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Sab07122019

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Marocco: un vicino strategico indispensabile per l'Europa

Johannes Hahn, commissario per la politicaeuropea di vicinatoe allargamentonegoziati: <<Il Marocco èun vicinostrategicoirrinunciabile per l'Europa. Per secoli, ci è statocollegatoattraverso il commercio, la culturaele persone. L'anno scorsoè statoil 50° anniversariodei priminegoziati commercialitra la CEEe il Marocco. La nostra partnershipha fatto moltastrada da allora>>. Per saperne di più: http://europa.eu/rapid/press-release_SPEECH-14-2607_en.htm

Commissione europea lancia test di mercato indagini antitrust

Commissione europea annuncia il lancio di test di mercato in indagini antitrust da parte delle autorità garanti della concorrenza francesi, svedesi e italiani nel settore della prenotazione onlineLe c.d."clausoledi parità" nei contrattitra l'agente diviaggi online "Booking.com"e gli alberghipossono avereeffetti anticoncorrenziali, inviolazione dellenorme comunitarie enazionaliin materia di antitrust. Inparticolare, possonolimitare la concorrenza traBooking.comealtre agenzie di viaggioonline eostacolarenuove piattaformedi prenotazionea entrare sul mercato. Per saperne di più: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-2661_en.htm

Aiuti agli indigenti, all'Italia 670 milioni di euro dal Fead

Via libera della Commissione europea al programma operativo dell'Italia per il nuovo Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD). L'Italia riceverà 670 milioni di euro per il periodo 2014-2020, da usare per fornire generi alimentari e di altre forme di assistenza materiale alle persone più bisognose nel Paese. La cifra suddetta sarà, inoltre, incrementata da ulteriori 118 milioni di euro, provenienti da risorse nazionali: si tratta del programma FEAD più ingente dell'Ue per dotazione finanziaria.

Marianne Thyssen, Commissario per l'occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha commentato: "Accolgo con grande favore il programma FEAD per l'Italia. Il fondo offrirà un importante contributo finanziario per coprire i bisogni più urgenti, con particolare attenzione per i più vulnerabili, come le persone senza fissa dimora e i bambini in famiglie indigenti. Sono convinta che il programma avrà un ruolo chiave nella lotta contro la povertà e l'esclusione sociale nel paese".

Il programma FEAD garantirà la continuazione del Programma dell'Unione europea per la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti: circa il 60% dei fondi sarà destinato alla fornitura gratuita di cibo alle persone bisognose.

Gli aiuti alimentari saranno consegnati da una rete di 15 mila organizzazioni non governative locali, che distribuiranno nelle mense cibo in forma confezionata, pasti caldi e bevande per i senzatetto. Inoltre, in caso di esigenze nutrizionali specifiche, il cibo potrà essere consegnato a casa delle famiglie bisognose. La fornitura di generi alimentari potrà essere accompagnata, eventualmente, da misure di sostegno e orientamento e da indicazioni nutrizionali.

Circa il 30% dei fondi sarà destinato ai bambini appartenenti a famiglie svantaggiate, che riceveranno sostegno per comprare materiale scolastico. Il programma FEAD sosterrà anche la fornitura di generi alimentari in alcune scuole in quartieri estremamente svantaggiati, così che i bambini possano mangiare a scuola e restare nel pomeriggio per svolgere attività didattiche che potrebbero essere finanziate tramite il Fondo sociale europeo.

Per quanto riguarda le persone senza fissa dimora, il programma FEAD fornirà loro elementi necessari come sacchi a pelo, articoli per l'igiene, kit di emergenza o vestiti, ma anche beni materiali di base, che potrebbero essere indispensabili per facilitare la loro integrazione sociale (per esempio, attrezzature da cucina per i partecipanti a programmi di tipo "Housing First", abiti adeguati per le persone in formazione, etc.). Tale misura sarà gestita dalle autorità cittadine e dalle amministrazioni locali.

Il FEAD sosterrà tutti gli interventi promossi, singolarmente, dai 28 Stati membri. Ogni Stato membro potrà inserire la sua definizione specifica di "persona indigente" come gruppo target per le proprie azioni nel programma operativo nazionale; potrà scegliere il tipo di assistenza che desidera prestare (generi alimentari o assistenza materiale di base, o entrambi) e come ottenere e distribuire gli articoli, in base alla propria situazione e alle proprie preferenze.

In totale, il FEAD ha una dotazione pari a 3,8 miliardi di euro in termini reali per il periodo 2014-2020. Attivo da gennaio 2014, vuole essere un forte simbolo di solidarietà europea e un prezioso contributo per il raggiungimento dell'obiettivo della strategia Europa 2020 di ridurre di almeno 20 milioni di unità il numero di persone che versano in condizioni di indigenza o sono esposte al rischio di povertà.

Internet nel 2014, prevalgono i servizi gratuiti

L'utilizzo di Internet nel 2014: una persona su cinque nell'EU28 ha utilizzato il cloud per salvare i file. Prevalgono i servizi gratuiti. Nell'EU28sonosempre di più le personeche utilizzano Internet e chelousanosempre più spesso, con quasidue terzi di età compresa trai 16 ei 74 anni. La percentuale di individuiche non hanno maiusato internet nell'EU28è scesa dal43% del 2006 al 18%nel 2014.Per saperne di più:http://europa.eu/rapid/press-release_STAT-14-2680_en.htm

Crescita e investimenti nell'agenda Ue del 2015

Il 15 Dicembre 2014 la Commissione europea ha presentato il "Programma di lavoro per il 2015" che definisce l'azione dell'esecutivo UE nei prossimi dodici mesi. Con questo documento, la Commissione intende concentrare l'azione su temi che possono cambiare realmente le cose in termini di occupazione, crescita e investimenti e portare vantaggi concreti ai cittadini.

I cittadini vogliono che lUE interferisca meno nella loro vita quotidiana, soprattutto nelle questioni su cui gli Stati membri possono intervenire più efficientemente con soluzioni adeguate. DallUE si aspettano invece un intervento decisivo per affrontare le grandi sfide socioeconomiche: la lotta alla disoccupazione e il miglioramento della competitività, ad esempio. I cittadini domandano altresì allUnione una maggiore trasparenza sulle sue iniziative e sul modo in cui le attua: ladozione del programma di lavoro costituisce un buon punto di partenza in questa direzione, perché espone in totale trasparenza sia le iniziative che lUE attuerà nel 2015 sia quelle che invece non prenderà o abbandonerà.

Dal punto di vista pratico, il programma di lavoro prevede 23 iniziative, già presentate al Parlamento europeo, ispirate alle dieci priorità della Commissione Juncker e in particolare al lavoro, alla crescita e agli investimenti.

Nello specifico, la Commissione si è impegnata a realizzare nel 2015:

  • un piano di investimenti per lEuropa, dando seguito legislativo al piano annunciato il mese scorso e liberando nelleconomia reale investimenti pubblici e privati per almeno 315 miliardi di euro nei prossimi tre anni;

  • un pacchetto ambizioso per il mercato unico digitale, instaurando condizioni propizie a uneconomia e una società digitali dinamiche tramite lintegrazione del quadro normativo sulle telecomunicazioni, modernizzando le norme sui diritti dautore, semplificando le norme che disciplinano gli acquisti in linea e in ambiente digitale, rafforzando la sicurezza informatica e integrando la digitalizzazione nei diversi settori;

  • i primi passi verso unUnione europea dellenergia, per garantire la sicurezza dellapprovvigionamento energetico, spingere sullintegrazione dei mercati nazionali dellenergia, ridurre la domanda energetica europea e decarbonizzare il mix energetico;

  • un approccio di maggiore equità fiscale, mediante un piano dazione per la lotta allevasione e alla frode fiscali, contenete misure a livello UE per passare a un sistema secondo il quale il paese in cui sono generati gli utili sia anche il paese di imposizione, e grazie allo scambio automatico di informazioni sui ruling fiscali e alla stabilizzazione delle basi imponibili dellimposta sulle società;

  • unagenda europea in materia di migrazione, definendo un nuovo approccio allimmigrazione legale affinché lUE si affermi come meta in grado di attrarre i talenti e le competenze e migliorando la gestione dellimmigrazione nellUE attraverso una maggiore cooperazione con i paesi terzi, la solidarietà tra gli Stati membri e il contrasto alla tratta degli esseri umani;

  • unUnione economica e monetaria più profonda, perseverando negli sforzi per promuovere la stabilità economica e attrarre gli investitori verso lEuropa.

Alle 23 iniziative identificate si aggiungono 80 proposte legislative non ancora adottate, per le quali la Commissione desidera valutare se modificarle o ritirarle completamente se non più necessarie.

Come indicato dal primo Vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans, "per poter concentrare limpegno politico sulle vere priorità dobbiamo liberarci delle pastoie: abbiamo quindi analizzato ogni singola proposta attualmente allesame delle istituzioni dellUE per decidere se vogliamo mantenerla, modificarla o ritirarla. Poiché intendiamo ottenere risultati concreti, proporremo soluzioni alternative qualora risulti chiaro che le proposte attuali non riusciranno a sfociare in un accordo rispondente agli obiettivi che ci siamo prefissi. Assicureremo così che la nostra Unione si concentri sugli aspetti che realmente contano e, nel contempo, sul conseguimento di risultati concreti per i cittadini. Questa volta la musica è diversa. Davvero.

Nelle intenzioni della Commissione europea, il programma di lavoro del 2015 vuole puntare a far ripartire l'Europa. Il primo passo concreto viene individuato nella necessità di rimuovere i principali limiti normativi che circostanziano gli investimenti nel mercato interno europeo, presentando proposte di riforma di alcune direttive vigenti.

Per la prima volta nella storia istituzionale europea, la Commissione, il Parlamento e gli Stati membri hanno lavorato congiuntamente fin dalle prime fasi di predisposizione del programma di lavoro per favorire così la costruzione di un ampio consenso intorno al progetto stesso.

Elusione fiscale e falso in bilancio, in arrivo le nuove regole Ue

La Commissione europea accoglie con favore le decisioni dei ministri dei Paesi Ue (Consiglio) in materia di elusione fiscale e falso in bilancio; il Consiglio ha dato così il suo pieno supporto alla clausola anti-abuso prevista dalla Direttiva Ue (2003/123/EC) dedicata ai gruppi di società e loro controllate e all'obbligo di flusso informativo tra le Agenzie delle Entrate dei Paesi Ue.

Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari Economici e Finanziari, Tassazione e Dogane ha accolto con favore le decisioni del Consiglio considerandole "pietre miliari che aprono a nuovi orizzonti la lotta all'elusione fiscale e al falso in bilancio" in tutta Europa.

La Commissione propone un follow-up del piano Ue contro l'evasione e la frode fiscale adottato il 6 dicembre 2012, al fine di valutare l'inserimento di una previsione vincolante anti-abuso nella Direttiva, così da permettere agli Stati membri di adottare previsioni normative nazionali o accordi bilaterali contro l'evasione fiscale per cui il Commissario ritiene sia necessario "sviluppare la strumentazione adeguata a favorire lo scambio di dati sensibili". Un primo emendamento, nel luglio 2014, sanziona l'utilizzo di prestiti ibridi come mezzo per sfuggire alla tassazione ordinaria, potendo così assicurare, in accordo con il Commissario Moscovici "regole di gioco leali per le imprese nel mercato interno europeo riducendo gli appigli per comportamenti scorretti".

La Commissione ha proposto inoltre una revisione della direttiva sulla cooperazione amministrativa a giugno 2013 al fine di incrementare la trasparenza in Europa, in ossequio agli standard sulla scambio automatico di informazioni elaborati dal G20 dei Ministri delle Finanze nel febbraio 2013, che hanno come obiettivo primario quello di garantire piena trasparenza e cooperazione tra le pubbliche amministrazione per combattere l'evasione fiscale a livello globale.

La Commissione ha inoltre annunciato degli sforzi ulteriori diretti a ridurre l'elusione fiscale nel corso del 2015, incluso una proposta di legge per regolamentare la tassazione all'interno della Ue, prevista per il 2015.

Task force europea

Entra nel vivo il piano Juncker per gli investimenti. La Taskforce europea per gli investimenti ha di recente presentato una relazione sul potenziale dell'Europa come bacino per gli investitori. Secondo la relazione, nei prossimi tre anni potrebbero essere realizzati circa 2 mila progetti in Europa per un valore totale di 1,3 trilioni di euro. Progetti, ad oggi non ancora realizzati, a causa delle barriere normative e finanziarie presenti all'interno del mercato europeo.

Jyrki Katainen, Vicepresidente della Commissione europea responsabile per il Lavoro, Crescità, Competitività e Investimenti, afferma che "l'Europa ha bisogno di numerosi investimenti e di aprire il proprio mercato al fine di creare nuove opportunità di lavoro". Per fare questo, occorre "compiere passi per creare affidabilità negli investitori". Il lavoro della taskforce dimostra come l'Europa sia un bacino di progettazione e che gli Stati Membri guardano alla dimensione europea come il mezzo per incrementare la competitività dell'intera economia del Vecchio Continente.

Quali guide linea per gli investimenti?

La relazione raccomanda la definizione di linee guida improntate alla trasparenza. La trasparenza, vista come chiave di volta per incoraggiare e rendere fiduciosi gli investitori privati verso la costruzione dell'expertise europea; la mancanza di trasparenza è ad oggi una delle maggiori barriere agli investimenti extra-europei. La Taskforce rivolge particolare attenzione al settore privato, per il quale si vogliono creare condizioni favorevoli di accesso a fondi UE o provenienti dagli Stati membri. In quest'ottica di idee è stato recentemente creato il Fondo Europeo per gli investimenti strategici (FEIS), braccio operativo del piano Juncker. Gli investimenti finanziati dal FEIS dovranno essere in conformità con le linee guida stabilite da Europa 2020 e Horizon, ossia dovranno focalizzarsi sull'innovazione, sulla conoscenza e sul fabbisogno energetico.

La Taskforce ha quindi esortato gli Stati membri e gli investitori privati ad intraprendere alcune azioni, che in accordo con gli esperti, potranno generare risultati concreti.

1. Creare migliori condizioni per gli investimenti: si richiede di focalizzarsi sulla rimozione di barriere normative e non normative con particolare riguardo al settore delle infrastrutture. Migliorare la regolamentazione e ridurre la frammentazione del capitale attraverso riforme strutturali degli Stati membri.

2. Piani di sviluppo nazionali: gli Stati membri devono impegnarsi in prima persona negli investimenti necessari a rilanciare il mercato europeo.

3. Attività di consulenza targata UE: costituzione di un centro di consulenza rivolto ai promotori dei progetti e agli investitori pubblici e privati, intervenendo anche in termini di attrattività per gli investimenti.

4. Value for money: gli Stati membri sono chiamati ad investire e a valutare la soluzione più efficiente per il loro investimento.

5. Promuovere strumenti finanziari innovativi: La Commissione europea dovrebbe guardare agli strumenti di finanziamento innovativi come al catalizzatore per attirare investimenti privati all'interno del mercato europeo.

Nell'intenzione degli esperti della Taskforce, queste linee guida faciliteranno la crescita del mercato europeo, generando così crescita economica, maggiore competitività e creazione di nuovi posti di lavoro.

Report UE: Commercio globale ostacolato

Il rapporto annuale della Commissione sul protezionismo, pubblicato in data 17 Novembre, rende noto la tendenza dei partner commerciali europei a imporre misure restrittive sugli scambi, generando incertezza tra I principali operatori dell’economia globale.

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-1683_en.htm

UE sblocca aiuti umanitari contro l’Ebola

Dopo la missione congiunta dei Commissari Andriukaitis e Stylianides, nei territori colpiti dall’Ebola, l’Unione Europea ha deciso di incrementare la risposta alla crisi, come dichiarato dal Commissario Christos Stylianides, coordinatore per UE per l’emergenza ebola, nel comunicato congiunto con il Commissario per la Salute, Vytenis Andriukaitis in data 18 Novembre 2014.

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-1862_en.htm

Settembre 2014: surplus commerciale di 18.5 miliardi nell'area euro

Secondo una prima stima relativa alla bilancia commerciale dell'Ue, il surplus complessivo per i Paesi dell'Unione nello scorso settembre è stato di 18.5 miliardi di euro, in netta crescita rispetto al dato relativo all'anno precedente (10.8 miliardi). Per saperne di più: http://europa.eu/rapid/press-release_STAT-14-1860_en.htm.

Il PIL cresce dello 0.2% nell'area euro e dello 0.3% nei 28 Paesi Ue

Secondo un'analisi condotta da EUROSTAT, l'Istituto europeo di statistica, il prodotto interno lordo, nell'ultimo quadrimestre del 2014, è incrementato dello 0.2%, per quanto concerne i Paesi dell'area euro, dello 0.3% per il resto dell'Unione. La crescita risulta leggermente superiore rispetto a quella registrata nel secondo quadrimestre, rispettivamente dello 0.1% e dello 0.2%. Per saperne di più: http://europa.eu/rapid/press-release_STAT-14-1764_en.htm.

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