone (Fratelli d’Italia), che hanno lamentato che “le alienazioni immobiliari e la dismissione delle partecipate avrebbero potuto costituire un positivo aumento delle entrate” e che “nella sanità non vi è coerenza tra quanto annunciato e gli stanziamenti effettivi”. I rilievi negativi sono proseguiti anche in riferimento al “mancato sostegno alla logistica” e con la convinzione che “il rilancio non può essere affidato solo ai fondi strutturali europei. Vengono solo affrontate le emergenze, manca una strategia di politiche industriali e per lo sviluppo”. Sono anche state rilevate una sostanziale “linearità dei tagli, demagogia dei numeri e le promesse elettorali tradite”.

Sono anche intervenuti, per il gruppo M5S, i consiglieri Gianpaolo Andrissi, Stefania Batzella Giorgio Bertola, Mauro Campo, Francesca Freidiani,  Paolo Mighetti  e Federico Valetti, che hanno sostanzialmente appoggiato la relazione di Bono, e hanno posto l’accento “sulla incertezza degli importi”. È stato anche rilevato il “mancato adeguamento degli strumenti urbanistici, utili ai Comuni per prevenire il dissesto e la mancata tutela delle acque, unita alla scarsa attenzione al sociale e all’assistenza domiciliare”.

Andrea Appiano (Pd) ha appoggiato la relazione di maggioranza e la bontà della proposta di bilancio che non sarebbe “un libro dei sogni” ma un documento che individua le priorità, soprattutto “l’efficientamento della macchina regionale” e la necessità di far fronte ai debiti “anche quelli che erano fuori bilancio”.

A termine del dibattito generale è iniziato l’esame del testo, lasciando per ultimi gli articoli con gli allegati comprendenti le tabelle delle unità previsionali di base e i capitoli di bilancio.

Sono anche stati approvati sette emendamenti, tutti all’art. 15, sulla parte del documento relativa al bilancio pluriennale. La Giunta (due emendamenti) ha finanziato le risorse necessarie al Por Fesr e Fse 2014-2020 (quasi 40 milioni complessivi). Vi sarebbero anche altri interventi minori, chiesti dalla maggioranza (cinque emendamenti), come quelli a favore del Castello di Miasino, sottratto alla criminalità organizzata e affidato alla Regione; dell’Edisu, per permettere il cofinanziamento dei lavori per scongiurare l’inutilizzazione di residenze universitarie a Torino e a Novara; del Centro di documentazione della Benedicta; dei contributi ai prestiti delle cooperative agricole e delle società di mutuo soccorso.

Questi emendamenti hanno provocato le proteste delle opposizioni, che hanno sostenuto di aver limitato il raggio d’azione alla parte del documento che riguarda il bilancio di previsione 2015. Il gruppo M5S ha anche rilevato l’esiguità dei fondi di riserva, insufficienti per far fronte a eventuali eventi calamitosi che malauguratamente dovessero verificarsi.

Nel corso del dibattito il vicepresidente della Giunta regionale (con delega al Bilancio), Aldo Reschigna, ha affermato che la rinegoziazione dei mutui con la Cassa depositi e prestiti consentirà di azzerare le rate di ammortamento per l’anno 2015.

La seduta è stata chiusa alle ore 18 di ieri per consentire una riunione dei presidenti dei gruppi consiliari e proseguirà oggi.

Prosegue l’esame del disegno di legge Finanziaria 2015

Il Consiglio regionale, nella seduta del 28 aprile, ha iniziato l’esame dei documenti finanziari della Regione, Finanziaria (ddl 83) e Bilancio (ddl 84), licenziati dalla Commissione la scorsa settimana.

In particolare si sono svolte le illustrazioni dei relatori e il dibattito generale della Finanziaria, un provvedimento che, a fronte della difficile congiuntura, cerca di muovere delle risorse attraverso un piano di alienazioni immobiliari e lo sblocco dei fondi europei, oltre ad altre più limitate misure.

I cardini del provvedimento presentato dalla Giunta regionale e sostenuto in Aula dal vicepresidente, Aldo Reschigna, sono il Piano di alienazioni e valorizzazioni immobiliari e lo sblocco dei Fondi europei. La prima misura, portando dal patrimonio indisponibile regionale a quello disponibile diversi immobili, valorizza alcuni di questi facilitando il loro utilizzo per attività remunerative, oppure rendendoli alienabili. Il secondo sblocca delle risorse economiche importanti per investimenti produttivi nei vari settori economici, attraverso la tempestiva programmazione per bandi e progetti dei fondi strutturali (Fesr, Fse e Feasr).

Il relatore di maggioranza, Elvio Rostagno (Pd), ha parlato di un provvedimento che va in due direzioni, quella del “riordino contabile, pagando i creditori e riducendo il debito. Cruciale in questa fase la trattativa con il ministero dell’Economia. Importante che le alienazioni portino entrate certe. Seconda direzione, quella politica. Meno risorse significa allocarle su argomenti più importanti, in linea con il programma: politiche sociali, scuola, trasporto pubblico locale, lavoro. Si sta iniziando un percorso di un Piemonte virtuoso”.

“Mi vorrei soffermare più che su quello che c’è, su quello che manca – ha dichiarato il relatore di opposizione Giorgio Bertola (M5S) -. Il tema dei costi della politica è quello che più manca in questo testo. Qualcosa che non è più possibile rimandare. Abbiamo riproposto, anche in questa sede, l’abrogazione dei vitalizi che va assolutamente attuata perché sentita dai cittadini. Lo scorso anno, anche con il nostro voto, meglio di niente, venne approvato il contributo di solidarietà. Respinto poi il nostro progetto di eliminazione dei vitalizi per paura dei ricorso ma tanto valeva avere il coraggio di fare qualcosa di più perché i ricorsi non sono stati evitati”.

Per il secondo relatore di minoranza, Massimo Berutti (FI), “dalla finanziaria emerge che la linea è quella di aumentare le tasse. Vi sono difficoltà congiunturali, ma il finanziamento dei fondi strutturali sconta ritardi che penalizzano tutta una serie di attività e opportunità. Le scarse risorse al sistema idrico rischiano di vanificare gli investimenti per il riassetto idrogeologico. Rimangono dubbi anche sull’efficacia del piano delle alienazioni immobiliari. Questa finanziaria risulta essere solo un percorso di aggiustamento e non una pianificazione coerente con quanto promesso in campagna elettorale, si predica bene ma fare i conti con il sistema amministrativo è altra cosa”.

Dopo le relazioni, si è svolto il dibattito generale e, per l’opposizione, il gruppo M5S è intervenuto con i consiglieri Davide Bono, Mauro Campo, Stefania Batzella, Paolo Mighetti, Gianpaolo Andrissi, Francesca Frediani e Federico Valetti, che hanno imputato ai ritardi dell’Esecutivo nel presentare la documentazione finanziaria, l’essere arrivati a fine aprile ancora con l’esercizio provvisorio. Oltre a ribadire quanto illustrato dal relatore Bertola, è stato rilevato che, per il momento, la richiesta di maggiori risorse per il sociale e il trasporto pubblico locale non è stata ascoltata. Lo stesso per la richiesta di investimenti per l’economia sostenibile, necessari per rendere attrattivo il nostro territorio agli investitori. È stata rilevata anche la mancanza di risorse per il completamento del nuovo ospedale per la zona di Alba Bra, come la grave mancanza di attenzione e investimenti per l’attuazione dell’Agenda digitale.

L’opposizione di centrodestra è intervenuta con Diego Sozzoni, Gian Luca Vignale, Gilberto Pichetto, Claudia Porchietto, Francesco Graglia e Daniela Ruffino (FI), Maurizio Marrone (Fratelli d’Italia) e Gianna Gancia (Lega Nord).

Partendo dalle perplessità illustrate dal relatore di centrodestra, i consiglieri intervenuti hanno criticato la mancanza di strategia, sia per il rientro dal debito e sia per la necessaria riorganizzazione della macchina regionale e, allo stesso modo, è stata anche criticata la mancanza di un progetto per le politiche industriali e del lavoro. Rilevata anche la mancanza di idee per sopperire alla scarsità di risorse sul Trasporto pubblico locale e la poca attenzione verso i servizi alla persona e al sistema degli Enti locali. Una mancanza di strategia – è stato detto – particolarmente evidente rispetto alle promesse fatte in campagna elettorale e all’atteggiamento tenuto dal centrosinistra quando nella passata legislatura si trovava all’opposizione.

Per i gruppi di maggioranza sono intervenuti Davide Gariglio (Pd) e Marco Grimaldi (Sel) che hanno appoggiato quanto proposto dall’Esecutivo. Grimaldi ha però criticato le scelte del Governo nazionale che avrebbero nei fatti commissariato le Regioni, riducendone la capacità di scelta politica.

Ha concluso il dibattito generale le replica del vicepresidente Reschigna, che ha dichiarato che l’Esecutivo “non ha fatto finta di non vedere la drammatica situazione del bilancio regionale, come nel passato. Questa amministrazione, facendo i conti con la realtà, seppur con meno risorse, sta mettendo in condizione la Regione Piemonte di essere utile alla realtà sociale ed economica piemontese attraverso una serie di proposte che trovano spazio nella legge finanziaria. Lo dimostra, tra gli altri, il forte impegno contro l’evasione e l’elusione fiscale sul bollo auto e il cofinanziamento che sblocca i fondi strutturali europei, che porteranno in 7 anni risorse per quasi 3 miliardi di euro. Di assoluto valore anche la scelta di chiudere i debiti pregressi sul trasporto pubblico locale e quelli fuori bilancio per 110 milioni di euro”.

Dopo la discussione generale è iniziato l’esame dell’articolato e degli emendamenti che si protrarrà anche nella seduta serale a partire dalle 20.30. Al momento sono stati approvati 5 articoli sui 15 del testo.

In Piemonte 116mila soci Avis

Alla vigilia della 44ma assemblea regionale Avis in programma domenica aprile 19 a Biella, l'assessore alla sanità della Regione Piemonte, Antonio Saitta, oggi ha visitato la sede Avis di Pianezza che, con quella di Asti, è l’unità di raccolta sangue più grande del Piemonte. “Una struttura importante, moderna e ben organizzata, che con i suoi 28 dipendenti e un’attività che coinvolge un centinaio di medici e altrettanti infermieri rappresenta davvero un fiore all’occhiello non solo dell’AVIS ma di tutta sanità regionale”: così ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, in occasione della visita dell’unità di raccolta sangue dell’AVIS di Pianezza, dove ha incontrato il Presidente regionale AVIS, Giorgio Groppo, la Presidente dell'Avis provinciale di Torino, Marisa Gilla, il direttore sanitario della struttura, Igino Arboatti e la dottoressa, Rosa Chianese responsabile della rete trasfusionale piemontese. Nel 2014 in Piemonte sono stati 116 mila i soci attivi dell'Avis che hanno donato almeno una volta (per complessive 185mila donazioni), mentre nel territorio torinese i donatori sono stati 55mila. L’Avis è una realtà molto ramificata sul territorio, tutte le loro sedi sono accreditate e si autofinanziano, e svolgono un ruolo di grande importanza nella produzione di emoderivati, contribuendo a rendere il Piemonte regione leader nella compensazione nazionale dei globuli rossi, nonché nella diffusione della cultura della donazione. Ed entro qualche mese i donatori potranno avere i loro esami on line. “Ho ascoltato con attenzione le loro richieste, in particolare l’esigenza di disporre di linee guida sulla raccolta sangue e di una maggiore puntualità nei pagamenti da parte delle aziende sanitarie regionali. Sul versante della sicurezza della filiera trasfusionale mi hanno sollecitato-aggiunge Saitta- affinché nella razionalizzazione dei centri trasfusionali della rete ospedaliera si tenga conto delle loro professionalità ed attività e che le strutture di raccolta sangue con contatti diretti con l’utenza non vengano unificate con quelle di back office e lavorazione, in modo tale da evitare che l’attività trasfusionale non si identifichi con quella di lavorazione”.

Immigrazione, Cerutti: nel 2015, 1.671 nuovi arrivi in Piemonte

Nel 2015 i nuovi arrivi di profughi in Piemonte sono 1.671. Lo comunica l'assessore regionale all'Immigrazione, Monica Cerutti. "Dal 18 dicembre fino a oggi - spiega Cerutti - gli arrivi sono stati 1.813 e attualmente le presenze in Piemonte ammontano a 3.310, di cui 831 sono inseriti nel sistema Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Le presenze totali sono distruibuite sulle province piemontesi in questo modo: 1.301 Torino; 376 Alessandria; 410 Cuneo; 224 Vercelli; 325 Novara; 301 Asti; 155 Biella; 218 V.C.O". "I nuovi arrivi solo nel 2015 - aggiunge - ammontano a 1.671 soggetti, di cui 709 a Torino; 197 ad Alessandria; 216 a Cuneo; 71 a Vercelli; 170 a Novara; 188 ad Asti; 48 a Biella; 72 nel Vco". "Domani - ricorda - sarò a Roma al Tavolo di coordinamento nazionale sull'emergenza sbarchi presso il Ministero degli Interni. In quella sede ribadirò la necessità di istituire una cabina di regia nazionale presso Palazzo Chigi per la programmazione della gestione dell'accoglienza, che rappresenterebbe un salto di qualità". "Un'altra questione critica - dice ancora Cerutti - è il funzionamento delle Commissioni di esame delle domande di asilo: il numero alto di dinieghi ci preoccupa. Sarebbe necessario rivedere il sistema di concessione dei permessi umanitari. E credo sia necessario intensificare la comunicazione positiva verso i Comuni, facendo conoscere tutti gli esempi di inclusione virtuosa. Ho potuto constatare che anche gli amministratori più scettici e resistenti, come il sindaco di Gattinara che aveva accolto i profughi con il lutto al braccio, hanno messo in campo progetti di pubblica utilità coinvolgendo i migranti ospitati nei loro Comuni". "Nessuno si deve limitare alla protesta ma tutti dobbiamo andare nella direzione della proposta, per il bene - conclude - di tutti coloro che sono in Piemonte". (ANSA).

Assistenza territoriale: al via il confronto per costruire insieme la nuova pianificazione

Una rete territoriale che assuma la stessa autorevolezza di quella ospedaliera. Questa la sfida lanciata ieri, martedì 21 aprile, dal'Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Antonio Saitta, nella sua comunicazione sul nuovo piano dell'assistenza territoriale presentato ieri di fronte al Consiglio Regionale. «Un nuovo assetto - spiega il consigliere Regionale Domenico Rossi, vicepresidente della Commissione Sanità - che ridisegna servizi e funzioni intorno ai Distretti: luoghi dove la domanda sanitaria si incontra con quella socio-assistenziale così da prendere in carico il cittadino in modo globale». Razionalizzazione e rinnovamento mettendo al centro i cittadini-pazienti in coerenza con la riforma del sistema ospedaliero, garantendo continuità assistenziale, riducendo il ricorso all'ospedalizzazione impropria anche grazie l'istituzione delle Aggregazioni funzionali territoriali (AFT) e le unità complesse di cure primarie (UCCP). «La road map è pronta – aggiunge Rossi - ora l'assessore avvierà un intenso confronto con la Commissione così come con i rappresentanti degli operatori della sanità, i sindacati, le conferenze dei Sindaci delle Asl per arrivare entro giugno a una delibera di Giunta». Una programmazione partecipata per tener conto delle specificità di ciascun territorio, in particolari quelli montani o a scarsa densità abitativa, che toccherà anche Novara. «Come accaduto per la riforma del sistema ospedaliero – conclude Rossi - l'assessore sarà a Novara per verificare la situazione attuale e delineare nuove prospettive. Un appuntamento programmato per i primi di maggio in cui avremo modo di raccogliere istanze e indicazioni che certamente contribuiranno a perfezionare la nuova pianificazione».

Dibattito sull’assistenza territoriale

Un nuovo piano che rafforzi l’assistenza sul territorio, attraverso l’istituzione delle aggregazioni funzionali territoriali (Aft) e le unità complesse di cure primarie (Uccp), riducendo il ricorso all’ospedalizzazione impropria. Il documento della Giunta, sul quale saranno avviate le consultazioni con i territori, è stato illustrato in Aula nei suoi principi di base dall’assessore alla Sanità, Antonio Saitta. “Un piemontese su tre si reca al pronto soccorso in un anno e il 90% circa dei passaggi è rappresentato da codici bianchi e verdi, un segnale dell’inappropriatezza della risposta alle esigenze dei pazienti”, ha affermato Saitta. “Allo stesso tempo l’80% circa degli anziani ultrasettantenni dopo il ricovero ospedaliero fa ritorno a casa perché non c’è offerta adeguata di continuità assistenziale. Per definire un nuovo modello organizzativo di assistenza territoriale è necessario disporre di un distretto forte, che si occupi della committenza e gestione dei servizi, con un budget certo e definito, e a cui afferiscano sia le Asl responsabili dei servizi sanitari sia i Comuni che in forma associata sono responsabili della gestione dei servizi sociali, affinché ci si prenda carico del paziente in modo globale”.

Saitta ha ipotizzato una dimensione per ogni distretto compresa fra gli 80mila e i 150mila abitanti, coincidente con l’ambito territoriale dei consorzi socioassistenziali, pur tenendo conto delle specificità delle aree montane e a scarsa densità abitativa. Il documento prevede anche di ridefinire le strutture complesse delle aziende sanitarie - oggi pari a 543 fra amministrative (257) e sanitarie (286) - che non potranno essere in totale più di 318.

Durante il dibattito generale il capogruppo M5S, Giorgio Bertola, ha lamentato la scarsa trasparenza relativa al documento, trasmesso ai consiglieri solo su sollecitazione del suo gruppo, mentre nel merito ha auspicato un maggiore dettaglio sulla programmazione della rete di assistenza territoriale dopo la fase delle consultazioni.

La consigliera Angela Motta (Pd) ha messo in luce l’importanza del lavoro con i medici di medicina generale e, dato il valore strategico dei distretti, ha chiesto l’individuazione dei loro direttori fra persone di alta competenza.

“Non comunichiamo in modo fuorviante – ha commentato il consigliere GianLuca Vignale (Fi) – poiché attualmente nel bilancio della Regione non esistono risorse per rivedere l’offerta della medicina territoriale e domiciliare, così come per altri servizi. Potremo annunciare questa programmazione solo quando avremo le disponibilità per attuarla”.

Il consigliere Andrea Appiano (Pd) ha invece sollecitato la definizione di distretti omogenei a livello regionale per garantire un’offerta di servizi altrettanto omogenea e ha richiesto un riferimento ai punti di primo intervento “che spesso possono essere una soluzione nelle aree geograficamente difficili da raggiungere rispetto ai presidi ospedalieri”.

“Apprezzo il lavoro complesso compiuto dalla Giunta e ribadisco che l’indirizzo generale della sanità deve essere improntato al tema della sicurezza”, ha affermato il capogruppo di Scelta civica Alfredo Monaco. “Bisogna inoltre creare meno strutture complesse possibili sul territorio per evitare strutture ridondanti”.

“La programmazione sanitaria spetta al Consiglio regionale e non alla Giunta mentre voi andate avanti a delibere”, ha commentato il consigliere Davide Bono (M5S), che ha giudicato piuttosto vaga la bozza della delibera, soprattutto nei tempi di applicazione e sulle risorse umane ed economiche da impiegare.

Al dibattito sono intervenuti anche i consiglieri Paolo Allemano (Pd), Stefania Batzella, Gianpaolo Andrissi, Mauro Campo (M5S) e Gianna Gancia (Lega Nord).

Nella replica l’assessore Saitta ha ricordato che la Regione sta affrontando il piano di rientro e che ha grandi limiti, “ma siamo una maggioranza che ha la presunzione di governare ed è disponibile ad accogliere l’apporto di tutti. Sta infatti partendo il confronto con gli operatori del settore e contiamo di arrivare all’approvazione definitiva della delibera entro giugno”.

Papa a Torino: 200 agenti di polizia locale nelle strade

Un contingente di 200 operatori di polizia locale “in prestito” dai Comuni piemontesi rafforzerà gli organici a disposizione per il controllo della viabilità a Torino in occasione della visita del Papa il 21 e 22 giugno. La costituzione del “contingente” temporaneo a valenza regionale è stata approvata dalla Giunta regionale.

Expo: il Piemonte propone il golf ai cinesi

Con più di 50 percorsi considerati tra i più belli d'Italia, il Piemonte in occasione di Expo punta ad attrarre sui suoi green i golfisti cinesi. BookingPiemonte.it, il portale istituzionale della Regione Piemonte per le prenotazioni turistiche online, e FederGolf Piemonte, saranno infatti ospiti del Padiglione Cina dedicato alle imprese. Una occasione unica per promuovere il territorio piemontese come "la casa del golf italiano". 

Lavoro: nasce garanzia giovani disabili

Sta per nascere Garanzia Giovani H, il nuovo servizio che la Regione Piemonte intende dedicare alle persone con disabilità nell’ambito del Piano nazionale di inserimento lavorativo per giovani fra i 15 e i 29 anni. Garanzia Giovani H avrà una dotazione finanziaria di 3 milioni e dovrà prevedere soprattutto un’intensificazione del percorso di accompagnamento al lavoro durante il periodo di tirocinio.

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