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Sab24082019

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Approvata la legge sul servizio civile in Piemonte

All’unanimità dei votanti, nella seduta del 31 marzo, l’Assemblea regionale ha approvato la legge sul servizio civile in Piemonte. Il provvedimento - presentato per la Giunta regionale dall’assessore alle Politiche sociali Augusto Ferrari e illustrato in Aula dai relatori di maggioranza, Daniele Valle (Pd), e di minoranza, Gian Paolo Andrissi (M5S) - stanzia 200mila euro per disciplinare in modo organico ciò che nella nostra regione già esiste in materia di servizio civile e promuovere nuove progettualità, dando vita a un sistema regionale cui concorrano sia le attività di servizio civile nazionale sia i progetti di servizio civile regionale.

“L’idea programmatica su cui si fonda - ha sottolineato Valle (Pd), che ha presentato anche quattro emendamenti, approvati - è la necessità di una visione unitaria del servizio civile, che, nel pieno rispetto dei principi su cui si fonda il servizio civile nazionale, possa qualificare e sostenere progetti su base regionale, in grado di costituire un volano efficace anche per avviare i giovani a esperienze di cittadinanza attiva, impegno sociale, orientamento e formazione”.

“In tal modo - ha evidenziato Andrissi (M5S) - la Regione s’impegna a valorizzare, sostenere e promuovere il servizio civile come espressione della difesa non armata della Patria attraverso attività d’impegno sociale e di solidarietà volte a prevenire o a superare situazioni di degrado, conflitto o disuguaglianza sociale, culturale e ambientale e ogni forma di discriminazione, e a promuovere l'educazione alla convivenza, al senso civico e al rispetto della legalità”.

Entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge, la Giunta regionale s’impegna a individuare la struttura regionale competente per istituire e aggiornare l'Albo degli enti di servizio civile, esaminare, approvare, monitorare e verificare i progetti di servizio civile nazionale e regionale, informare e realizzazione attività formative in materia di servizio civile e gestire i rapporti con l'Ufficio nazionale per il servizio civile e gli altri soggetti coinvolti.

Prima della votazione finale l’assessore Ferrari ha ringraziato la Commissione Sanità e il Tavolo tecnico sul servizio civile “che si sono impegnati per non lasciar cadere nel vuoto un lavoro di studio e di confronto durato anni e ha coinvolto numerosi enti sociali e culturali. Il servizio civile è e rimane una modalità alternativa attraverso cui i giovani possono servire l’Italia, un’occasione per sviluppare la coscienza civica e un aiuto per comprendere meglio, attraverso la pratica, quale orientamento dare alla propria esistenza”.

Saitta nell'unità di crisi contro la malasanità

L’assessore alla Sanità del Piemonte, Antonio Saitta, è stato designato come rappresentante delle Regioni italiane nell’unità di crisi contro di casi di malasanità. L’organismo sarà composto, oltre che dal rappresentante regionale, dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, da rappresentanti del Comando carabinieri per la tutela della salute, dall’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari) e dall’Iss (Istituto superiore di Sanità).

Fisco: Caf Cisl primo centro in Piemonte

Il Caf Cisl con 209.440 dichiarazioni 730, secondo i dati della Direzione generale dell’Agenzia delle Entrate, è il primo Centro di assistenza fiscale in Piemonte con una percentuale del 14,5 per cento. Con 1.400 pratiche in più rispetto al 2013, il Caf Cisl sorpassa così quello della Cgil che si attesta su 199 mila dichiarazioni. A livello provinciale, il Caf Cisl si conferma primo ad Alessandria, Novara, Asti e Biella e secondo a Cuneo (prima la Coldireti) e Verbania.

Imprese edili: la crisi continua

Restano negative le previsioni delle imprese edili piemontesi anche se si attenua il pessimismo. Dai dati dell’Ance Piemonte risulta che il 90,6 per cento prevede una riduzione del fatturato, il 9,4 per cento una crescita e che aumenterà l’occupazione il 3,4 per cento delle imprese a fronte del 39,7 per cento che la ridurrà. Aumenta la quota delle imprese che intende effettuare investimenti mentre resta il problema dei ritardi nei pagamenti che continuano mediamente a superare i cinque mesi.

Mercato del lavoro in Piemonte: luci e ombre

Secondo le stime dell’Istat, nel 2014 è rimasta sostanzialmente stabile l’occupazione in Piemonte, con 1.773.000 addetti, 2.000 in più dell’anno precedente, con una variazione quindi marginale dell’1%, in un contesto, quello del Nord Italia, che appare più dinamico (+8%), a fronte di un forte arretramento del mezzogiorno (- 45.000 unità). Per il Piemonte il 2014 pare diviso in due: un primo semestre in cui si fanno ancora sentire gli effetti della recessione che ha colpito con forza nel 2013 (-15.000 occupati in media) e un secondo semestre in ripresa (+19.000 addetti).

Montagna, modificata disciplina alpeggi

La Giunta regionale ha approvato un provvedimento che modifica la disciplina degli alpeggi per salvare i malgari. Le aziende allevatrici potranno portare oltre i 600 metri di quota fino al 30 per cento dei capi di cui non sono proprietari. Nel documento viene riconosciuta la pratica in deroga della guardania, cioè il pascolamento dei terreni alpini con i propri capi e con animali di proprietà altrui.

820 mila prenotazioni per la Sindone

A un mese dall' avvio dell' ostensione della Sindone (19 aprile-24 giugno) le prenotazioni ad oggi hanno raggiunto quota 820 mila. Giungono da ogni parte del mondo: dalla Cina al Sudafrica, dall'Argentina al Qatar agli Emirati Arabi. Quasi 2 mila dalla sola Polonia. Il comitato organizzatore ha intanto definito il percorso che i fedeli dovranno seguire per raggiungere il Duomo. Sarà lungo 850 metri e quasi completamente coperto.

Unioni Montane a quota 41

La Giunta regionale ha approvato la delibera che riconosce 13 nuove unioni di comuni montani. Comprendenti un totale di 135 comuni, i nuovi enti si vanno ad aggiungere alle 28 unioni montane deliberate a fine del 2014, raggiungendo così un totale di 41 unioni al momento costituite. Si parla, complessivamente, di 476 comuni, ammontanti a circa il 92% degli enti coinvolti nella trasformazione verso le nuove figure giuridiche. Rimangono ancora 48 i comuni che non hanno fatto una scelta definitiva verso una futura aggregazione. Questi, riceveranno a breve una nota congiunta da parte del vicepresidente Reschigna e dell’assessore Valmaggia nella quale si solleciterà un’imminente decisione.

Il mercato del lavoro in Piemonte

È un quadro in chiaroscuro quello del mercato del lavoro in Piemonte nel 2014 che emerge dal complesso dei dati Istat, Inps e dell’Osservatorio regionale: si risente ancora della pesante crisi economica, ma si cominciano ad intravedersi degli spiragli di ripresa. Un andamento che pare confermato dalle prime rilevazioni del 2015: le assunzioni a tempo indeterminato standard (cioè al netto di fattispecie contrattuali specifiche, come il lavoro domestico o il lavoro intermittente a tempo indeterminato) sono state dal 1° gennaio al 15 marzo 25.480, contro le 17.304 dello stesso periodo del 2014, cioè 8.200 unità circa in più, pari a una crescita del 47,2%.

Lavoro: Uil, Torino la provincia più cassintegrata d'Italia

Il Piemonte si conferma seconda regione in Italia per numero di ore richieste, preceduta dalla Lombardia. Con 9.925.958 ore richieste Torino è ancora provincia più cassaintegrata d'Italia, seguita da Brescia (6.441.491 ore), Milano (6.171.514 ore) e Varese (5.563.190 ore). I dati sono del Rapporto della Uil Piemonte. La variazione percentuale della cassa integrazione è di un calo del 9,9%: +5,9% nell'industria, -45,9% nell'edilizia, -87,2% nell'artigianato, -62,2% nel commercio. L'andamento delle ore nelle province piemontesi (nel confronto bimestrale) è il seguente: Asti +49,2%, Novara +37,2%, Verbania +4,3%, Cuneo -11,8%, Torino -12,3%, Alessandria -13,5%, Biella -26,2%, Vercelli -60,7%. "I dati relativi al primo bimestre del 2015 - spiega il segretario generale della Uil Piemonte, Gianni Cortese - indicano una leggera diminuzione della richiesta di ore di cassa integrazione in Piemonte, a fronte di un massiccio calo registrato in Italia. Risulta preoccupante la crescita della cassa straordinaria, ascrivibile all'esistenza di processi di ristrutturazione non terminati e a una riconversione di richieste dalla cassa ordinaria a quella straordinaria. Non è, perciò, scontato che siamo in presenza di una 'ripresina' del sistema produttivo, sicuramente auspicabile. Per quanto riguarda la cassa in deroga, c'è da capire se il 'crollo' è dovuto all'assenza di risorse ad hoc e alle nuove regole, che restringono, per il 2015, a soli 5 mesi l'utilizzo massimo da parte delle imprese interessate". (ANSA).

Superiori 2015-1016: in testa licei scientifici ed istituti tecnici

I dati sulle iscrizioni alle prime classi delle superiori per l’anno scolastico 2015-2016 evidenziano un aumento per il settore tecnico-scientifico, segno che gli indirizzi innovativi sono stati premiati dai giovani e dalle loro famiglie. In lieve crescita anche i licei, soprattutto lo Scientifico e quello delle Scienze applicate. Più nel dettaglio: su un totale di 34749 iscritti alle prime classi, il 49% ha scelto un indirizzo liceale, il 32%, ha optato per l’istruzione tecnica, il 19% per gli istituti professionali. In leggero calo il Liceo classico, con il 4,6% delle preferenze, in crescita lo Scientifico, che con i suoi tre indirizzi raccoglie il 22,6% delle iscrizioni.

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