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Gio18012018

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Una risposta congiunta alla radicalizzazione

Il 17 marzo 2015 i ministri dell'istruzione europei si riuniranno a Parigi per discutere le nuovemisure per affrontarela radicalizzazionenell'Ue. L'obiettivo è costruire una comunitàcoesa, trovare il modo divivereinsiemecome società, comprendereeaccettare gli emigranti, superarel'alienazione, dimostrare l'importanza del ruolodell'istruzioneecome l'Europa possafare la differenza. Per saperne di più: http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-15-3140_en.htm

4,5 milioni di euro contro le mutilazioni genitali femminili

Il 6 febbraio è la giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili. L'Ue mette a disposizione altri 4,5 milioni di euro per combattere le violenze legate a pratiche dannose; inoltre, sarà creata una piattaforma web per gli operatori in contatto con le vittime. Per saperne di più: http://europa.eu/rapid/press-release_STATEMENT-15-4180_it.htm

Europa: dieci anni di tracciabilità per alimenti più sicuri

TRACES (TRAde Control and Expert System), il sistema gratuitoonlinedellaCommissione europea per la tracciabilità alimentare, compie dieci anni. Si tratta di un sistema trans-europeo per la saluteveterinariache notifica, controlla e certificale importazioni, le esportazioni, il commercio dianimali e di prodotti di origine animale.

TRACES incrementa lasicurezza della catenaalimentareeagevola il commercio, contribuendo, in tal modo, alla crescita economica. Garantisceche gli animali, gli alimenti, i mangimie le piantesiano scambiatiin modo sicuro: che il ciboservito sulle500 milioni ditavole europee sia cibo sicuro. AttraversoTRACES,migliaia di documentisono gestitielettronicamente. Il sistema contribuisce a mantenere sotto controlloil flussodibestiame e di prodotti importatida paesi terzie scambiatiall'interno del mercato unico. Le autorità di controllooperanti alle frontiere dei 28 Paesi dell'Unione europeaverificano, infatti, l'attendibilità dei certificatisanitari e dei documenti commercialiditutte le merci in transito alle frontiere dell'Ue, così che essepossanoentrare in sicurezza nella catenaalimentare. Centralizzare tali datisignifica, tra l'altro, semplificareeaccelerare la produzione e i processicommercialidi bestiamee piante. Il sistema non solo segnala eventuali minacce per la salute, ma contribuisce anche allalotta contro la frode, consentendo una rapida identificazione deicertificatifalsi. Oggi, TRACES collega oltre 70 Paesi intutto il mondoe registra più di29 milautenti. Gli operatori economicidel settore privato e le autorità nazionali competentidi tutto il mondopossono utilizzaretale networkper rintracciareil movimento dianimali e di prodotti animali. Essi risultano, inoltre, tra i principali beneficiari del sistema, che consente di accelerare le procedure amministrative e di ridurre l'onere economico per le imprese. Solo nel 2014, sono state importate all'interno del territorio dell'Unione europea 44milapartite di animali e400 milapartite diprodottidi origine animale.Tali semplici cifre rivelano la necessità di un sistema di monitoraggio e di tracciabilità alimentare, la rilevanza dell'efficace operatività di TRACES e l'importanza del ruolo ricoperto in questi primi dieci anni.

Sondaggio Ue: i cittadini europei temono per la loro sicurezza sul web

Il 10 febbraio si è celebrata la giornata della sicurezza su internet, iniziativa promossa dall'Unione europea in collaborazione con Insafe per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'utilizzo responsabile del web. In occasione di questa manifestazione, giunta quest'anno alla sua dodicesima edizione, l'Unione europea ha pubblicato i risultati dell'Eurobarometro sulla sicurezza tecnologica, che rivela una crescente preoccupazione tra gli utenti europei per la propria sicurezza online. In particolare, l'85% dei rispondenti teme di poter essere vittima di un crimine informatico (il 9% in più rispetto al 2013). Cresce rispetto allo scorso anno anche la preoccupazione per le diverse forme in cui si manifestano i crimini informatici, come il furto d'identità, l'intrusione sui profili social, la violazione della casella di posta elettronica, e le frodi bancarie. Dimitris Avramopoulos, Commissario responsabile per migrazione, affari interni e cittadinanza ha affermato: «I crimini informatici minacciano la sicurezza dei consumatori, mettendo a rischio sia la nostra economia digitale sia la nostra vita online. È di prioritaria importanza prevenire e combattere i crimini informatici in tutte le loro forme, affinché i consumatori possano beneficiare di tutti i vantaggi del mercato digitale interno ed esercitare i loro diritti fondamentali sul web. Nella preparazione dell'Agenda europea sulla sicurezza adotteremo un nuovo approccio per la gestione della sicurezza informatica».Al fine di combattere i crimini telematici, l'Unione europea ha implementato la legislazione e supportato operazioni di cooperazione fra gli stati, come parte della Strategia Europea sulla sicurezza informatica. In quest'ottica l'11 gennaio 2013 è stato inaugurato il Centro europeo per la lotta alla criminalità informatica (EC3), che segna un notevole cambiamento rispetto al modo in cui l’UE ha affrontato il problema fino a quel momento. Innanzitutto, l’approccio dell’EC3 è più lungimirante e inclusivo. Sono state riunite competenze ed informazioni, al fine di fornire sostegno alle indagini penali e promuovere soluzioni a livello comunitario. L’EC3 concentra la sua attenzione sulle attività illegali online compiute dalla criminalità organizzata, in particolare gli attacchi diretti contro l’e-banking, lo sfruttamento sessuale dei minori online e i reati che colpiscono i sistemi di informazione e delle infrastrutture dell’UE. Il Centro, inoltre, offre sostegno operativo ai paesi dell’UE e fornisce competenze tecniche, analitiche e forensi di alto livello nelle indagini congiunte fra stati membri.

Nel 2013 consumo di energia in Ue scende ai livelli degli anni 90

Nel 2013, il consumo interno lordo di energia, ovverol'energia necessariaper soddisfare il consumointerno, nell'Unione europea pari a1666milioni di tonnellate dipetrolio (Mtoe),tornaai livelli del 1990ecaladel 9,1% rispettoalsuo picco di1832Mtoe,nel 2006. Per saperne di più: http://europa.eu/rapid/press-release_STAT-15-4260_en.htm

Occupazione, un miliardo di euro per i giovani disoccupati

Ridurre la disoccupazione giovanile, aumentare la competitività e stimolare gli investimenti. Per raggiungere questi obiettivi più velocemente, la Commissione europea ha proposto di anticipare a quest'anno l'erogazione di 1 miliardo di euro dal programma "Youth Employment Initiative". Istituito dagli Stati Ue per un valore totale di 6,4 miliardi di euro, l'iniziativa prevede l'attribuzione di sussidi alle imprese che assumono giovani e ai giovani stessi che aprono nuove attività. I destinatari, inoltre, devono risiedere in uno dei venti Stati dell'Unione europea che hanno subito una disoccupazione giovanile superiore al 25% durante il 2012. Con tale iniziativa, l'Ue vuole rispondere alle crescenti preoccupazioni sul mondo lavorativo da parte dei giovani.

Sin dalla sua proposta nel dicembre 2012, la "Youth Employment Initiative" ha suscitato il favore di numerose parti. Tra queste, il G20 dei ministri del lavoro tenutosi a Melbourne tra il 10 e l'11 settembre 2014, ha definito l'iniziativa come un'importante riforma per assicurare lavoro ai giovani.

Valdis Dombrovskis, vicepresidente e commissario europeo per l'euro e il dialogo sociale, ha posto l'accento su come "La Commissione europea mandi un chiaro segnale di come l'occupazione giovanile continui a essere una priorità per l'agenda politica dell'Unione europea"; ha quindi indicato che tale proposta permetterebbe ai giovani "Non solo di contribuire all'economia e alla società attraverso le loro capacità e il loro dinamismo, ma anche di riacquistare la loro dignità".

Grazie all'anticipo del primo miliardo, già da quest'anno gli Stati potrebbero ottenere i sussidi non appena adottato il programma operativo. La Commissione stima che l'accelerazione del finanziamento garantirebbe un supporto immediato per un numero di giovani che spazia tra i 350.000 e i 650.000 per il primo anno. In questo momento, senza l'anticipo del miliardo di euro, questo numero si limiterà, invece, a 14.000 o, al massimo, 22.000 nuovi posti di lavoro.

Avendo tutti gli Stati già presentato i loro programmi operativi, la "Youth Employment Initiative" è considerata una delle riforme con la più veloce implementazione a livello degli Stati Ue. Ciascuno dei programmi identifica le scadenze per l'implementazione delle riforme, i rispettivi ruoli e misure delle autorità pubbliche nazionali, i ruoli delle altre organizzazioni e le fonti di finanziamento.

Risultati positivi sono già stati raggiunti in molti Stati dell'Unione. Tra i molti esempi, in Romania, sono stati creati ventisette centri per offrire ai giovani pacchetti integrati e personalizzati; in Slovacchia sono state approvate quattro riforme a livello nazionale, tra cui un nuovo contributo per il posizionamento nel mondo del lavoro per coloro che ne sono alla ricerca da oltre sei mesi; la Polonia ha introdotto un'esenzione dai contributi previdenziali per i cittadini under-30. Infine, con il supporto della Commissione, sono stati creati diciotto progetti pilota di una durata di dodici mesi.

Commissione Ue su Alitalia: la partecipazione di Poste non è aiuto di stato

La Commissione Ue conclude definitivamente l'indagine relativa alla partecipazione di Poste Italiane all'aumento di capitale Alitalia, scartando l'ipotesi che si tratti di aiuti di stato incompatibili con le norme Ue.

L'inchiesta, avviata nell'ottobre 2013 in seguito al ricorso di due compagnie concorrenti, voleva verificare se l'aumento di capitale pari a 75 milioni di euro, sostenuto da Poste Italiane a favore della compagnia aerea, fosse riconducibile a un aiuto di stato.

L'articolo 107 c. 1 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE) definisce infatti come "incompatibili con il mercato interno" tutti gli aiuti concessi dagli Stati sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.

Con il suo ingresso in Alitalia nell'ottobre del 2013 la società Poste Italiane si è aggiudicata una quota di partecipazione del 10-15%, contribuendo al salvataggio dell'ex compagnia di bandiera dal fallimento.

Lo scorso dicembre la Commissione era giunta a una conclusione preliminare: sulla base dei dati raccolti "la partecipazione di Poste non sembra costituire aiuto di Stato" e pertanto non sarebbe stata respinta. Per Bruxelles, l'azienda a controllo pubblico ha condotto l'investimento negli stessi termini e condizioni di altri due operatori privati che si trovavano in una situazione simile, comportandosi di fatto come un investitore privato. Gli interventi pubblici non rappresentano aiuti di stato in contrasto con le leggi dell'Ue quando vengono realizzati nelle stesse condizioni di mercato che sarebbero state accettate da un operatore privato.

Come sottolineato dalla Commissione, questa posizione non era definitiva, ma solo una posizione preliminare presa dalla Direzione Generale Concorrenza sulla base delle informazioni disponibili, e in attesa di eventuali obiezioni da parte dei due denuncianti.

In assenza di reazioni entro la scadenza, le denunce sono state considerate ritirate, come si legge nella nota pubblicata venerdì 6 febbraio dalla Commissione.

Gennaio 2015 - Nell'area euro inflazione annuale a -0,6%

Nel mese di gennaio 2015 l'inflazione è scesa -0.2%, rispetto al dicembre scorso. Si stima una diminuzione dello -0.6%, dovuta al calo dei prezzi dei beni industriali, energetici e non energetici.

Per saperne di più: http://europa.eu/rapid/press-release_STAT-15-3964_en.htm

Ue intensifica assistenza umanitaria in Siria

L'Ue è uno dei leader nella risposta alla crisi umanitaria in Siria. Ha mobilitato oltre 3miliardi di euro in finanziamenti umanitari e la Commissione europea, da sola, ha fornito ulteriori 817milioni di euro. Per saperne di più http://europa.eu/rapid/press-release_IP-15-3883_en.htm

Il sostegno della Commissione europea all'Ucraina

La Commission eeuropea è determinata a sostenere l'Ucraina, nel breve e nel lungo termine, avviandole riforme politiche ed economiche necessarie al consolidamento di un'Ucraina democratica, indipendente, unita e prospera.

A partire dal2014 la Commissionehaapprovato unaserie di misure concrete,perilbreve e medio termine,che hanno contribuito a stabilizzarela situazione economica efinanziariadel Paese: monitorare la transizione, favorirele riformepolitiche ed economicheesostenere lo sviluppoinclusivo,a beneficio ditutta la popolazione.

L'8 gennaio2015 è stato proposto un ulteriorepacchetto di assistenzafinanziaria: attualmente, l'Unione europea risulta il maggiore donatoreinternazionalea favore dell'Ucraina.
Per affrontare tale sfida,a metà 2014, la Commissioneha istituito ilGruppo di sostegnoper l'Ucraina e per laprima volta viene creato ungruppo di sostegnoa un Paesenon facente parte dell'Unione europea.

Esso concentrae coordina le risorsee le competenzedellaCommissioneeuropea al fine non solodi monitorare, ma anchedi aiutare l'Ucrainanell'attuazionedell'accordo di associazione che disciplina le relazioni dell'Uecon l'Ucraina.Taleaccordoè stato negoziatonel periodo2007-2011 esiglatonel 2012.Nel2014 l'Ue e l'Ucrainahanno, infine, firmatole disposizionipolitichedell'accordo di associazione, riconfermandoil lorocomune impegno perla conclusione e lafirma delle restanti partidell'accordo. L'Ucrainaha dunque confermato la suadecisione, liberae sovrana,di proseguirel'associazione politicae l'integrazioneeconomicacon l'Unioneeuropeae di intraprenderele conseguenti riforme.

A seguito del completamentodei preparativitecnici, le restantidisposizioni dell'accordo diassociazione Ue-Ucraina, sono state firmate a Bruxelles il 27giugno scorso.

L'Unione ha, inoltre,temporaneamenteeliminatoi dazi doganalisulle esportazioniucraine, dando così una concreta prova di solidarietà. L'eliminazionedei dazi doganaliè totaleo parziale, secondo il settore e secondo i terminidel contratto.

Parallelamente, una serie di controllidi salvaguardiasono stati messiin atto perevitare picchidi distorsione del mercato,che incidononegativamentesullesocietà e sulle industrie europee.

In cima all'agenda Ue, sindai primigiorni del conflitto, vi è poi l'assistenza umanitaria, a sostegno della quale, dal 2015,laCommissioneeuropeaha impegnato ulteriori 15 milioni di euro.

Nel 2014la Commissione ha stanziato11 milioni di euroin assistenza umanitariae17 milioniin aiuti allo sviluppo.

Ulteriori4.500.000 eurosono stati fornitiper soddisfare leesigenze di recuperoe di integrazionetra sfollatie comunità di accoglienza, al fine di promuovereun clima di fiducia.

Turismo, record di pernottamenti in Europa ma non in Italia

Il turismo in Europa si riprende. Dopo il preoccupante calo osservato nell'anno 2009, congiuntamente all'inizio della crisi finanziaria, nel corso degli ultimi cinque anniè stato registrato un aumento costante del numero di notti trascorse in esercizi ricettivi turistici nell'Unione europea.

Nel 2014, il numero dei pernottamenti turistici nell'Unione europea aveva raggiunto un nuovo picco di circa 2,7 miliardi, segnalando un incremento dell'1,7% rispetto al 2013.

L'Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione europea, ha indicato come nel 2014 la Francia e la Spagna abbiano mantenuto le prime due posizioni tra gli Stati membri in termini di pernottamenti, seguite subito dopo Italia e Germania.

Queste stime fanno riferimento a pernottamenti sia per ragioni lavorative, sia per ragioni turistiche.

Complessivamente, il numero di notti trascorse in esercizi ricettivi turistici, nell'anno 2014, è cresciuto nella maggior parte degli Stati membri. I maggiori incrementi sono stati osservati in Lettonia (+11,1%), in Belgio (+7,2%), in Portogallo (+7,1%) e in Grecia (+6,9%).

Al contrario, i paesi che hanno segnalato le maggiori diminuzioni sono Italia (-1,8%), seguita da Finlandia (-1,9%) e Slovacchia (-5,5%).

Tra le destinazioni con le più alte quote di pernottamenti di non residenti nell'Ue sono indicate due isole del Mediterraneo: Malta (96%) e Cipro (94%), seguite da Croazia (92%), Lussemburgo (88%) e Grecia (79 %).

Nell'Unione europea, tra il 2013 e il 2014, il numero di notti trascorse in esercizi ricettivi turistici da cittadini non comunitari è cresciuto del 2,3%, in percentuale maggiore rispetto ai cittadini comunitari (+ 1,1%).

Italia e Spagna hanno registrato il più alto numero di pernottamenti di non residenti nelle loro strutture turistiche: la Spagna con 260 milioni di pernottamenti (il 21% del totale di pernottamenti di non residenti nell'Ue) e l'Italia con 184 milioni di pernottamenti (ovvero il 15%).

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